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24 citazioni di Chuck Palahniuk
— Cultura

24 citazioni di Chuck Palahniuk

Una lista per conoscere l'altro grande scrittore americano nato il 21 febbraio di cinquant'anni fa

21 febbraio 2012

Oggi compie cinquant’anni Chuck Palahniuk (coetaneo esatto di David Foster Wallace, morto nel 2008), scrittore americano di grande originalità inventiva (poi un po’ declinata) soprattutto con i suoi primi romanzi, tra cui Fight Club, Soffocare e Ninna Nanna. Palahniuk vive a Portland (a cui ha dedicato una specie di originale guida turistica) ed è nato nello stato di Washington: con una scrittura sempre vivace e aggressiva racconta soprattutto storie di violenza, sesso e frustrazioni di vite abnormi, spesso tra la realtà e una realtà immaginata molto simile a quella vera. I suoi libri sono pubblicati in Italia da Mondadori.

Ci sono storie che quando le racconti si consumano. Altre storie invece, consumano te. (da Cavie)

Quello che ami e quello che ti ama non sono mai la stessa persona. (da Invisible Monsters)

Non importa quanto lavori duro, o quanto diventi in gamba. Sarai sempre e soltanto ricordato per quell’unica scelta sbagliata. (da Gang Bang)

Tutto quello che fa Dio è guardarci e ucciderci quando diventiamo noiosi. Non dobbiamo mai e poi mai essere noiosi. (da Invisible Monsters)

Tu non sei i soldi che hai in banca. Non sei il tuo lavoro. Non sei la tua famiglia e non sei quello che dici di essere a te stesso. Tu non sei il tuo nome. (da Fight Club)

Non importa con quanto scrupolo seguirai le indicazioni: avrai sempre l’impressione di aver perso qualcosa, la sensazione sprofondata sotto la tua pelle di non aver vissuto tutto. C’è quel sentimento di caduta nel cuore, per essere andato troppo in fretta nei momenti in cui avresti dovuto fare attenzione. Be’, abituati a quella sensazione. È così che un giorno sentirai tutta la tua vita. È solo questione di abitudine. Niente di tutto ciò ha importanza. Ci stiamo solo scaldando. (da Invisible Monsters)

Tu non sei un delicato e irripetibile fiocco di neve. Tu sei la stessa materia organica deperibile di chiunque altro e noi tutti siamo parte dello stesso cumulo in decomposizione. (da Fight Club)

E se la realtà non fosse altro che una malattia? (da Rabbia)

Oggi è il giorno più lungo dell’anno, anche se ormai tutti i giorni lo sono. (da Diary)

La maggior parte delle risate preregistrate che si sentono in TV risalgono all’inizio degli anni Cinquanta. Oggi buona parte della gente che sentite ridere è morta. (da Ninna Nanna)

Lavoro minorile in miniere e fabbriche. Schiavitù. Droga. Frodi finanziarie. Scempi ecologici, disboscamenti, inquinamento, coltivazioni estreme che portano all’estinzione. Monopoli. Malattie. Guerra. I patrimoni nascono tutti da cose sgradevoli. (da Diary)

Promettetemelo, per favore: io non vi ho MAI detto nulla di tutto questo. (da Senza Veli)

Questo branco di segaioli. Questi maniaci della pippa. Sono loro che hanno ucciso il Betamax Sony. Che hanno sancito il trionfo del VHS sulla tecnologia Beta. Che si sono portati a casa la prima, costosa generazione di Internet. Che hanno reso possibile l’idea stessa del web. Sono i loro soldi malinconici ad aver pagato per i server. Sono stati i loro acquisti di pornografia online a far crescere le tecnologie di compravendita, tutti i firewall e i sistemi di sicurezza che permettono a eBay e Amazon di esistere. Sono stati questi segaioli solitari che, votando a colpi di cazzo, hanno fatto vincere il Blu-ray sull’HD nella lotta per la tecnologia di alta definizione dominante a livello mondiale. “Early Adopters” li chiama l’industria dell’elettronica di consumo.
Loro e il loro patologico isolamento. La loro incapacità di costruire legami emotivi.
È la verità.
Questi segaioli, questi malati di pippa, sono loro ad aprire il cammino per noialtri. Quello che li fa sborrare deciderà quello che un milione di vostri figli vorranno il prossimo Natale. (da Gang Bang)

Questo è il mio pesciolino numero 641 in una vita costellata di pesciolini rossi.
I miei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del Signore. Seicentoquaranta pesci dopo, l’unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà. (da Survivor)

A scopo cronaca: labirinto di centro distribuzione a dettaglio è caos di oggetti in guerra competitiva, tutti migliorati, tutti dentro confezione di colori  che brilla uguale di come fuoco. (da Pigmeo)

Avete mai pensato che forse Adamo ed Eva non erano altro che gli animaletti domestici di Dio, cacciati di casa a calci perché non avevano imparato a farla nella sabbietta? Forse gli esseri umani sono solo cuccioli di coccodrillo che Dio ha buttato nel cesso. (da Ninna Nanna)

Il solo motivo per cui chiediamo ad altre persone com’è andato il loro fine settimana è perché così gli possiamo raccontare il nostro. (da Invisible Monsters)

Se stai per metterti a leggere, evita.
Tra un paio di pagine vorrai essere da un’altra parte. Perciò lascia perdere. Vattene. Sparisci, finché sei ancora intero (da Soffocare)

Non tutti siamo ossessionati dal baseball o dalla pesca, però tutti siamo ossessionati da noi stessi. Siamo il nostro hobby preferito. Esperti di noi stessi. (da Rabbia)

Quand’è che il futuro è passato da essere una promessa a essere una minaccia? (da Invisible Monsters)

In una cultura in cui la gente ha troppa paura per affrontare le malattie gengivali, come si può convincerla ad affrontare un qualsiasi altro problema? L’inquinamento? L’eguaglianza dei diritti? E come spingerli a lottare? (da Egregio signor Levin, in La scimmia pensa, la scimmia fa)

A fingerti debole acquisisci potere. E al tempo stesso fai sentire le persone più forti. Lasciandoti salvare, tu salvi loro. (da Soffocare)

La prima regola del Fight Club è che non si parla del Fight Club.
La seconda regola del Fight Club è che non si parla del Fight Club.
La terza regola del Fight Club è che quando qualcuno dice basta o non reagisce più, anche se sta solo facendo finta, il combattimento è finito.
La quarta regola del Fight Club è solo due per ogni combattimento.
La quinta regola del Fight Club è un combattimento per volta.
La sesta regola del Fight Club è che si combatte senza camicia e senza scarpe.
La settima regola del Fight Club è che il combattimento dura per tutto il tempo che stabiliscono i combattenti.
L’ottava e ultima regola del Fight Club è che se questa è la vostra prima sera al Fight Club, dovete combattere.
(da Fight Club)

Casomai non ve ne foste già accorti, tutti i miei libri parlano di una persona sola che cerca qualche modo per entrare in contatto con gli altri (da La scimmia pensa, la scimmia fa)

- Luca Sofri racconta Palahniuk e Soffocare (2002)

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12 Commenti

  1. Diego Belloni

    Io amo quest’uomo, anche se dopo Pigmeo (che mi ha sfinito) mi sono preso una lunga pausa..

  2. sombrero

    Ok. Prima Foster Wallace, poi Palahniuk. Manca il terzo cinquantenne (o giù di lì), per me il più bravo dei tre. Domani parliamo di Douglas Coupland?

  3. LAzy

    In tempi di Internet, il “sempre” della terza citazione si avvicina al vero significato della parola.

  4. dodo

    @SOMBRERO: e Bret Easton Ellis?

  5. uqbal

    Boh…gli adolescenti Palahniuk se lo divorano. Io sono meno entusiasta.

    Il cinismo da noir di queste citazioni mi sembra estremamente compiaciuto e furbetto…poi chissà…prima o poi proverò a leggere qualcosa.

    Intanto pensavo magari di provare qualcosa di Carver. In un libro di scrittura creativa non facevano che citare “La Cattedrale” e non sembrava male.

  6. yoknapatawpha

    Mi sembra giusto citare anche Amy Hempel, l’avete lasciata lì nella foto e niente più

  7. LAzy

    @UQBAL: non solo scrittura creativa, ma anche TV di cui sento la mancanza (ed era solo il ’98) http://www.youtube.com/watch?v=MahTw9Hq_Gc e http://www.youtube.com/watch?v=HCq2T–n-_4

  8. sombrero

    @DODO
    Ellis è di un’altra sfera celeste. Non può stare nel mucchio :-)

  9. sombrero

    @Uqbal
    “Cattedrale” è un gran libro, un classico contemporaneo, leggilo assolutamente. A seguire ti consiglio anche la visione di “America oggi” di Altman, piccolo capolavoro tratto da alcuni dei racconti del libro.

  10. @Uqbal:
    “Cattedrale” di Carver. L’ho letto anni fa, spinto dai vari giudizi entusiastici. Non mi ha preso. Chissà a rileggerlo adesso.

    Sono d’accordo con te su Palahniuk, almeno in parte. Queste citazioni mi ricordano quelle di Fabio Volo. Cioè: trovo impensabile sintetizzare la scrittura di un autore per brevi citazioni a-la Twitter.

    Ora, CP lo trovavo grandissimo nei primi tre lavori: “Invisible monsters”, “Fight club”, “Survivor”; poi ha gradualmente smesso di essere creativo, secondo me, ed è subentrato il “mestiere”. Intendiamoci, resta sempre abile, ma meno originale.

    Riguardo al discorso degli adolescenti, capisco cosa vuoi dire: questo tipo di letteratura attira un pubblico meno abituato alla letteratura “vera”, quella in cui non cerchi una riduttiva frase ad effetto, anzi: vuoi perderti nelle pagine che ti fanno sentire “dentro” la narrazione, come succede con Philip Roth o Don De Lillo, dai quali CP ha preso il gusto per i dettagli.

    D’altro canto DFW, in “Come diventare sé stessi” affrontava proprio l’argomento seguente: se la gente non vede un intrattenimento nella narrativa, la responsabilità è degli scrittori.

    Ricordo che mio padre mi forzò, intorno agli undici anni, a leggere “L’italia dei secoli bui”. Rendiamoci conto, signore e signori che non poteva esserci lettura più noiosa per un ragazzino (almeno per me). L’unica cosa che rammento di quel libro era una frase come questa: “Gli avventori toccavano le terga alle locandiere”.

    Allora, secondo me CP può essere un ottimo punto di ingresso per i giovani alla letteratura. Come si imapra a leggere? Leggendo, no? Io sono partito da Bukowski e sono arrivato all’Iliade.

  11. uqbal

    Sombrero

    Credo proprio che alla fin fine lo leggerò…quando avrò finito con i mattoni in cui sono impelagato adesso (tutta roba di tardo impero romano, ultimamente, fanaticamente).

    Speakermuto

    Chiarisco: non parto dal presupposto che, se piace agli adolescenti, allora non mi piace. Sono un Potterista convinto, anzi, convintissimo. Però hai inteso bene cosa volevo dire.
    Quando tu parlavi della letteratura “vera” io ho pensato a Simenon. Non mi vengono in mente frasi ad effetto, è piuttosto semplice e lineare e se riassumi la trama di uno qualsiasi dei suoi romanzi (in particolare quelli senza Maigret) penseresti che è meglio ammazzarsi, piuttosto che affrontare tutta quella infelicità.
    E invece quella Parigi e quelle città di provincia, francesi o olandesi o belghe che siano, ti rimangono dentro. E sì, è anche là, spesso, una questione di dettagli.
    A impormi un libro, poi, fu la mia prof di italiano: l’isola di arturo. Non toccherò più un libro di Elsa Morante finché campo. Anche se nel frattempo sono diventato uno capace di leggersi le Confessioni di S.Agostino.

  12. clorenzo

    Amy Hempel…quello che qualsiasi altro scrittore riuscirebbe a dire in una pagina, lei lo esprime in una riga: i suoi sono i migliori racconti che abbia mai letto

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