Durante la seduta del Parlamento egiziano di ieri, un parlamentare del partito estremista islamico salafita al-Nour, Mamdouh Ismail, si è alzato improvvisamente dal suo seggio e ha cominciato l’adhān, il richiamo alla preghiera che solitamente cantano i muezzin dai minareti delle moschee, causando alcuni minuti di confusione nell’assemblea e un apparente imbarazzo anche tra i parlamentari del suo partito.
Il gesto di Ismail è piuttosto incomprensibile, scrive il blog The Arabist, non solo perché il Parlamento era nel mezzo di una discussione, ma anche perché non sembrava che fosse uno dei cinque momenti della giornata in cui è prescritta la preghiera obbligatoria per i musulmani. Il presidente del parlamento, Saad al-Katatni, che fa parte dei Fratelli Musulmani, lo ha invitato con decisione a smettere, dicendogli “Non sei più musulmano di nessuno di noi” e che vicino all’edificio del parlamento si trovava una moschea dove era possibile pregare.
Ismail è un avvocato e un politico estremista islamico, noto in passato per aver difeso diversi egiziani accusati di terrorismo e di legami con al-Qaida. Al momento dell’insediamento del parlamento, aveva causato un altro momento di confusione quando aveva modificato la formula di giuramento, aggiungendo che sarebbe rimasto fedele alla repubblica egiziana “fintanto che non sarà violata la legge di Dio”. I partiti di ispirazione islamica formano quasi tre quarti del parlamento, dopo il lungo processo elettorale concluso il mese scorso. I più radicali, quelli del partito al-Nour di cui fa parte Ismail, hanno ottenuto il 24 per cento dei seggi.




Mi sa che il metodo migliore di confrontarsi con le istituzioni religiose, sia quello cinese.
Cinque preghiere obbligatorie al giorno… certo che il musulmanesimo è proprio una religione che incoraggia alla spiritualità più sentita e spontanea. Peggio di quello ci sono solo le vecchie in chiesa che recitano la cantilena del rosario…
mi viene da vomitare.
il “musulmanesimo” mi mancava.
Quel deputato ha mandato fuori dai gangheri il presidente del parlamento (mitico:”Non sei più musulmano di nessuno di noi”) e in imbarazzo i suoi stessi colleghi di partito (la strumentalizzazione della religione era troppo evidente).
Il tutto per una carvelata propagandistica dannosa per l’immagine di un paese che cerca di dotarsi di istituzioni democratiche credibili.
Ovviamente chi è favorevole ad una dittatura filo-occidentale (stile Mubarak,Gheddafi,Saddam dei tempi migliori ecc.) e al regime militare ci marcia su queste cose.
“carnevalata propagandistica” sorry
Ma perché stupirci, noi che in parlamento vediamo accadere di tutto? Per non parlare di cosa succede fuori…