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Report e i contanti
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Report e i contanti

L'inchiesta di ieri sera sull'uso delle banconote, i pagamenti tracciabili, l'evasione fiscale e la "legittima difesa"

16 aprile 2012

L’inchiesta principale della puntata di Report di ieri sera parlava dell’uso del denaro contante e del ruolo che ha nell’evasione fiscale. L’inchiesta è di Stefania Rimini, che nella sinossi pubblicata sul sito del programma spiega che in Italia “9 volte su 10 per pagare si tirano fuori i soldi piuttosto che fare un bonifico o usare una carta di pagamento” e che “non a caso, l’Italia è anche il paese del “nero”: secondo l’Eurispes è di 540 miliardi, corrispondente al 35% del Pil, secondo l’Agenzia delle Entrate invece abbiamo un sommerso intorno ai 300 miliardi, che dà luogo a 120-150 miliardi di evasione favorita proprio dal grande uso di denaro contante”.

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  • wiz.loz

    Da anni propugno l’abolizione del contante e l’uso di metodi tracciabili per qualsiasi spesa. Io pensavo di risolvere il problema costi e commissioni facendo gestire le carte di credito dalle banche centrali. L’idea di Report per tassare il contante è interessante e sarei anche d’accordo, ma il cittadino medio la capirebbe e digerirebbe ancora meno che la carta di credito…

  • wiz.loz

    L’idea di Report ha comunque un difetto comune a tutti i sistemi che non aboliscono la moneta contante: si creerebbe un mercato parallelo, indipendente, totalmente nero, che vive di scambi di contante. Quindi la gente che volesse fare nero non farebbe quasi mai prelievi o depositi (che sarebbero tassati) ma farebbero circolare il contante. Quindi proposta poco utile…

  • sire

    il punto è che se tassano il contante ad ogni prelievo/deposito, quando ho il contante non lo deposito, ma lo continuo a usare come pagamento per qualsiasi tipo di transazione. e inoltre, niente mi impedisce di andare a spendere il contante in cui paesi dove la tassazione su di esso non c’è…a meno che non si teorizzi che il contante venga tassato in tutto il mondo.
    mi sembra più una minckiata, che una genialata…

  • http://riccardorusso.blogspot.com/ ric79

    Ma se nel resto del mondo si usa il contante e c’è poca evasione, di cosa si sta parlando? Magari c’è evasione perchè se pago il 55% di tasse e lo Stato non mi offre servizi, io devo pur continuare a vivere…
    Sempre con la solita ricetta. Proviamo a far spendere 50/100 MLD in meno allo Stato, abbassiamo IRPEF, togliamo l’IRAP, riduciamo i balzelli e le tasse verranno pagate quasi da tutti. Quelli che mancano sono quelli con macchinone che basta faris un giro in un qualsiasi centro cittadino più grande di 10.000 abitanti per beccarli.
    Poi datemi del qualunquista.

  • ottendrag

    Quest’oggi su ilcorriere, c’e’ questo articolo che spiega il progetto GlobaLeaks: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_aprile_14/globaleaks-software-condisione-informazioni_45b220fe-863e-11e1-a210-601cc21801c2.shtml e una delle sue possibili implementazioni di “Tax Whistleblowing”, che è il metodo usato dall’IRS americano per combattere l’evasione. il progetto antievasione è spiegato in http://evasori.it

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Premesso che sono d’accordo sulla riduzione della circolazione del contante come strumento di lotta contro il nero e l’evasione, trovo fortemente discutibile che il debito pubblico e i problemi del Paese siano dovuti all’evasione fiscale.
    È una teoria come minimo parziale, se non falsa.
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    Il debito pubblico è stato creato da decenni di sprechi, favori, prebende, corruzione, favoritismi e politica incapace e disgraziata. Lo Stato italiano per funzionare oggi brucia quasi 800 Miliardi di Euro (stima 2011). Una cifra in crescita continua: in vent’anni la spesa dello Stato è raddoppiata (370 Miliardi nel 1992 e 615 nel 2002 – dati del governo: http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Servizio-s/Studi-e-do/La-spesa-dello-stato/La_spesa_dello_Stato_dall_unit_d_Italia.pdf – Tavola 18).
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    La spesa non è cresciuta per colpa dell’evasione fiscale, ma per ben altri motivi. Se pensiamo davvero che le tasse siano l’unico modo per pagare la bolletta disgraziata e incosciente della spesa pubblica fuori controllo, prepariamoci a strangolare il paese. La pressione fiscale è già altissima a fronte di servizi pessimi e di una burocrazia demenziale e asfissiante. Peraltro il problema è aggravato dal fatto che una parte del paese vive sulle spalle dell’altro: in estrema sintesa e molto rozzamente l’IRPEF raccolta in Lombardia mantiene varie regioni del sud, dove magari ci sono il triplo di dipendenti pubblici nelle regioni e dove un consigliere regonale guadagna più di Obama. Siamo di fronte a un sistema folle che ha perso ogni razionalità.
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    Personalmente penso che la priorità principale per il risanamento sia un taglio feroce e durissimo della spese dello Stato, con interventi decisi su sprechi e sulle voci di spesa particolarmente improduttive. La politica del tassa e spendi, che piace molto a una certa sinistra, e a quanto pare anche alla Gabbanelli, è un suicidio. Intervenire sulla spesa è prima di tutto un problema di equità sociale e di correttezza civile.
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    Dopodichè esiste il problema fiscale. L’evasione va combattuta, ma ci vuole anche un sistema fiscale più corretto, equo e comprensibile. Oggi il fisco è il terreno di battaglia dove uno Stato sprecone cerca di spremere senza ritegno e spesso in modo scorretto chi lavora e produce ricchezza per pagare i propri debiti.

  • ro55ma

    @RIC79: “Magari c’è evasione perchè se pago il 55% di tasse e lo Stato non mi offre servizi, io devo pur continuare a vivere…” che sembrerebbe anche buon senso e invece è non lo è!-/
    Questa soluzione è negata ai 12 milioni di dipendenti che hanno come sostituto di imposta proprio quei furboni di cui sopra e che riescono anche a non vergognarsi di dichiarare meno di quanto spesso pagano ai propri dipendenti…
    Sui 50/100 mld di risparmi sulla spesa pubblica ci si arriva (visto che i soldi di pantalone son finioi) ma, come per l’”eutanasia” di centinaia di migliaia di micro aziende che si reggono oggi solo sull’evasione, saranno dolori per migliaia di famiglie che ci vivono, di quella spesa pubblica – e che lo fanno – senza rubare nulla, semplicemente lavorando per la pubblica amministrazione (che è anche un meccanismo di spreco e inefficienza pubblica).
    Non si tratta di qualunquismo ma di dare una sterzata tutti assieme prima che sia troppo tardi.

  • wiz.loz

    @RIC79: La tua “soluzione” è palesemente inapplicabile, se abbassiamo brutalmente le tasse nella speranza che quasi tutti gli evasori si redimano le paghino, nel frattempo lo Stato come tira avanti? E se gli evasori continuassero ad evadere nonostante le tasse abbassate? Non qualunquista, al limite ingenuotto…

  • groucho

    A parte che l’uso della carta porta a spendere di più:

    http://www.tgcom24.mediaset.it/tgmagazine/articoli/articolo388137.shtml

    senza contanti si tornerebbe al baratto.

    La soluzione migliore è sempre la deducibilità di TUTTE le spese (anche solo al 20% con ricevitori fiscali che leggano codice fiscale come per le spese in formacia). Allora ci sarebbe un vero interesse di tutti ad avere ricevute e fatture per ogni minima spesa.

  • feedo

    Gli italiani e il contante sono – per così dire – incompatibili. La storia ce ne ha fornito ampia dimostrazione. Solo che finora non c’era alternativa. Oggi la tecnologia consente questo passo, e mi piace che si sia acceso un dibattito su un’idea che prima passava per una eresia inaccettabile. Coloro che – a ragione – si lamentano del peso del fisco, dovrebbero anche pensare che solo pagando tutti si potrebbe progettare realisticamente un calo della imposizione. Ma l’abolizione del contante avrebbe anche altri risvolti positivi: pensate ad esempio alla mafia, alle tangenti e alle truffe di ogni genere, sarebbe un colpo mortale per questo genere di reati.

  • ottendrag

    @feedo: no scusa, non vorrei stessi mal interpretanto questi tipi di riflessioni. puo’ essere un colpo alla microevasione, ma non tange minimamente la grande criminalità.

    @groucho: ha del comico quel che dici, dovrei trovare degli idraulici gay, per poter barattare l’unica cosa che non è contate ed ha valore ? :P

    quello che dice @lowresolution è vero, triste e giusto. infatti ste manovre dovrebbero non essere pensate solo per correggere i malcostumi della massa, ma anche i malcostumi della pubblica amministrazione!

  • leo56

    Utilizzare il solo codice fiscale per qualsiasi transazione di qualsiasi genere dal caffè all’acquisto di un’areo. Fine dell’evasione – punto!

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Io sono favorevole all’uso delle carte per i pagamenti, personalmente lo faccio da sempre. Anzi, mi arrabbio molto quanto non posso pagare il taxi o altri servizi con la carta.
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    Contesto che l’affermazione che i problemi dei conti pubblici siano dovuti all’evasione fiscale. Il punto è un’altro. Negli ultimi decenni in Italia si è consolidato circolo vizioso molto pericoloso: la spesa pubblica crescente e fuori controllo porta a un’inasprimento della pressione fiscale, che porta a maggiore evasione. Siamo vicini al punto di rottura: abbiamo la pressione fiscale più alta d’Europa e il sistema non sta più in piedi: l’economia è ferma e non si cresce, anzi decresce, e se non c’è crescita non c’è lavoro e ci sono soldi nemmeno per pagare l’esoso conto delle tasse.
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    E’ ovvio che il problema è tagliare le spese, non aumentare le entrate con le tasse.
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    Sarei anche molto prudente sulle stime relative all’evasione fiscale, in quanto nel calderone di dati e numeri dato in pasto all’opinione pubblica per fare propaganda sono comprese le sanzioni che spesso sono pretestuose e che non passano i ricorsi. Le statistiche dicono che c’è una percentuale molto alta di ricorsi vinti dai contribuenti, il che è un segnale importante del modo ingiusto e illegale con cui lo Stato pratica la lotta all’evasione: colpisco chi già paga, sparando cartelle esattoriali a caso e pretestuose sperando che paghi lo stesso per non trascinarsi un contenzioso per anni.
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    I dipendenti non sono santi. Fanno la loro fetta di evasione, per esempio ogni volta che pagano senza fatture e scontrini per risparmiare l’IVA, pratica permessa proprio dal pagamento in contanti. Ma guarda un po’ chi evade davvero.

  • massimo55

    Ma quando si capirà che il recupero dell’evasione fiscale, per altro doverosa, non c’entra nulla con la pressione fiscale nominale? Il nero è già conteggiato nel PIL e, se paghiamo il 50% di tasse sul PIL, queste sono il 50% anche del nero. Il nero già le paga le tasse, peccato che le faccia pagare agli altri che il nero non lo fanno. Da questo punto di vista il recupero dell’evasione deve essere trasparente alle casse dello stato e rigirata, in termini di riduzione, a quelli che pagano le tasse anche per il nero. Lo Stato deve darci dei buoni servizi con i soldi che ha già ora, perché sono gli stessi della Danimarca ed anche di più. Il problema del nero è che la pressione fiscale reale è molto più alta di quella nominale per quelli che non evadono e crea uno svantaggio concorrenziale e di cattiva selezione tra le aziende. C’è qualcuno che può spiegare alla Gabanelli che il deficit si ripiana solo col taglio delle spese?

  • http://nononoeno.wordpress.com/ akiro

    Se lo stato, da oggi, basasse le proprie entrate solo sulla buona fede degli italiani e sulla loro solidarietà chiuderebbe nel giro di poche ore.
    Servono si regole, ma certe e senza troppe scappatoie, e mi sembra una buona cosa tener traccia, il più possibile, di acquisti e pagamenti.

  • lorenzom

    E abbassare le tasse sulle transazioni elettroniche, tipo un po dell’iva? Alla cassa se uso la carta pago meno.

  • http://riccardorusso.blogspot.com/ ric79

    @ro55ma: guarda che in un paese non sono i dipendenti pubblici a creare ricchezza. Sono le imprese anche quelle micro. E’ lì che si crea attraverso l’import e l’export. E tale ricchezza permette a tanta parte di Stato di vivere (bene)
    Se si deve mettere qualcuno a dieta è quindi sempre e solo lo Stato. Dipendenti che guadagnano troppo, spese eccessive, competenze frammentate, poca informatizzazione, processi ottusi. Solo dopo si può iniziare a distruggere il tessuto sociale che tiene in piedi la nazione.
    Oltretutto gran parte dei problemi nascono anche da uno Stato che ti chiama evasore perchè tu non gli paghi le tasse, mentre esso stesso non ti paga per mesi/anni beni e servizi di cui invece ti chiedere iva/ires/irpef subito! Ma dove viviamo eh?

  • http://nononoeno.wordpress.com/ akiro

    @massimo55
    >Il nero già le paga le tasse
    ?!?
    >Lo Stato deve darci dei buoni servizi con i soldi che ha già ora, perché sono gli
    >stessi della Danimarca ed anche di più.
    La Danimarca con gli stessi soldi da servizi a 5.5M persone e lo stato italiano a 60M? Con gli stessi soldi la vedo dura sia possibile per lo stato Italiano,…

  • tobuto

    @massimo55: in realtà il nero non è conteggiato nel pil. O meglio: una merce prodotta in nero (evadendo, pagando fornitori e dipendenti in nero) ma venduta regolarmente rientra nel pil, un servizio reso in nero è assolutamente invisibile (se non negli effetti positivi su merci e servizi venduti regolarmente).
    @ric79: beh, il boom degli anni ‘60 si deve anche alle grandi aziende statali e parastatali dell’ epoca. Poi, certo, possiamo discutere se sia un modello attuabile 50 anni dopo.

  • http://riccardorusso.blogspot.com/ ric79

    @tobuto: che lo stato voglia fare il privato vendendo beni/servizi non è un problema. Lo stato si comporta come privato Fincantieri/Eni sono un esempio.
    Ma 60 consiglieri regionali da 100.000euro o un’azienda municipalizzata che raddoppia il prezzo del biglietto per coprire le sue inefficienze sono tutt’altra cosa. E’ questo lo Stato che deve scomparire

  • ro55ma

    @RIC79, non se ne esce se ci si illude che basti menare in testa a qualche migliaia di travet infficienti della PA, tagliare lo stipendio (vergognoso) dei consiglieri regionali (e provinciali e comunali e..).
    La filera è lunga e va da Aosta a Pantelleria, nessuno escluso.
    Le aziende (96% sotto ai 10 dip…) e gli autonomi in genere, che si reggono sulla “scomparsa” del 50-70% di fatturato, “tengono in piedi” prima sè stessi e poi la nazione nel senso che la ricchezza che producono e di cui godono, in parte rientra(va) in circolo e in parte è diventata immobili mai registrati al catasto (1.200.000) e consumi sopra la media europea (e di tanto) di beni di lusso, mentre ai lavoratori dipendenti (privati e pubblici) si carica l’onere fiscale monstre di tutti.
    Non ci sono scorciatorie, o ne usciamo insieme – cambiando rotta e facendala cambiare ai nostri governanti – o andiamno a fondo e ci facciamo anche male.. cadendo.

  • iamacrowd

    ma se uno ha il conto cointestato? Nn può più avere privacy? Che incubo.

  • albertog

    Svalutazione?

  • massimo55

    Dando le stime ufficiali del sommerso per vere, il PIL non aumenterebbe di un centesimo se questo venisse tutto improvvisamente a galla. Si avrebbe solo un aumento della pressione fiscale totale che da 45% passerebbe a oltre il 60%. Una percentuale suicida per qualunque economia.

  • http://heilandstark.wordpress.com heilandstark

    Quando guardo Report mi rendo conto che l’Italia non cambierà mai. Che gli italiani tutti non cambieranno mai. Il malcostume, l’ignoranza e l’egoismo sono troppo radicati perché un governo tecnico e qualche trasmissione possano cambiare le cose. Quando una trasmissione di giornalismo d’inchiesta fa il lavoro della magistratura e quando poi la magistratura non interviene, e le leggi mancano e sono inefficaci…
    Io non ci vivo più e ne sono felice, ma allo stesso tempo triste di guardare questo Paese in rovina lanciato nel nulla.
    A tutti quelli che volessero rispondere: guardate cosa NON abbiamo fatto all’Aquila. E’ intollerabile che un Paese appartenente alla comunità europea abbia ABBANDONATO gli abitanti di una città ed il suo preziosissimo centro storico.

    HS

  • plato

    visto ieri sera qui. e sono incaxxato da ieri sera