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  • domenica 5 febbraio 2012

Romney vince anche in Nevada

Con grande vantaggio e stavolta portando dalla sua parte anche evangelici e tea party, Gingrich traballa

Mitt Romney ha vinto i caucus del Nevada, quinto Stato americano a votare per le primarie repubblicane, rendendo ancora più solida la sua posizione di favorito in vista della vittoria della nomination. Con il 45 per cento dei seggi scrutinati Romney ha ottenuto il 42,6 per cento dei voti, seguito da Gingrich col 26 per cento, Paul col 18,4 per cento e Santorum col 13 per cento. Le percentuali possono ancora cambiare ma niente può mettere in discussione la vittoria di Romney, peraltro annunciata all’unanimità e con grande distacco da tutti i sondaggi precedenti al voto di ieri.

(La guida del Post alle primarie repubblicane)

Romney aveva vinto in Nevada anche nel 2008 e infatti stanotte, rivolgendosi ai suoi sostenitori dopo la vittoria, ha ricordato che «questa non è la prima volta che mi date la vostra fiducia, e stavolta ho intenzione di portarmela alla Casa Bianca». Romney ha criticato Obama – «vorrebbe un applauso per la disoccupazione all’8,3 per cento» – e si è goduto così una vittoria numericamente simbolica (pochi delegati in palio) ma politicamente importante. Un quarto degli elettori repubblicani del Nevada è mormone, come Mitt Romney, ma tra i partecipanti ai caucus c’erano anche persone molto conservatrici, evangelici, sostenitori dei tea party: e tutti questi gruppi, che finora non erano stati particolarmente entusiasti di Romney, stavolta lo hanno votato in larga maggioranza.

Le primarie proseguiranno adesso in Maine, Colorado e Minnesota, dove Romney ha un grande vantaggio: anche questi Stati non mettono in palio molti delegati ma una serie consecutiva di vittorie potrebbe mettere politicamente in difficoltà il suo principale sfidante, Newt Gingrich, che infatti ieri ha parlato soltanto ai giornalisti e non ai suoi sostenitori, per ribadire un solo basilare concetto: non ha intenzione di ritirarsi e vuole arrivare fino alla convention. Gingrich ha detto che pensa di colmare il distacco di delegati con Romney entro le primarie in Texas del prossimo 3 aprile.

(Tutti gli articoli del Post sulle presidenziali statunitensi del 2012)

Il partito repubblicano del Nevada sta diffondendo i risultati con gran lentezza, e per questo non è ancora possibile fare un’analisi approfondita del voto. Si può dire però che il terzo posto di Ron Paul è piuttosto deludente, visto come Paul aveva snobbato gli Stati più importanti finora dicendo di volersi dedicare ai caucus, con i quali avrebbe rimontato. Ieri sera ha fatto un discorso ai suoi sostenitori prima ancora di sapere se era riuscito o no ad arrivare secondo, dimostrando – scrive il New York Times – di essere più interessato a parlare dei temi che gli stanno a cuore che a cercare credibilmente una strada per la nomination (infatti finora ha sempre criticato pochissimo Romney).

foto: Justin Sullivan/Getty Images

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