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Quando parla Monti
— Politica

Quando parla Monti

«C’è qualcosa di incantatorio, di stregonesco, nell’autorevolezza comunicativa del presidente del Consiglio», scrive Annalena Benini immaginando i prossimi temi che il capo del governo saprà farci digerire

3 febbraio 2012

Annalena Benini commenta oggi sul Foglio l’ipnotica capacità del Presidente del Consiglio Mario Monti di introdurre nel dibattito temi “delicati” raccogliendo indulgenze che altri politici non sono mai stati in grado di meritare.

Quando, la prossima volta, Mario Monti dirà, verso mezzanotte perché preferisce coglierci la sera tardi, nel torpore casalingo: “E adesso le signore possono consegnare nelle urne apposite le fedi nuziali, i gioielli e le lavapiatti di ultima generazione, beni necessari e urgenti per la crescita del paese e per il consenso internazionale, e i signori le chiavi delle automobili e delle case. Sono piccole rinunce, ma l’Italia ce la farà”. Oppure: “Fare la fame non è un tabù”, e lo dirà con quell’aria rasserenante, tutti annuiranno, compunti, diranno beh, in effetti ha ragione, e cosa vuoi che sia un anello, che monotonia il bilocale, sono provvedimenti necessari. Ci sarà un minimo sindacale di indignazione, soprattutto in rete, ma i più resteranno composti, sobri, riflessivi, i politici normalmente guerriglieri abbasseranno gli occhi e le signore cominceranno a slacciarsi le collane di perle e a lavare le pentole a mano. Perché Monti, con quella faccia, con quel tono, con quegli occhiali, può dire tutto ciò che vuole.

(continua a leggere sul sito del Foglio)

(Roberto Monaldo/LaPresse)
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10 Commenti

  1. Questo articolo del Foglio probabilmente spiega più di quello che vorrebbe. E’ divertente, ben scritto, accattivante, feroce ma non sguaiato. E’ capace di generare un sacco di consenso. Però non spiega niente. Si limita a difendere un clan. Quando parla Monti, l’impressione è esattamente opposta. Forse per questo la gente, dopo aver seguito per vent’anni un tizio che al suono del suo piffero li portava ballando verso il baratro, è più disposta ad ascoltare uno che dà l’impressione di essere un dottore che prescrive una medicina amara ma necessaria

  2. giaime

    A me pare invece che Monti, quando parla, spiega il perché sono sul tavolo certe opzioni e non altre ed è precisamente per questo che la gente accetta quel che propone. Da l’idea di sapere quello che sta facendo e ha in mente un progetto per includere. Può non essere sempre condivisibile, e infatti non sempre condivido, ma le linee d’azione sono chiare a differenza degli ultimi 20 anni in cui di chiaro c’era solo il voler approfittare del potere per cavarsi d’impiccio.

  3. mkhammer

    Gli ultimi venti anni hanno visto la classe politica impegnarsi a gestire il paese attraverso una comunicazione mediatica piuttosto che affrontare i veri nodi strutturali che rallentano la crescita.
    Venti anni di contrapposizione manichea in anti e pro con toni da melodramma e da conflitto finale.
    Un’intera classe politica che si brucia la sua credibilità e quella della politica in generale.
    La giornalista si meraviglia che Monti “può dire tutto ciò che vuole” senza reazioni ; non capisce la drammatica differenza di percezione della gente tra monti e i suoi predecessori.
    Il professore ci dice le cose che tutti sanno: non andrete in pensione; non avrete un posto fisso la vostra vita peggiorerà ; soffrirete in terra nella speranza vantaggio delle generazioni future.
    Messaggio evangelico di sacrificio e redenzione.

  4. tonio

    Secondo me, invece, poiché Monti è stato presentato alla Nazione come l’uomo della Provvidenza, non è accerchiato dalle pressione critica dei mass media, né deve sostenere un dibattito politico in Parlamento, è normale conseguenza che il suo verbo venga adorato.

  5. riccardor

    Che articolo superficiale! Riassumo:
    “Monti le può dire e Berlusconi no!”

  6. bughunt

    Però mi sembra che il senso dell’articolo non sia tanto sul fatto che il Premier affronti o introduca nel dibattito politico temi “caldi”, ma che questi temi “caldi” non generino polarizzazioni, del tipo “la democrazia è in pericolo”, “o con noi o contro di noi”, insomma non si vede la riedizione moderna dei guelfi vs ghibellini a cui probabilmente siamo stati abituati.
    Banalmente, mi sarei aspettato sull’articolo 18 un alzo di barricate da paura, invece, a parte casi credo limitati, perfino il pd scende a patti. Ma se l’avesse fatto il Cav ho idea che si sarebbe scatenato l’Armageddon!

  7. Al di là dei contenuti, a me fa addormentare. Poveri gli alunni che hanno dovuto sorbirsi lezioni su lezioni di uno così.

  8. iloveblueberrypancake

    Monti può dire quello che vuole perché ormai gli Italiani si sono arresi. Non so voi ma io non saprei da dove iniziare per risollevare la situazione del paese da un punto di vista economico, produttivo e soprattutto morale, quindi come posso protestare?
    Spero che lui lo sappia, teniamo duro e vediamo dove ci porta.

  9. lazarus

    Stupidaggini, Monti piace solo alla destra e al mondo finanziario perché fa ciò che si aspettavano facesse (mentre non fa e non farà mai ciò che aveva promesso all’inizio per tenere buoni i gonzi). Bisogna essere ben sprovveduti per farsi incantare da questo imbonitore da salotto buono.

  10. iloveblueberrypancake

    @lazarus
    parlando per ipotesi, se tu fossi al posto di Monti, che cosa faresti?

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