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Le agenzie di stampa ai tempi di Twitter

Il caso di Fabrizio Goria, il giornalista a cui Reuters ha chiesto di non diffondere le sue notizie via Twitter

Aggiornamento 19,49: Goria annuncia ancora su Twitter di aver ricevuto le scuse di Reuters e che la questione è rientrata.

Just arrived official apologies from Thomson Reuters. All’s well that ends well. (Thanks to all RTRS journos)

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Fabrizio Goria è un giornalista, scrive su Linkiesta e si occupa principalmente di finanza ed economia. Ha anche un profilo su Twitter molto seguito, dove riporta ogni giorno con grande assiduità dati e informazioni economiche utili per comprendere meglio come funzionano le cose sui mercati e come se la cavano i governi alle prese con la crisi. Oltre a segnalare link verso analisi e approfondimenti, Goria nei tweet riprende anche tempestivamente i lanci delle principali agenzie di informazione cui è iscritto, riuscendo spesso a dare le notizie in tempi rapidi e simultaneamente (o poco dopo) la loro pubblicazione da parte delle stesse agenzie di stampa sui loro siti web.

Oggi però l’agenzia di stampa Reuters ha inviato a Goria (e al suo caporedattore) una email in cui gli chiede di non segnalare più su Twitter le informazioni ricevute attraverso il proprio abbonamento all’agenzia di stampa. Nella mail di risposta, i due hanno spiegato che Goria usa un proprio account basic a Reuters, che gli offre contenuti che compaiono praticamente in contemporanea anche sul sito web dell’agenzia di stampa, per tutti. Hanno anche ricordato che nei tweet del giornalista viene sempre indicata la fonte (RTRS, nel caso), per rispettare il lavoro di selezione e diffusione delle notizie da parte di Reuters.

Ricevuta la risposta, i legali dell’agenzia di stampa hanno inviato ulteriori comunicazioni, ipotizzando azioni legali nel caso in cui vengano pubblicati da Goria altri tweet con fonte Reuters. Considerate le richieste dell’agenzia di stampa, il giornalista ha deciso di raccontare la vicenda direttamente su Twitter.

Dopo aver raccontato la sua esperienza online, Goria ha ricevuto molti messaggi di solidarietà e altri tweet da parte di utenti sbalorditi per la scelta di Reuters, anche da alcuni giornalisti della stessa agenzia di stampa, che lo hanno contattato attraverso Twitter per avere più informazioni sull’accaduto.

Nelle email inviate da Reuters, spiega Goria, vengono anche contestati i contenuti dell’agenzia di stampa condivisi dal giornalista attraverso i retweet, ovvero riprendendo messaggi pubblicati da altri iscritti al social network.

In questo caso non si tratta quindi di informazioni pubblicate direttamente, ma solamente di dati e notizie ripresi dall’account di qualcun altro. Goria non utilizza comunque solo i lanci di Reuters, ma anche un’ampia serie di altre fonti e di aggregatori di notizie come RANsquawk. È un sistema usato dagli operatori di borsa, dagli esperti di finanza e da molti giornalisti economici per ricevere informazioni finanziarie in tempo reale. Poi ci sono anche le televisioni specializzate in informazione economica come Bloomberg TV, che può essere vista liberamente sul sito web dell’agenzia e che fornisce in diretta dati e indici finanziari.

Goria non è certo l’unico a condividere questo tipo di informazioni su Twitter, ma a differenza di molti altri quando è possibile cita sempre la fonte dei propri tweet (trattandosi di pochissime parole, senza citazione della fonte sarebbe molto difficile dimostrare che si tratti di un copia e incolla dalla notizia d’agenzia). È probabile che sia stata questa la causa delle comunicazioni di Reuters: i suoi tweet basati sulle informazioni fornite dall’agenzia di stampa sono chiaramente identificabili e rintracciabili sul social network. È anche probabile che ci sia stata confusione da parte di Reuters dovuta al fatto che Goria utilizza un proprio account, ma al tempo stesso lavora in un giornale che è iscritto con altre formule di abbonamento all’agenzia.

In attesa di sviluppi, Goria si sta dando da fare per aiutare quelli di Reuters e fargli capire come funziona davvero Twitter: