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De Magistris e l’immunità parlamentare

Oggi il Parlamento europeo ha rifiutato di concederla al sindaco di Napoli in tre cause per diffamazione

Il Parlamento europeo ha votato oggi sulla richiesta di immunità presentata dall’ex parlamentare europeo Luigi de Magistris, attuale sindaco di Napoli dell’Italia dei Valori, in quattro diversi processi per diffamazione. In tre casi, la richiesta di immunità è stata respinta, seguendo l’indicazione della Commissione affari legali del Parlamento europeo.

Luigi de Magistris si era già avvalso dell’immunità parlamentare in altri quattro casi (qui un commento di Filippo Facci). Il Parlamento ha rifiutato l’immunità per tre processi, uno a Cosenza, uno a Milano e uno a Lamezia Terme. Due cause per diffamazione gli sono state intentate da Enza Bruno Bossio (imprenditrice calabrese, moglie del consigliere regionale Nicola Adamo e attuale membro della Direzione nazionale del PD) e da Giancarlo Pittelli (avvocato e parlamentare ex PdL, oggi parte del movimento Grande Sud di Micciché) per quanto De Magistris ha scritto nel libro Assalto al Pm. Storia di un cattivo magistrato in cui ricostruisce la storia di diverse inchieste che lo hanno reso celebre negli ultimi anni, tra cui “Why Not”, “Shock”, “Toghe Lucane” e “Poseidone”. Il libro è stato pubblicato a Milano nel 2010, quando De Magistris era parlamentare europeo. Una terza causa, sempre per diffamazione, è stata intentata da Antonio Saladino per un’intervista pubblicata sul Fatto Quotidiano il 9 marzo 2011, in cui Saladino era definito “il principale indagato in Why Not”.

La quarta causa è stata intentata dall’amministratore della società Impremed, Maurizio Mottola di Amato, che era stato coinvolto nella meno conosciuta inchiesta “Splendor” del magistrato. De Magistris lo aveva nominato in due post pubblicati sul suo blog circa un anno fa. In questo caso, il Parlamento europeo ha concesso a de Magistris l’immunità, dato che l’inchiesta riguardava anche l’utilizzo di fondi europei, che rientrano tra le materie di interesse di un europarlamentare (de Magistris era membro della commissione parlamentare incaricata del controllo del bilancio europeo).

La questione era stata analizzata da una commissione del Parlamento europeo, quella per gli Affari giuridici. Il relatore era il socialdemocratico tedesco Bernhard Rapkay, 61 anni, che ha presentato quattro relazioni (tre contrarie e una favorevole alla concessione dell’immunità, appunto) approvate prima in commissione e poi, a larga maggioranza, dal parlamento europeo.

L’immunità, come ha comunicato oggi il Parlamento europeo, viene concessa a un eurodeputato quando le dichiarazioni che hanno dato origine alla causa sono state effettuate fuori dal Parlamento ma comunque con un “nesso diretto ed evidente” con l’esercizio delle funzioni parlamentari.

Ieri, dopo il parere della Commissione, Luigi de Magistris ha commentato la vicenda con un post sul suo blog, in cui si è detto convinto che “le opinioni espresse da un parlamentare siano sempre insindacabili, a prescindere dal contesto e dallo strumento con cui il parlamentare decida di diffonderle”, e che non si è mai avvalso dell’immunità parlamentare, “pur potendo”, nei procedimenti penali, anche in caso di querela per diffamazione.

Ho invece richiesto che mi fosse riconosciuto il diritto all’insindacabilità delle opinioni espresse come deputato, un diritto stabilito dalla Costituzione e previsto dallo stesso Parlamento europeo. L’ho fatto inoltre esclusivamente nei procedimenti civili, quelli intentati contro di me in modo strumentale, con una richiesta di risarcimenti milionari utilizzati contro la mia coraggiosa denuncia di fatti gravi, poi oggetto di indagine da parte della magistratura.

foto: Virginia Farneti / LaPresse