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Kasparov e l'intelligenza collettiva
— Scienza

Kasparov e l’intelligenza collettiva

Il nuovo libro di Michael Nielsen sulle "nuove vie della scoperta scientifica"

1 marzo 2012

Michael Nielsen è un fisico esperto delle tecniche che sfruttano i quanti per elaborare e memorizzare le informazioni (informazione quantistica), ha 38 anni e ha insegnato in alcune delle più importanti università del Nord America come il California Institute of Technology. Nel 2008 ha lasciato l’insegnamento per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura di ricerche e libri. Si è fatto conoscere online grazie al proprio blog, ritenuto uno dei cento più importanti al mondo nella classifica del Sunday Times. Lo scorso ottobre ha pubblicato il libro “Reinventing Discovery: The New Era of Networked Science”, ora tradotto e pubblicato in Italia da Einaudi con il titolo “Le nuove vie della scoperta scientifica“. Nel secondo capitolo Nielsen racconta come andarono le cose quando nel 1999 lo scacchista russo Garri Kasparov sfidò il resto del mondo per una partita a scacchi su Internet, un esempio di “intelligenza collettiva” che sta cambiando il modo di fare scienza.

Nel 1999 il campione mondiale di scacchi Garri Kasparov giocò una partita contro «il Mondo». L’idea di questo evento, organizzato dalla Microsoft, era che chiunque sul pianeta potesse andare sul sito web della partita e votare la mossa successiva. In media una mossa veniva votata da oltre cinquemila persone, e nel corso dell’intera partita votarono 50000 persone di 75 Paesi diversi. Il World Team decideva una nuova mossa ogni ventiquattro ore; la mossa eseguita era quella che aveva ricevuto più voti.

La partita superò ogni aspettativa. Dopo sessantadue mosse di gioco scacchistico innovativo, in cui l’equilibro della partita cambiò diverse volte, il World Team alla fine si arrese. Kasparov la definì «la più grande partita della storia degli scacchi» e rivelò che durante la sfida spesso non aveva saputo dire chi stesse vincendo e chi stesse perdendo; solo alla cinquantunesima mossa l’equilibrio si era spostato decisamente in suo favore. Kasparov scrisse anche un libro sull’esperienza, in cui affermò di aver speso più energie in quella partita che in qualsiasi altra della sua carriera, campionati mondiali compresi.

Anche se il World Team poteva contare su alcuni scacchisti forti, nessuno era all’altezza di Kasparov, e la qualità media dei giocatori era ben al di sotto di quella del campione. Eppure nel complesso il World Team giocò molto meglio di quanto avrebbe fatto qualsiasi singolo giocatore della squadra; anzi, disputò una delle migliori partite della storia degli scacchi. Non solo giocò contro un Kasparov al top ma, siccome gran parte delle decisioni strategiche e tattiche del World Team veniva presa in pubblico, Kasparov era libero di usare quelle informazioni a suo vantaggio. Immaginate non solo di giocare contro Garri Kasparov, ma di dovergli anche spiegare il ragionamento che vi ha portato a una certa mossa!

Come fu possibile? Come poterono migliaia di scacchisti, per la maggior parte dilettanti, competere contro un Kasparov al suo apice? Il World Team accoglieva persone di ogni livello scacchistico, dai principianti ai grandi maestri. Mosse considerate dagli esperti come evidenti errori a volte ottenevano addirittura il 10 per cento dei voti, e ciò suggerisce che stessero partecipando molti principianti. In un caso il 2,4 per cento dei voti premiò mosse che non erano solo pessime, ma che violavano persino le regole del gioco!

Il World Team coordinava il suo gioco in vari modi. La Microsoft aveva organizzato un forum dove discutere della partita, e aveva anche nominato quattro consiglieri ufficiali della squadra: si trattava di giocatori giovanissimi di grande talento, tra i migliori al mondo della loro età, sebbene nessuno al livello di Kasparov. A ogni mossa i consiglieri pubblicavano sul sito della Microsoft le loro raccomandazioni e, se volevano, una spiegazione. Questo veniva fatto ben prima della chiusura della votazione del World Team, in modo che le raccomandazioni potessero influenzarne l’esito. Via via che la partita procedeva, altri forti giocatori offrirono i loro servigi, per esempio l’autorevole (anche se non sempre ascoltata) scuola Gm, un’accademia scacchistica russa che contava molti grandi maestri.

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  • http://nellabottiglia.blogspot.com lucac

    Io avevo partecipato a questa partita votando alcune mosse.
    Da mediocre scacchista preferii all’analisi di un paio di programmi di scacchi che lasciavo pensare sul mio pc per 24 ore prima di dare la risposta.
    Diciamo che nel mio caso (ma chissà di quanti altri) il contributo all’intelligenza collettiva venne da una cpu, non da un cervello.

  • http://nellabottiglia.blogspot.com lucac

    preferii *ricorrere* all’analisi

  • laparteterza

    Nell’articolo seguente a questo (http://www.5avi.net/4777/2012/02/la-polisportiva-resto-del-mondo/) avrei voluto parlare, appunto, di questo articolo su Kasparov. Maledetti Postisti (si dice?), che mi beffate sul tempo.

  • mattcav

    Pensate che disastro sarebbe successo se invece degli scacchi si fosse giocato a dama.

    da un’ambiente in cui (relativamente) pochi conoscono le regole e rispettano una gerarchia, ad un ambiente in cui le regole sono semplici e la base utenti aumenta.

  • Net Flier

    la dama non ha senso come sfida: ha un numero di mosse finite estremamente basse e bastano pochi istanti per definire completamente una partita con un numero esiguo di mosse rimanenti.

    tra questa socialità produttiva e l’ingegno personale ritenuto vitale dentro alla proprietà intellettuale, ci sarà da imparare.

    l’essere o non essere dell’era informatica: condividere o non condividere?

  • janalexander

    Preso atto che gli articoli più vecchi di un giorno sono MORTI e verranno letti sono per caso da una manciata di persone, commento lo stesso.
    - Non oso pensare che razza di ginepraio potesse essere un forum in cui dibattevano 5000 persone al giorno per due mesi. Mi sembra impossibile poter leggere e riflettere anche solo sul 10% dei commenti. L’unica spiegazione è che di quei 5000, solo pochissimi dibattessero davvero, e tutti gli altri si limitavano a votare.
    - Non sarà stata la Krush a giocare contro Kasparov, ma alla fine è stata LEI a coordinare il World Team, che senza una regia e un’elite di giocatori MIGLIORI di tutti gli altri, ovvero un’identità SINGOLA, non avrebbe superato le 30 mosse ipotizzate. Questa partita è stata Kasparov contro Krush-potenziata.

  • laparteterza

    Potete anche non leggerlo, comunque il mio piccolissimo e personalissimo tributo finisce qui. La fonte è sopratutto questo articolo
    http://www.5avi.net/5151/2012/03/la-polisportiva-resto-del-mondo-seconda-parte/