Ancora su diritto d’autore e pirateria

Andrea Girolami risponde a Matteo Bordone, che rispondeva al dibattito sulla legge SOPA e agli interventi ripresi dal Post

Diverse cose hanno acceso il dibattito sulla pirateria online e il diritto d’autore ai tempi di internet, negli ultimi tempi: i progetti di legge americani e italiani, un articolo di Forbes, le considerazioni di Vincenzo Latronico sugli ebooks. Matteo Bordone oggi è intervenuto su Wired.it con una posizione assai discussa e contestata, e sempre su Wired gli ha così risposto Andrea Girolami:

Caro Matteo,
faccio un po’ il verso a Nanni Moretti e mi alzo urlando dicendo che “no, io non sono né stronzo né ladro, uno splendido trentenne semmai” e se m’incazzo (invece che piangere) per le rappresaglie contro i sistemi di P2P è perché ci sono tante buone ragioni per farlo.
Il furto. E’ così che definisci nel tuo post l’atto di scaricare materiale in Rete eppure guardando in prospettiva quanto accaduto negli ultimi anni  il download illegale rimane l’unica via per reperire in maniera semplice e veloce determinati materiali. Tu scrivi “Costano, costerebbero, ma io me ne frego:ho trovato un modo per non pagarli, e lo sfrutto”. Quanti anni sono stati impiegati dall’industria del divertimento mondiale nel tentativo di abbattere i canali di distribuzione che oggi stanno faticosamente cercando di ricostruire? Se invece di chiudere Napster la stessa fatica fosse stata investita nel creare un network legale di questo tipo oggi la situazione sarebbe differente? Il download non è solo il modo per non pagare un contenuto ma la via tout court per raggiungerlo proprio a causa di un malcostume creato e aizzato da chi avrebbe dovuto invece curarne e proteggerne l’evoluzione online. Non è semplice questione di forma ma di vero e proprio marketing errato.

(continua a leggere su Wired.it)

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