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Il primo lancio di Vega
— Scienza

Il primo lancio di Vega

È avvenuto con successo ieri in Guyana Francese ed è frutto di un progetto sviluppato e finanziato per la maggior parte dall'Italia: foto e video

14 febbraio 2012

Alle 11 del mattino di ieri (ora italiana), il lanciatore Vega è partito dal Centro spaziale di Kourou (Guyana Francese) completando con successo il proprio volo inaugurale. Raggiunta l’orbita a 1450 chilometri dal suolo, il vettore ha rilasciato il proprio carico principale: il satellite LARES (Laser relativity satellite) progettato in Italia e che servirà per verificare alcune teorie elaborate da Einstein. Successivamente Vega ha raggiunto un punto più basso dell’orbita a 350 chilometri, dove ha rilasciato la parte restante del proprio carico: il satellite ALMASat_1, progettato dall’Università di Bologna, e sette pico satelliti (cubetti da 10 centimetri di lato) ideati da altrettanti atenei europei per altre ricerche scientifiche.

Il successo del lancio e delle operazioni è una buona notizia per l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che lavora da anni al progetto per la creazione di un nuovo lanciatore spaziale da affiancare ai già esistenti e ben rodati europei Ariane5, per i carichi pesanti, e Soyuz per i carichi medi. Il vettore è stato realizzato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana, che ne ha curato lo sviluppo tecnico insieme con l’azienda aerospaziale Avio di Rivalta di Torino. I lavori sono iniziati nel 1998 e hanno subito alcuni ritardi: inizialmente si pensava di realizzare il volo inaugurale a novembre del 2010, ma diversi contrattempi tecnici e di gestione hanno comportato un ritardo di oltre un anno prima di portare Vega sulla rampa di lancio di Kourou. Alla sua costruzione hanno collaborato oltre 40 società industriali: l’Italia è il maggior finanziatore del progetto (circa il 65 per cento), seguita da Francia, Belgio, Spagna, Paesi Bassi, Svizzera e Svezia con quote di finanziamento che vanno dal 12 allo 0,8 per cento. Il programma è costato 710 milioni di euro.

Il lanciatore è formato da quattro stadi, tre alimentati da propellenti allo stato solido e uno da propellente allo stato liquido, che si separano man mano che il vettore procede verso l’orbita. Il sistema è stato studiato per portare in orbita carichi di piccole dimensioni con un peso tra i 300 e i 2000 chilogrammi. Come ha dimostrato il volo inaugurale, Vega può disporre con un unico lancio satelliti in diverse orbite, cosa che permette di risparmiare molto denaro e di ottimizzare l’uso delle risorse. E proprio su questo aspetto punta molto l’ESA per ottenere contratti e commissioni per la messa in orbita di nuovi satelliti nei prossimi anni. Si stima che ogni lancio costerà intorno ai 24,5 milioni di euro, una cifra molto competitiva rispetto ad altri concorrenti stranieri, che potrebbe determinare il successo di Vega.

Per assistere a una nuova partenza del lanciatore sarà necessario comunque un po’ di tempo. Il programma spaziale entra ora in una nuova fase di sviluppo e perfezionamento, che sarà il punto di partenza per l’avvio di una serie di nuove missioni scientifiche e tecnologiche. Vega tornerà a volare nei primi mesi del 2013 per portare in orbita Proba-V, un nuovo satellite dell’ESA per il rilevamento di dati sulla vegetazione terrestre.

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7 Commenti

  1. Comunque “decollage” non si può sentire!

  2. adureme76

    Goldrake ne è al corrente?

  3. mcfly

    Ma perchè il lanci Europei sono sempre da Kourou (Guyana Francese)?
    Non esistono basi di lancio in Europa? Sarebbe bello avere un Cape Canaveral Europeo dove assistere, no?

  4. uolfango

    Da quel che so c’è un motivo pratico: lanciare razzi da vicino all’equatore diminuisce i costi, perchè la velocità di rotazione terrestre imprime una spinta ulteriore al razzo…

  5. ellevu

    …Difatti anche l’Italia ha una base di lancio, al largo della Tanzania, un’isola di ferro ricavata da un’ex piattaforma petrolifera. E’ il posto più vicino all’equatore, con la quale i Nostri sono riusciti a restare nel club dei paesi in grado di mandare cose nello spazio.
    http://www.kenyacolors.com/malindi_broglio_space_center.htm
    http://it.wikipedia.org/wiki/Centro_Spaziale_Luigi_Broglio

  6. werner58

    Poi è anche comodo avere un oceano dove far cadere gli stadi esauriti ;)

  7. clap

    Ciao MCFLY.
    Come ti hanno risposto, ci sono degli ottimi motivi pratici per avere una base equatoriale (riduzione dei costi del lancio, possibilità di lanciare direttamente su qualsiasi piano orbitale) a cui si aggiungono motivi logistici: la Guiana Francese non viene investita da uragani e non è zona sismica, le rotte di lancio passano sull’Atlantico e i dintorni sono poco abitati.
    Infine c’è un motivo geopolitico: la Guiana Francese è un dipartimento francese d’oltremare, quindi territorio europeo (politicamente è un dipartimento francese a tutti gli effetti, come la Provenza).

    Insomma, Kourou E’ la Cape Canaveral Europea, e in una posizione più favorevole ai lanci rispetto alla Florida o ai poligoni russi.

    Chi vuole assistere ad un lancio, può farlo andando in Guiana Francese:
    http://www.esa.int/SPECIALS/Launchers_Europe_s_Spaceport/SEMSIV67ESD_0.html

    Ci sono anche siti di osservazione aperti al pubblico da dove assistere al lancio.

    Per ELLEVU:
    la base italiana di Malindi non è più attiva come base di lancio. Attualmente ospita i servizi di telemetria dei satelliti lanciati sia dallo spazioporto di Kourou che da altre nazioni.
    Le piattaforme sono al momento in disuso, e difficilmente potrebbero essere adattate per il lancio di missili di dimensioni maggiori del VEGA (che ha già la sua base a Kourou).

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