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Adesso bisogna fare gli italiani
— Politica

Adesso bisogna fare gli italiani

Pierluigi Battista loda il governo tecnico, ma gli chiede qualcosa di più, che manca e che cambierebbe radicalmente le cose

9 febbraio 2012

L’editoriale di prima pagina del Corriere ella Sera oggi è affidato a Pierluigi Battista, che “a costo di apparire incontentabili” chiede al governo Monti di non limitarsi a un “miracoloso” lavoro di “fare i compiti”, ma di usare le proprie forze anche per ricostruire un orgoglio e una fiducia nuovi tra gli italiani.

Il governo Monti ha svolto più che egregiamente i compiti a casa. Ha ridato credibilità e centralità all’Italia. Ha fatto del nostro Paese un interlocutore autorevole dell’Europa (e degli Stati Uniti, come ha confermato sul Corriere l’ambasciatore Usa a Roma). Ha avviato una politica economica dolorosa ma efficace, rimesso sui binari i conti impazziti, allontanato il fantasma del fallimento. Ma basta? Forse, a costo di apparire incontentabili, non basta. Perché gli incoraggianti risultati sui conti sembrano un po’ più opachi, se dalle formule matematiche si passa alla vita vera degli italiani, alle emozioni e ai simboli che ne cementano la coesione.
È vero, un governo tecnico non ha come obiettivo il consenso. Ma la prospettiva di un destino comune è pur sempre la missione di un governo che, oltre all’autorevolezza e alla competenza, deve saper trasmettere agli italiani fiducia, forza, energia in uno dei momenti più difficili della loro storia. Se il naufragio di una nave colpisce l’immaginazione pubblica e ferisce come un’umiliazione l’intera compagine nazionale per la sconsideratezza di comandanti fatui e tremebondi, un governo sensibile al bene comune deve esserci, deve dire qualcosa, deve essere presente. Se l’Italia, sommersa dalla neve, conta decine di morti, paesi senza energia elettrica, treni bloccati nel gelo, Roma tramortita dal caos, autostrade paralizzate, il governo, anche se tecnico, non può rifugiarsi dietro un’impassibile tecnicità, deve dare l’impressione di voler tirar fuori l’Italia dal disastro, sanzionare gli incapaci, dare una sferzata all’opera di chi si spende senza requie per soccorrere chi è in difficoltà.

(continua a leggere su Corriere.it)

(foto Mauro Scrobogna /LaPresse)
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10 Commenti

  1. superd

    ecco è di questo che abbiamo bisogno: un esecutivo più simpatico ! aaaaaah tutti li preoccupati a pensare che sia una cosa complicata ricostruire un paese dopo venti anni di assoluto immobilismo in cui tutto (compreso battista stesso) è stato subordinato principalmente all’interesse di un singolo e secondariamente a quello del suo gruppo di potere ed ecco invece battista ci da la soluzione: più simpatia ! capito monti quattro battute una bella cazziata in diretta tv agli inoperosi ed agli incapaci (tipo alemanno ?) e via tutto si risolve …. bravo bravissimo battista: che analisi, che profondità, che meraviglioso rifuggire daii luoghi comuni e dalle parlare tanto per dare aria alle tonsille, che differenza rispetto ai discorsi che si possono udire vuoi al bar vuoi in fila alla posta e, sopratutto, che contenuto: così diverso dalle banali osservazioni che si possono scambiare tanto per non stare zitti due estranei in attesa dell’ascensore … questo articoletto è una perla (tra le altre molte di battista peraltro): che sia l’articolo di fondo del corriere va certo ad onore del più antico e blasonato quotidiano di opinione italiano: certo vale la pena di investire pochi spicci per leggere simili meraviglie del pensiero umano per avere un punto di vista così inusitato (poi con tutta sta neve un po’ di giornali per non sporcare quando si entra in casa è meglio averli a portata di mano)

  2. Claudio

    Mi sento di quotare abbastanza SUPERD… Sembra quasi che i media italiani siano per certi versi spiazzati da questo governo e dai personaggi che gli ruotano attorno. Si erano abituati ormai da vent’anni a vicende tra le più turpi e vergognose, scandali finanziari, furti e ruberie, mignotte, nani, ballerine, loschi faccendieri, truffatori e quant’altro, vicende su cui era facile sguazzare per giorni e giorni con commenti di basso livello e scarsissimo impegno intellettuale che tuttavia interessavano morbosamente i lettori/consumatori. Ora invece c’è un governo che pare governare, la Guardia di Finanza che controlla chi deve essere controllato, gente che si decide a pagare le tasse… Tutto troppo normale. E vengono alla luce le magagne, quelle vere, tipo come fare per uscire dalla crisi e provare a sfangarla in qualche modo. Insomma, cose che richiedono una riflessione un po’ più impegnata e mi pare evidente che mica tutti quelli che scrivono sui quotidiani si stanno davvero dimostrando all’altezza. Se vogliamo dirla diversamente, i media si trovano con un prodotto diverso da vendere ai loro clienti, e qualcuno si sta trovando in difficoltà su come riuscire a venderglielo.
    N.B.: parlo ovviamente dei media “seri”, quelli che hanno sempre e solo sguazzato nella melma stanno tranquillamente continuando a farlo, rivendendo melma a chi è disposto a comprarla felicemente.

  3. rebs

    mmm… ni: e’ vero, bisogna “fare gli italiani”, e’ urgente e importante, ma piu’ che un compito del governo, io lo vedo come un compito del parlamento, soprattutto in questi giorni di scandali e scandaletti ben spalmati su tutto l’emiciclo, tra cui la pervicace riottosita’ a rivedere i propri privilegi e la faccia di bronzo di persone la cui moralita’ non e’ piu’ specchiata (sigh!) da eoni
    ambisco – e credo di averne pieno diritto! – a una democrazia dove chi e’ beccato a barare sui punti patente si sente in obbligo di dimettersi senza aspettare che glielo si chieda e chi riceve fondi da persone legate a delinquenti, li restituisce immediatamente: ecco, credo sia un nostro diritto avere una democrazia di questo tipo… pero’ credo anche che sia dovere di ognuno di noi contribuire a costruirla

  4. Il problema non è il governo tecnico, il problema continuano ad essere gli altri 630 (o giù di lì), sempre gli stessi, sempre ladri e al centro di “vicende turpi e vergognose”.

  5. dvecchi

    Il fatto che l’Italia sia tornata credibile, e’ dovuto al fatto che abbiamo gente che sa quello che fa e non bada ai fronzoli. Adesso Battista ci dice che vuole i fronzoli, perche’ per essere italiani bisogna comunque essere i simpatici, insomma le macchiette della compagnia. Ci meritiamo proprio le D’Addario e le Minnetti!

  6. plato

    “Ma la prospettiva di un destino comune è pur sempre la missione di un governo”
    il governo rappresenta, più di ogni altro partito, una volontà nazionale di rinuncia alle divisioni politiche. più coesione sociale di questa significa guerra, fine del mondo, e compagnia bella. la politica, quando sarà il momento, riprenderà la sua pubblicità in tutti i luoghi preposti

  7. lazarus

    Io credo invece che Battista abbia più che ragione, dove non ci sono valori condivisi, senso di appartenenza e prospettive comuni non c’è politica e senza politica non esistono nè governo né cittadini, né ovviamente confronto e dialettica. Come ora insomma dove è tutto sospeso in un limbo anestetizzante in cui è vietato essere ‘contro’. Eeeh, la criiisi…

  8. franco1

    Scusi sig. Battista, ma dov’è stato in questi ultimi vent’anni?

  9. Benedetto_Croce

    …e vabbè Battista vuole che questo governo sia più “politico” ma dimentica che Monti sta li solo perchè, a differenza della Spagna, che in piena crisi ha cambiato maggioranza a seguito di elezioni normali, da noi si era così sull’orlo del baratro che il lusso delle elezioni non ce lo siamo potuti permettere. Questo governo è e resta un governo di emergenza, che deve fare poche cose, tenerci a galla e consentire il prima possibile nuove elezioni. Dargli mandati “altri” e pure un po retropopulisti tipo ventennio mussoliniano (“orgoglio”, “missioni impervie”, “visite nelle fabbriche” e trebbiare anche il grano magari) mi sembra davvero un patetico cerchiobottismo…

  10. franco1

    … che è la specialità del Battista!

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