Il Post
Questa cosa si chiama "pink slime"
— Economia

Questa cosa si chiama “pink slime”

Negli Stati Uniti si discute e si litiga su un diffuso additivo per la carne macinata, fatto con scarti di bovini disinfettati con l'ammoniaca

12 aprile 2012

Gli Stati Uniti sono tra i principali consumatori di carne bovina al mondo e da alcune settimane il mercato delle carni è in agitazione, con i produttori che cercano di rassicurare i clienti, alla ricerca di garanzie e maggiore trasparenza, sulla genuinità dei loro prodotti. Nei primi giorni dello scorso marzo l’emittente televisiva ABC News ha mandato in onda una serie di servizi sull’utilizzo da parte dell’industria della carne bovina del cosiddetto pink slime (letteralmente “melma rosa”), una poltiglia a basso costo ottenuta con gli scarti di lavorazione delle carni bovine che viene poi aggiunta in percentuali variabili alla carne macinata – per aumentarne peso e volume – e venduta nei supermercati e nei ristoranti. Il sistema viene impiegato già da diversi anni ma l’esistenza del pink slime non era particolarmente nota, anche perché i produttori non sono obbligati a segnalare sulle confezioni la presenza dell’additivo.

Pink slime
In seguito alle preoccupazioni per la possibile presenza di Escherichia coli (E. coli) – un batterio che in alcuni sottotipi può essere particolarmente pericoloso per la salute, nella carne bovina – a metà anni Novanta la Beef Products Inc. (BPI) iniziò a sperimentare un sistema per disinfettare le carni utilizzando ammoniaca. La soluzione fu approvata dal ministero dell’Agricoltura statunitense nel 2001, stabilendo che il prodotto disinfettato in quel modo fosse commestibile anche per gli esseri umani.

Per produrre il pink slime vengono utilizzate le carni di scarto degli altri processi produttivi. Gli scarti, che possono anche comprendere cartilagini, tendini e altri tessuti connettivi, vengono triturati molto finemente e separati dal grasso grazie al calore e a particolari centrifughe. Successivamente il prodotto viene irrorato con ammoniaca e congelato. Il pink slime viene poi venduto all’ingrosso ai produttori di carne, che lo utilizzano come additivo a basso costo per le loro carni macinate così da aumentarne il peso e il volume, e di conseguenza alzare i livelli di produzione e i guadagni.

Critiche
Secondo ABC News, al momento in cui furono realizzate le inchieste per l’emittente, il 70 per cento della carne macinata venduta negli Stati Uniti conteneva pink slime. E sostanzialmente all’insaputa dei consumatori, perché le leggi statunitensi consentono di scrivere “100 per cento carne bovina” sulle confezioni anche se la carne macinata è costituita da pink slime per percentuali che possono arrivare al 15 per cento. Il divieto di usare il prodotto, come molti altri additivi, è solamente esplicito per la carne da allevamenti biologici.

Nelle inchieste di ABC News veniva anche segnalato che per produrre il pink slime vengono utilizzate parti dei bovini solitamente scartate per precauzioni sanitarie, come quelle più vicine alla pelle che possono essere contaminate dalle feci. Secondo i produttori e il ministero dell’Agricoltura, il sistema di disinfezione con l’ammoniaca (in altri casi viene usato l’acido citrico) esclude la possibilità che vi possano essere contaminazioni da animale a uomo con l’alimentazione, ma questa versione è comunque molto dibattuta e criticata dalle associazioni a tutela dei diritti dei consumatori. Le stesse organizzazioni lamentano che non è possibile sapere se la carne acquistata contenga o meno il pink slime, salvo non si acquisti carne da allevamenti biologici che però costa di più. Non è inoltre chiaro perché il pink slime possa essere venduto solo all’ingrosso ai produttori di carne e non ai singoli consumatori, ne dicono i detrattori.

Il sapore del pink slime
J. M. Hirsch, che per Associated Press si occupa di cucina e cibo, ha messo a confronto un hamburger tradizionale con un hamburgher contenente pink slime. L’odore dei due era sostanzialmente simile ma il secondo aveva un sapore di carne più forte, era meno succoso e conteneva diversi pezzetti più duri dovuti probabilmente alla presenza di cartilagini e altri scarti nel preparato.

Grande distribuzione
In seguito alla grande preoccupazione dei consumatori, diverse catene di supermercati e di ristoranti degli Stati Uniti si sono date da fare per assicurare l’assenza del pink slime nei loro prodotti. McDonald’s, Burger King e Taco Bell hanno annunciato di aver smesso di utilizzare i prodotti della BPI, mentre la catena Wendy’s ha comprato pagine pubblicitarie su diversi quotidiani per rassicurare i propri clienti, garantendo di non avere mai utilizzato pink slime nei propri piatti. Wal-Mart e altri supermercati metteranno a disposizione carni confezionate senza pink slime, da scegliere in alternativa ai prodotti che invece lo contengono.

Scuole
Le preoccupazioni principali nelle ultime settimane per la qualità del cibo hanno anche interessato gli istituti scolastici. La carne macinata contenente pink slime viene regolarmente utilizzata nelle mense scolastiche, cosa che sta preoccupando molto i genitori. Il ministero dell’Agricoltura ha annunciato che a partire dal prossimo anno scolastico ogni istituto potrà scegliere se utilizzare o meno la carne bovina con pink slime. La decisione non è però piaciuta a diversi parlamentari democratici, che hanno chiesto di servire solo carne bovina senza l’additivo: il loro timore è che le carni meno costose con pink slime vengano utilizzate dalle scuole nelle comunità in difficoltà. Molte scuole hanno già annunciato che interromperanno nei prossimi mesi l’uso di carni bovine con pink slime.

Le reazioni
A fine marzo, il ministero dell’Agricoltura ha diffuso un comunicato dove viene ribadito che i sistemi per produrre l’additivo sono sicuri, e che lo stesso prodotto finale non costituisce alcun particolare pericolo per la salute. La sua aggiunta alla carne bovina macinata non rende le carni meno sicure da mangiare. BPI in queste settimane ha cercato di difendere la propria posizione e un suo portavoce ha spiegato che sarebbe del tutto inutile adottare delle etichette aggiuntive per specificare la presenza del pink slime: «A che scopo dovremmo etichettarlo? Si tratta di carne bovina al cento per cento, perché volete che lo etichettiamo? Non sono disposta a dire che sia qualcosa di diverso dalla carne, perché è carne bovina al cento per cento».

Le conseguenze
In seguito alla grande attenzione dei mezzi di comunicazione e alle preoccupazioni dei consumatori – secondo alcuni esagerate, considerata la sicurezza del prodotto – molti produttori di carne bovina hanno annunciato un notevole calo della domanda. BPI, il principale produttore di pink slime, ha sospeso la produzione in tre dei suoi stabilimenti negli Stati Uniti. Alcuni esponenti politici repubblicani, come il governatore del Texas Rick Perry, il vicegovernatore del Nebraska Rick Sheehu, il governatore del Kansas Sam Brownback e il governatore dell’Iowa Terry Branstad (che aveva ricevuto nel 2010 denaro dalla BPI per la sua campagna elettorale), hanno visitato uno degli stabilimenti di BPI e durante una conferenza stampa hanno mangiato hamburger fatti con carni contenenti l’additivo e hanno sostenuto l’azienda, colpita a loro modo di vedere da una campagna di stampa non accurata iniziata da ABC News.

TAG: , , ,    
  • arsenio

    E i Würstel di che cosa sono fatti???

  • pejo

    Brown slime?

  • http://nononoeno.wordpress.com/ akiro

    >come quelle più vicine alla pelle che possono essere contaminate dalle feci.
    >Secondo i produttori e il ministero dell’Agricoltura, il sistema di disinfezione
    >con l’ammoniaca (in altri casi viene usato l’acido citrico) esclude la possibilità
    >che vi possano essere contaminazioni da animale a uomo con l’alimentazione,

    bhe, dai, almeno prima di servirla la lavano la cacca.

  • ziodiavle

    Pure la mortazza è una sorta di pink slime, però è buona… ce la metteranno l’ammoniaca dentro? ditemi di no!

    A proposito, ieri sera su Rai 5 c’era un documentario sugli additivi ed i conservanti usati nell’industria alimentare, un po’ mi ha rincuorato,

  • uqbal

    Ma se non fa male, il problema qual è?

  • robcar

    Per sapere negli USA (ma non solo lì…) cos’altro ci mettono nella carne, soprattutto di pollo, consiglio:
    http://www.ibs.it/code/9788860881137/foer-jonathan-s-/niente-importa-perche.html

  • riccardor

    Basta scriverci cosa vendi, e tutto va bene.

  • wiz.loz

    @ROBCAR: ho letto quel libro, è indubbiamente interessante ma per il modo in cui è fatto è da considerare terrorismo/propaganda vegetariano. L’essere umano deve mangiare carne, molta meno di quanta ne mangiamo normalmente (e quindi non ci sarebbe bisogno dell’allevamento intensivo industriale), ma chi dice che saremmo per natura vegetariani o persino fruttivori mente per bieche ragioni ideologiche. Viva la carne, abbasso i patetici vegetariani animalisti che piagnucolano per gli agnellini.

  • rossomalpelo
  • robcar

    @wiz.loz
    Le “bieche ragioni ideologiche” saranno le tue.
    Io ho deciso di non mangiare carne per motivazioni etiche.

  • ermedusa

    L’uomo camperà pure di radici, ma fatele voi tre ore di traffico al giorno dopo aver pranzato con insalata di ravanelli e una mela XD

  • uqbal

    Wiz.loz

    Io invece ho deciso di essere vegetariano perché fa bene alla salute, anche se in prospettiva riconosco che le ragioni etiche non sono trascurabili. Mangio il pesce senza rimorsi, però.

    Rimane il fatto che ogni tanto un po’ di carne me la concedo (per non fare lo schizzinoso se invitato da qualche parte, perché talvolta non trovi l’alternativa vegetariana e nella maggior parte dei casi perché mi piace!).

  • lorenzo72

    ci vuole equilibrio in tutte le cose.
    io mangio carne (non ‘sta robaccia) una volta a settimana e sto a posto.
    la dieta vegetariana è ormai un’alternativa sensata e molto salutare, non toglie niente a livello nutritivo ed è buona.
    comunque l’uomo è onnivoro, questo non mi pare controvertibile.

  • terzi

    Ricordo che l’acqua se contiene tracce di ammoniaca e’ considerata NON POTABILE, solo tracce di nitrati (prodotti di ossidazione dell’ammoniaca attraverso nitriti) e’ considerata POTABILE, vedete voi…

  • gaetanomart

    Questa roba mi ricorda un pò un romanzo di Carlotto, “Mi fido di te”;
    dopo averlo letto, non ho mangiato al ristorante per dei mesi.

  • http://www.tuscanfoodie.com Tuscan Foodie in America

    Be’, l’acido citrico si usa anche per fare la mozzarella a casa, e non mi pare si gridi allo scandalo.

    Il problema e’ la presa per i fondelli, il non dirlo. Cioe’: se io compro il manzo macinato, vorrei sapere da che parti viene. Perche’ anche il pink slime e’ manzo. Pero’ magari vorrei invece essere sicuro di comprare parti precise.

    Ricordo anche che nella carne di Taco Bell non c’e’ quasi carne, ma “taco filling”, che non e’ carne. Solo che non lo si sa…

  • sire

    ma io che da buon toscano mangio il lampredotto e sono cresciuto a pane e buristio o pane e mallegato? se mi avessero detto da quali parti dell’animale vengono ottenute queste prelibatezze, penso che sarei vegetariano fin dalla nascita praticamente.

  • http://www.tuscanfoodie.com Tuscan Foodie in America

    @Sire: io da toscano ti dico che il lampredotto proprio non ce la faccio a mangiarlo. Pero’ il mallegato si’.

    Il discorZo e’ che lo sai da che parti vengono. Qui invece no. Cioe’, io non credo che il pink slime faccia male, pero’ sono rimasto parecchio sorpreso quando ho scoperto che era nel macinato che pagavo una vagonata di vaini al supermercato biologico.

  • sire

    @tfia: il discorso è che, soprattutto per il lampredotto, nonostante si sappia da che parte venga, lo si mangia. quindi può capitare di mangiare cose (molto meno naturali del lampredotto) di cui non si sa la provenienza, purchè non facciano male.

  • dakris

    Tuscan foodie in america

    Riguardo Taco Bell, “non c’e’ quasi carne” mi sembra davvero un’esagerazione (la famosa causa intentata a gennaio e’ stata ritirata infatti). Taco Bell ha un sito web come tutte le altre compagnie con esattamente tutti gli ingredienti che si trovano in un determinato prodotto. Il “taco filling” alla quale ti riferisci e’ stato definito 88% carne, con un 12% “seasoning” i cui ingredienti vengono tranquillamente elencati. E nessuno degli ingredienti e’ considerato dannoso, visto che sono tutti approvati da USDA e FDA. Quindi nessuna ricerca che mostra il contrario.

    Ma parlando del fatto che “Solo che non lo si sa…”: non per esperienza personale ne’ per esposizione mediatica (specialmente dopo la causa intentata). Quelle poche volte che si e’ parlato di andare a mangiare da Taco Bell, tutti a fare le battute sul fatto che di carne non ce n’e’. Ed e’ davvero una cosa risaputa anche se non esatta. Ma dire “non si sa’” mi sembra ridicolo.

  • http://www.tuscanfoodie.com Tuscan Foodie in America

    Dakris, distinguiamo, a me piace il taco bell e anche il pollo fritto di KFC. Li mangio e so che ci sono antibiotici, che il pollo e’ lavato nell’ammoniaca, che nel taco filling c’e’ solo una piccola percentuale di manzo (io sapevo il 36% – fonte: http://gizmodo.com/5742413/this-is-what-really-hides-in-taco-bells-beef) e che il resto e’ la famosa mistery meat. Pero’ se compro il macinato di manzo che mi viene venduto come macinato di spalla al supermercato biologico vorrei che ci fosse solo spalla, non pink slime. Il pink slime puo’ anche essere molto innocuo, pero’ vorrei comprarlo consapevolmente, non mangiarlo a sorpresa. Che sia o meno dannoso e’ irrilevante.

    Su fda e usda mi viene da ridere, permettimi. Fidarsi a dire che un cibo e’ sicuro perche’ lo dice l’fda e’ molto ottimisita. Ma qui il discorso e’ lunghissimo, se vuoi lo facciamo altrove.

  • dakris

    Tuscan foodie in america

    Non conosco il motivo perche’ nel tuo caso specifico non fosse specificato o quale sia il tipo di amministrazione e leggi in riguardo, quindi non mi posso esprimere.

    Per quanto riguarda l’FDA (e USDA), la tua opinione vale poco. Sono tutte e due riconosciute come le migliori al mondo nel loro campo dalle Nazioni Unite (se non ricordo male) ed essendo in contatto con il loro lavoro personalmente, di persone che “se la ridono” davvero non me ne interesso. Specialmente quando coinvolge persone che con molta probabilita’ non hanno neanche un decimo delle qualifiche (accademiche e lavorative) delle persone che fanno parte di un’organizzazione che criticano. Una qualita’ tipica del provincialismo (specialmente) italiano.

    Quindi grazie ma no grazie.

  • hector

    mangiamo italiano e mangiamo sano

  • speenoz

    E annaffiamo il tutto con dell’ottimo vino all’etanolo.

  • lu8200

    Basterebbe non mangiare carne…. E’ da anni che si conoscono tutte le schifezze che ci mettono dentro.

  • sire

    eh già…però non è che con tutto il resto siamo proprio sicuri al 100%. per esempio mi domando come mai ci sono sempre più persone celiache o con problemi di intolleranza a certi tipi di frutta, al latte, ai crostacei…

  • http://unosei.wordpress.com ortelius

    E siamo quello che mangiamo

  • andreab

    La traduzione! Hirsch non dice che “L’odore dei due era sostanzialmente simile ma il secondo aveva un sapore di carne più forte”, ma il contrario:

    “The pink slime burger also was perfectly seared… The taste was — OK … It was not bad. But nor was it good. It was flat. I added more salt. No. It was simply one-dimensional.”

  • Pellegruino Artusi

    Per chi sostiene che non ci siano pericoli vi consiglio la lettura di questo articolo:
    http://www.nytimes.com/2009/10/04/health/04meat.html?pagewanted=all

    @UQBAL
    Chi mangia pesce non è vegetariano, e neanche chi ogni tanto un po’ di carne se la concede.

  • http://www.tuscanfoodie.com Tuscan Foodie in America

    Dakris, proprio per evitare il tipico provincialismo italiano che cerca di commentare tutto lo scibile in dieci righe in un commento su un blog mi ero permesso di sorvolare sulla questione FD/USDA definendola come troppo complessa. Se vuoi pero’ faccio una sparata tipo la tua e ti dico che la FDA e la USDA sono quelle che permettono proprio il taco filling che contiene solo il 36% di carne, per dire. O quelle che permettono l’uso di antibiotici in quantita’ enormi, per dire. Tutto regolare: lo dice la FDA. Poi pero’ quando alle bimbe vengono le mestruazioni a 8 anni che si fa? tutto bene perche’ lo dice la FDA?

    Le Nazioni Unite? Quelle che avevano la Libia di Gheddafi a capo della Commissione sui Diritti Umani? Si’, c’e’ proprio da fidars.

    Vedi, i commenti che ho appena scritto qui sopra sono si’, da provincialotto, ed e’ per questo che non mi andava di farli. Pero’ visto che fai il saputello e pretendi di conoscere le mie eventuali (e a tuo dire assenti) qualifiche accademiche e lavorative, a che serve parlare?

    Saluti e baci.