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Kellogg's compra Pringles
— Economia

Kellogg’s compra Pringles

Procter & Gamble ha annunciato che venderà il marchio di patatine alla multinazionale alimentare, dopo il fallito accordo con Diamond Foods

15 febbraio 2012

Kellogg Company ha annunciato oggi che acquisterà il marchio di patatine Pringles dalla multinazionale statunitense Procter & Gamble, per 2,7 miliardi di dollari (circa 2 miliardi di euro). Ad aprile dello scorso anno Procter & Gamble aveva annunciato la vendita di Pringles a Diamond Foods, un’altra società alimentare con sede in California e specializzata nella produzione di popcorn e frutta secca, ma l’accordo era saltato dopo che la scorsa settimana la Diamond Foods aveva sostituito il proprio amministratore delegato e ha dovuto correggere i bilanci per alcune irregolarità contabili.

Con l’acquisizione, che si concluderà nell’arco di alcuni mesi, Kellogg’s diventerà la seconda produttrice mondiale di snack salati, attiva in 140 paesi e con vendite per circa 1,5 miliardi di dollari l’anno. Dopo l’annuncio dell’accordo, le azioni della Kellogg’s sono salite di oltre il 3 per cento e con loro quelle della Diamond. Secondo Bloomberg, si tratta della più grande acquisizione nel mercato americano da quando, due anni fa, Nestlé comprò la sezione delle pizze surgelate della Kraft Foods per 3,7 miliardi di dollari.

Procter & Gamble, con la vendita di Pringles, abbandonerà completamente il settore alimentare: negli ultimi anni la multinazionale ha deciso di puntare tutto sulla cosmesi e i prodotti per la casa. Le Pringles vennero inventate da un ricercatore della Procter, Alexander Liepa, alla fine degli anni Sessanta, dopo che da molti anni la società cercava un nuovo tipo di patatine fritte che fosse in grado di durare più a lungo e di poter essere consegnata senza modificare la catena distributiva dell’azienda, non adatta a gestire cibo deperibile rapidamente. Realizzate con fiocchi di patate deidratate pressati insieme e poi fritti, le Pringles andarono male sul mercato fino a un rilancio del marchio e a una modifica negli ingredienti negli anni Ottanta. Negli anni Novanta, il volume di affari legato al marchio arrivò a sfiorare il miliardo di dollari l’anno.

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3 Commenti

  1. lornova

    Chissà cosa penderebbe il sig.Kellogg, fanatico dell’alimentazione “completamente naturale”, che il suo nome sia legato a tante porcherie alimentari industriali (negli USA il marchio Kellogg vende junk food di cui sono molto ghiotto).
    Per le patatine, comunque, io preferisco quelle pubblicizzate da Rocco.

  2. Duccio

    bisognerebbe provare le patatine Lay (Pepsico) distribuite in decine di mercati e qualitativamente superiori, per varietà di gusti e fragranza. Mi domando quale sia il consumatore tipo di un fiocco di patata disidratato, ingrassato e aromatizzato, se non quello sensibile a un piano di marketing martellante.
    Per l’Italia, dove le Lay non ci sono viva Amica Chips!

  3. frabarele

    quoto duccio: amica chips for ever!

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