Il Post
— rassegna

Ancora su diritto d’autore e pirateria

Andrea Girolami risponde a Matteo Bordone, che rispondeva al dibattito sulla legge SOPA e agli interventi ripresi dal Post

8 febbraio 2012

Diverse cose hanno acceso il dibattito sulla pirateria online e il diritto d’autore ai tempi di internet, negli ultimi tempi: i progetti di legge americani e italiani, un articolo di Forbes, le considerazioni di Vincenzo Latronico sugli ebooks. Matteo Bordone oggi è intervenuto su Wired.it con una posizione assai discussa e contestata, e sempre su Wired gli ha così risposto Andrea Girolami:

Caro Matteo,
faccio un po’ il verso a Nanni Moretti e mi alzo urlando dicendo che “no, io non sono né stronzo né ladro, uno splendido trentenne semmai” e se m’incazzo (invece che piangere) per le rappresaglie contro i sistemi di P2P è perché ci sono tante buone ragioni per farlo.
Il furto. E’ così che definisci nel tuo post l’atto di scaricare materiale in Rete eppure guardando in prospettiva quanto accaduto negli ultimi anni  il download illegale rimane l’unica via per reperire in maniera semplice e veloce determinati materiali. Tu scrivi “Costano, costerebbero, ma io me ne frego:ho trovato un modo per non pagarli, e lo sfrutto”. Quanti anni sono stati impiegati dall’industria del divertimento mondiale nel tentativo di abbattere i canali di distribuzione che oggi stanno faticosamente cercando di ricostruire? Se invece di chiudere Napster la stessa fatica fosse stata investita nel creare un network legale di questo tipo oggi la situazione sarebbe differente? Il download non è solo il modo per non pagare un contenuto ma la via tout court per raggiungerlo proprio a causa di un malcostume creato e aizzato da chi avrebbe dovuto invece curarne e proteggerne l’evoluzione online. Non è semplice questione di forma ma di vero e proprio marketing errato.

(continua a leggere su Wired.it)

Le ragioni per cui scarico i libri pirata, Vincenzo Latronico, scrittore, parla degli ebooks e della pirateria, pensando al futuro e non al passato: è uno dei primi
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- “Vedere Lost gratis non è un diritto”, le obiezioni di Matteo Bordone in difesa della retribuzione delle opere dell’ingegno

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  • http://sfigatindie.blogspot.com/ frankie89
  • fulgenzio

    Ma invece di scriversi articoli addosso, perchè non si chiamano per telefono se c’hanno qualcosa da dirsi? Gesù, mi sembrano le “lettere” che si mandano i parlamentari, si trovassero alla buvette e se le contassero lì. La loro opinione, per quel che si è letto, vale come quella di qualsiasi altra persona. Ah, ma è Wired allora è fiko a prescindere, chiaro. Speriamo che ci vengano risparmiate almeno le elucubrazioni di Antonelli e di Luna (che salta sempre fuori, anche se oramai è andato a pascolare in campi più verdi).

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    Direi che sta diventano uno scambio da forum: Bordone e Girolami (ma poi chi sono costoro?) sparano argomentazioni superficiali e posizioni personali senza fare una vera analisi del problema. Da un certo punto di vista alcuni commenti scritti sul post precedente erano meglio argomentati e più sul punto.
    Il problema vero è capire cosa diventa il diritto di autore e il diritto di riproduzione in un’epoca in cui l’evoluzione tecnologia rende la distribuzione e riproduzione infinita di un contenuto virtualmente a costo zero, e quali sono i modi per uscirne in modo sensato.

  • Wilson

    Concordo con Lowresolution.
    Per un’analisi seria della questione, soprattutto per gli aspetti economici (anche se anche sul piano puramente legale ci sono un po’ di chiarimenti importanti) posso solo consigliare il libro di Boldrin e Levine (si trova in libreria in italiano e in pdf legalmente scaricabile in rete).

  • http://trentasei.tumblr.com/ trentasei

    Una replica di una superficialità spaventosa, che raggiunge l’apice col product placement e il merchandising, come se fossero tutti film da botteghino con gadget e indotto. Preferivo le discussioni nei commenti sul post a Bordone.

  • pifo

    ” Il download non è solo il modo per non pagare un contenuto ma la via tout court per raggiungerlo proprio a causa di un malcostume creato e aizzato da chi avrebbe dovuto invece curarne e proteggerne l’evoluzione online”.

    Cioe’, fatemi capire: se io sono interessato a reperire una pellicola di J.Tati del 32 e questa non e’ commercialmente disponibile, mi posso sentire moralmente autorizzato, secondo Girolami, a scaricarmela da quel generoso privato che ha messo in P2P la riproduzione digitale della sua preziosissima copia ricevuta in eredita’ dal nonno. E vabbe’! Ci posso anche stare.
    Non comprendo pero’ dove inizierebbe il malcostume creato e aizzato e da chi.
    Il fatto che tutta la possibile letteratura, musica e cinematografia della quale sento la necessita’, non siano gia’ disponibili a portata di click facile, legale ed economico e’ configurabile come un malcostume al quale “opporsi” con forme di disubbidienza come il download libero e gratuito?
    Ho dei dubbi.
    Mi sembra di nuovo una foglia di fico adagiata sulle proprie “vergogne”.
    Saluti.
    … Grande Fulgenzio!

  • diegoghi

    @lowresolution, una provocazione: il “bulgaro” (chiedi ad un tuo amico fabbro) è un attrezzo che consente di aprire le porte blindate adattandosi alla serratura. In un’epoca in cui l’evoluzione tecnologica rende obsolete le porte, ripensiamo il diritto di proprietà?

  • Wilson

    @Pifo: il film non lo trovi a causa del copyright, fosse scaduto sarebbe commercialmente disponibile (ci sono evidenze di questo fenomeno nell’editoria,rimando al testo citato prima per i dettagli)
    @diegoghi: veramente è il contrario: con l’arrivo delle tecnologia di copia (a partire dai caratteri mobili) si è ripensato il diritto d’autore trasformandolo in un diritto di monopolio sulle copie, recentemente esteso per lunghezze irragionevoli (per dire, Disney non esisterebbe se avesse dovuto sottostare alle attuali leggi sul copyright ai suoi esordi).

  • Wilson

    Sarebbe poi carino vedere come si sviluppa il caso Crozza; vedo tre vie d’uscita:
    1) Abolizione del copyright
    2) Passaggio al copyright delle dinamiche in atto sui brevetti e querele a chiunque faccia qualunque cosa (da parte di uno che pubblica su un blog milioni di frasi a caso)
    3) Il copyright vale per alcuni e per altri no (come per i brevetti, pensate a Marconi e Bell)

  • plato

    tutto qua? speravo che parlassero del copyright sui circuiti integrati; il copyright sulle medicine; quello suoi geni umani e animali. che vi leggo a fare…