Vasco Rossi compie oggi sessant’anni, e si allestiscono e lanciano molte celebrazioni, anche se in un suo modo sembra averli avuti sempre, e che non li avrà mai. Luca Sofri, il peraltro direttore del Post, ne scrisse nel suo libro Playlist – scegliendo le sue migliori canzoni elencate qui sotto:
Il primo e unico mito rock della musica italiana. La versione disimpegno anni Ottanta della canzone cosiddetta d’autore, e decisamente rivista nei suoi modelli tipici. Adesso è Vasco e basta. Con la modestia e il qualcosa di malinconico che hanno certi miti musicali, come Bob Dylan. Ha fatto anche diverse canzoni brutte, ma chi se le ricorda?
Albachiara
(Non siamo mica gli americani, 1979)
Se facessero la classifica delle canzoni più cantate in gita scolastica, “Albachiara” stravincerebbe. Invece se la batte con “America” di Gianna Nannini, per la prima canzone italiana a parlare di masturbazione femminile: “con una mano, una mano ti sfiori…”.
Ogni volta
(Vado al massimo, 1982)
«Il meccanismo diventa contagioso e il gioco può prendere la mano, specie se si è in coda in autostrada e non si sa come passare il tempo: si può iniziare a improvvisare. “Ogni volta che manca il sale”, “ogni volta che il gatto sta male”, “ogni volta che ho male a un dente”, “ogni volta che leggo Gente”, e così via. Provate: le possibilità sono infinite» (Paola Maraone e Paolo Madeddu, Da una lacrima sul viso, Kowalski editore).
Colpa d’Alfredo
(Colpa d’Alfredo, 1980)
“Ho perso un’altra occasione buona stasera” e “mi son distratto un attimo” sono ormai citazioni letterarie comuni. Il problema è che Alfredo con “i suoi discorsi seri e inopportuni mi fa sciupare tutte le occasioni: e prima o poi lo uccido”. Alfredo è uno di quegli amici che non sanno stare in discoteca e invece di ballare e lumare le pupe, se ne vanno in giro ad attaccare bottoni agli altri per non annoiarsi. E così lei “è andata a casa con il negro (la troia)”. “L’ho vista uscire mano nella mano con quell’africano che non parla neanche bene l’italiano (ma si vede che si fa capire bene, quando vuole)”. Il suo successo fu aiutato da una stroncatura bacchettona e stizzita di Nantas Salvalaggio, che vide Vasco in tv e lo definì un “ebete bruttino e drogato” da mandare in Siberia, alla pari di “quel tale Lou Reed”.
Siamo solo noi
(Siamo solo noi, 1981)
Grande manifesto di non allineamento, che si sottrae a tutti i luoghi comuni del genere: nessuno snobismo, nessuna pretesa superiorità morale, nessuna vanità, “generazione di sconvolti”. Punk di casa nostra, ribelle ma con grazia melodica.
Splendida giornata
(Vado al massimo, 1982)
Come gli venne, di fare “Splendida giornata”? Come gli venne, che non c’entra niente con tutto il resto delle sue cose? Eppure è fantastica, gran momento di dance italiana, con giro di basso funky funky. Io ho scoperto tardissimo che non dice “uuuuna splendida giornata”, ma “oooh, splendida giornata”.




Salverei solo Ultimo Domicilio Conosciuto… il resto, via!
beh insomma mi sembra chiaro che ognuno ha le sue canzoni preferite. io per me dico che “siamo solo noi” è il più grande album rock italiano di sempre.
@CARLOM ci vuole del coraggio a dire che la cover di CREEP di Vasco Rossi è quasi meglio dell’originale. Molto coraggio…
in effetti ho sbagliato: non è quasi meglio, è decisamente meglio.