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I vivi sono più dei morti?
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I vivi sono più dei morti?

La BBC prova a rispondere alla domanda se sia possibile che il numero di persone mai vissute sulla Terra sia inferiore a quello di chi ci vive oggi

5 febbraio 2012

Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 31 ottobre 2011 il “Day of Seven Billion“: il giorno in cui la popolazione umana della Terra ha raggiunto, per la prima volta nella sua storia, i sette miliardi. Il giorno era simbolico e stabilire con precisione il numero degli abitanti della Terra è impossibile, ma con qualche incertezza possiamo dire che il numero di persone che vivono sulla Terra è più o meno quello festeggiato dalle Nazioni Unite tre mesi fa. Il traguardo ha fatto tornare di attualità le preoccupazioni per l’espansione eccessiva della popolazione, preoccupazioni che sono riassunte spesso in una domanda (di antica e appassionante discussione): è possibile che oggi siano vive sulla Terra più persone di tutte quelle che sono vissute (e morte) in passato?

La risposta, spiega la BBC, passa inevitabilmente per un calcolo difficile: quello per determinare il numero di esseri umani che sono vissuti sulla Terra in tutto il passato dell’umanità. La BBC presenta i dati di un calcolo del Population Reference Bureau di Washington, un’organizzazione no-profit fondata nel 1929 e che si dedica a studi di popolazione e sociologia. Il PRB pubblicò un articolo dal titolo “Quante persone sono mai vissute sulla Terra?” nel 1995 e lo ha aggiornato due volte da allora; l’ultima volta nel 2011, quando è stato corredato da un breve video che illustrava le stime.

Il PRB spiega che il punto di partenza della stima è quando si è sviluppato per la prima volta l’Homo sapiens, ovvero circa 50.000 anni fa. Nel lunghissimo arco di tempo tra la comparsa della specie sapiens e oggi, ci sono dati demografici affidabili a nostra disposizione solo per un periodo relativamente molto breve, per cui gran parte del conteggio deve essere fatto con stime e approssimazioni.

Oggi il tasso di natalità mondiale è di circa 23 nascite ogni 1000 persone per anno, ma in passato era probabilmente molto più alto, visto che la mortalità infantile uccideva moltissime persone prima che diventassero adulte: nel Medioevo, alcune stime mettono l’aspettativa di vita tra i 10 e i 12 anni. Anche solo per garantire una crescita molto lenta della popolazione, come è quella che si stima fino al XIX secolo, il tasso di natalità deve essere stato di circa 80 nascite ogni 1000 persone.

La crescita della popolazione è stata rapidissima negli ultimi decenni. La popolazione della Terra ha raggiunto 1 miliardo solo all’inizio dell’Ottocento, e poi ha impiegato comunque quasi 120 anni per arrivare a due. Negli ultimi cinquant’anni, poi, è passata da due a sette miliardi. Ma i calcoli del PRB stimano che, in totale, sulla Terra hanno vissuto circa 108 miliardi di persone: il numero dei vivi oggi è lontanissimo dal pareggiare quello dei morti in passato, e molto probabilmente, a meno che la Terra non riesca a sostenere la vita di venti o trenta volte gli esseri umani che già la abitano adesso, non lo raggiungerà mai. Oggi, per ogni persona viva ci sarebbero state circa 15 persone morte in passato, e sette miliardi di persone avevano già vissuto sul pianeta in un periodo di tempo compreso tra l’8000 avanti Cristo e l’anno Zero.

foto: Peter Macdiarmid/Getty Images

- Luca Sofri: Più morti che vivi

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  • plato

    “preoccupazioni che sono riassunte spesso in una domanda”
    quanto costa vivere?

  • Ryoga

    in Riverworld Farmer parlava di 36 mld.

  • iansol

    In base alle mie conoscenze, molto limitate, la storia genetica dell’Homo sapiens, come UAM, cioè uomo anatomicamente moderno (per intenderci uguale a noi), comincia intorno ai 200 ka da oggi. È chiaro che per quanto la popolazione della nostra specie agli albori sarà stata di numero ridottissimo (compreso tra le migliaia e le decine di migliaia), bisogna però considerare due fattori: la progressiva e particolarmente fortunata espansione della nostra specie in tutte le terre emerse (praticamente tutte popolate entro i 40 / 30 ka, o giù di lìa) e l’enorme lasso di tempo intercorso tra i 200 ka e gli 8000 aC della tabella qui riprodotta, in cui la popolazione mondiale sarebbe intorno a 5 milioni; ammettendo una popolazione mondiale media di 10.000 individui per anno (una stima decisamente al ribasso), in 192 ka bisogna aggiungere altri (quasi) 2 miliardi di individui: il 30% ca. dell’attuale stima.

  • tumblero

    Uno studio del 1995 effettuato da Carl Haub per il PRB (popolation reference bureau) fa partire la stima da 50000 aC, con la comparsa dell’uomo sapiens sapiens, nostro antenato moderno (se prendiamo in considerazione la nascita dei primi linguaggi complessi, le capacità artistiche, e l’adattamento al luogo di nascita).
    La stessa BBC ha usato queste stime per il suo simpatico calcolatore di nascita, postato in occasione del “day of seven billion”

    http://www.bbc.co.uk/news/world-15391515

  • provetta

    beh ora sappiamo che la BBC si fa domande molto stupide…

  • ro55ma

    Certo che immaginare anche l’al di là così affollato…:D

  • franco1

    Sarò stupido anch’io, ma in effetti mi sono posto la domanda non tanto per sapere quanti siamo nati ma a quanti fossero effettivamente vivi nel corso della storia. La riflessione mi viene pensando al numero di morti che viene descritto nei resoconti delle varie guerre, (quindi limitato almeno per 5/6000 anni alla sola Europa e Asia limitrofa)non solo fra i combattenti ma anche per le operazioni di pulizia etnica (penso a Gengis Khan che molto probabilmente fu il primo).

  • skelfrog

    Questi 108 miliardi potrebbero essere 80 come 150, tanto è sbilenco il computo.
    .
    I)
    Il 2 come valore originario della popolazione, fa ritenere il PRB un po’ troppo sospettabilmente rispettoso dell’ortodossia giudaico-cristiana (per dirla con il grande Fred Hoyle).
    Una puntualizzazione di eterosessualità abbastanza ridicola.
    Evolutivamente improbabile e matematicamente inutile.
    Capisse di matematica, Scalfarotto potrebbe trarne spunto per uno dei suoi “vibranti” j’accuse.
    II)
    L’applicazione di una funzione di accumulo (qualcosa del tipo (1+h)^N ) è possibile anche iniziando da 1.
    Più realisticamente, volendo introdurre valori arbitrari biologicamente più sensati bisognerebbe partire (come dice anche iansol) da una stima di 7-10 mila unità a cui sembra oggi riferirsi la comunità scientifica.
    Con meno individui, una qualsiasi popolazione animale complessa sarebbe stata spazzata via dalla minima variazione deleteria di un banale virus.
    Il miliardo e passa di primi Sapiens, mi pare bassino; si potrebbe tranquillamente raddoppiare o triplicare.
    Tutti i loro progenitori (sempre meno umani) vissuti prima della data convenzionale del 50.000 BC, semplicemente non li si conta.
    Tanto sarebbero forse 1-2 % dei presunti 108 miliardi complessivi.
    Sovrastati numericamente, in epoca protostorica, da una variazione di appena 1 parte su 100 del cruciale parametro Births per 1000.
    III)
    Ognuno dei valori della 4a colonna dipende da quello adiacente nella 3a e da quello della riga superiore della 2a colonna.
    Solo in epoca precristiana avremmo avuto 46 miliardi.
    Altri 39 miliardi fino al 1650.
    Cioè quasi l’80% del totale in meno del 20% del tempo della nostra esistenza.
    Temo che al PRB non ci si renda ben conto di quanto influisca l’indeterminazione dei parametri stimati, in una funzione che computa un accumulo.
    Per di più su intervalli temporali sterminati.
    .
    Ma i veri dubbi sulla competenza scientifica del PRB, mi vengono osservando disomogeneità e grossolanità nel rappresentare le cifre.
    IV)
    Non si capisce perchè si arrotondi (correttamente) ai milioni nella 2a colonna e non nella 4a.
    Che in soldoni non è che un ipotetico valore ricavato da parametri più vagheggiati che stimati.
    Però, nella 4a e nella 10a riga, una tantum si arrotonda alle migliaia.
    V)
    Per il 2011 si elencano 6,215 miliardi (palesemente errato); ma subito sotto si dice 6,987.
    VI)
    L’uso di 4 cifre significative per stimare la popolazione già dal 1850 è assurdo.
    Ancora oggi l’incertezza ammessa dall’ONU è di diverse decine di milioni.
    Ergo : 2 cifre significative sono ok.
    Sulla 3a c’è già da discutere.
    VII)
    Dai valori della 2a colonna si può ricavare con facilità il tasso medio di crescita annua.
    L’andamento è molto fluttuante; quasi schizofrenico.
    Ipotizzandone una dinamica più morbida e verosimile, si potrebbe, con una sorta di reverse computing definire stime più accurate dei valori della 2a colonna.
    Dicevo molto fluttuante.
    Tranne che per 1750 e 1850 AD, in cui è stranamente identico fino alla 3a cifra significatica.
    Ciò fa ritenere che 795 milioni e 1265 milioni siano stati fissati in modo troppo arbitrario, all’interno di una tabella comunque disomogenea e abbastanza sgangherata.
    VIII)
    In modo analogo, bisognerebbe modulare meno bruscamente il parametro Births per 1000.
    Non si capisce perchè ne si enfatizzi l’incertezza (tra 31 e 38) , per poi usarne nei fatti, il valore 33.
    Cioè neanche una media (che sia aritmetica o geometrica) per ricavare (precisi all’unità !!!) i rispettivi 3miliardi e 390.
    IX)
    @ POST
    “sette miliardi di persone avevano già vissuto sul pianeta in un periodo di tempo compreso tra l’8000 avanti Cristo e l’anno Zero”
    SETTE ???
    La tabella direbbe 46.
    .
    Dottori Codogno e Balbi, fatevi sentire !!