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L'Ulisse di Joyce ha 90 anni

L’Ulisse di Joyce ha 90 anni

È un caposaldo della letteratura del Novecento, fu pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1922 e da allora ha avuto un sacco di copertine

2 febbraio 2012

Il 2 febbraio 1922 venne pubblicato a Parigi l’Ulisse, uno dei romanzi più importanti del Novecento e capolavoro del modernismo, scritto dall’irlandese James Joyce tra il 1914 e il 1921. Dal marzo 1919 al dicembre 1920 l’Ulisse uscì a puntate sulla rivista letteraria americana The Little Review, dedicata all’arte e alla letteratura sperimentale internazionale. Alcuni episodi vennero accusati di oscenità e indecenza, tanto che il romanzo fu bandito in Regno Unito fino agli anni Trenta e nel 1921 fu vietato anche negli Stati Uniti, finché nel 1933 un tribunale stabilì che il libro non era pornografico né osceno. La prima edizione venne stampata a Parigi da Sylvia Beach, la fondatrice della leggendaria libreria Shakespeare and Company, uno dei principali centri della vita culturale parigina degli anni Venti, frequentato da artisti e romanzieri come Ernest Hemingway e Francis Scott Fitzgerald. In Italia fu pubblicato per la prima volta nel 1960 da Mondadori nella collana della Medusa, diretta da Elio Vittorini.

Il libro è ambientato a Dublino, in Irlanda, e racconta le vicende e il girovagare nella città di Leopold Bloom – una sorta di eroe moderno – in un’unica giornata, il 16 giugno del 1904. In quella data Joyce conobbe Nora Barnacle, che poi divenne sua moglie. In seguito il 16 giugno è stato ribattezzato Bloomsday dai fan di Joyce e dell’Ulisse: dal 1950 vengono organizzate ogni anno mostre e letture pubbliche del romanzo.

L’Ulisse è diviso in 18 capitoli: ognuno è scritto con una tecnica narrativa diversa e corrisponde a un canto dell’Odissea, con cui stabilisce parallelismi nei personaggi, nei temi e negli episodi. L’argomento e lo stile del romanzo sono estremamente innovativi: la prosa è sperimentale, ricca di parodie, allusioni, giochi di parole. Inoltre Joyce usa magistralmente la tecnica dello stream of conciousness, che rappresenta il flusso di coscienza del personaggio: i pensieri non vengono organizzati in modo chiaro e secondo le regole grammaticali ma sono spessi sconnessi, sgrammaticati, si interrompono improvvisamente o originano altri pensieri senza soluzione di continuità. Nel 1998 la casa editrice americana Modern Library mise l’Ulisse al primo posto della classifica dei cento migliori romanzi in lingua inglese del ventesimo secolo.

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  • paoloarmelli

    E in teoria, essendo Joyce morto settant’anni fa (1941), chiunque può tradurselo e pubblicarlo.

  • idonthavetimeforthiscrap

    e non dimentichiamo che è anche una grandissima rottura di balle, la roba più noiosa sulla faccia della terra.

  • sascha

    ‘La roba più noiosa sulla faccia della terra’, ma solo finchè non hanno inventato i commenti dei lettori agli articoli online…

  • idonthavetimeforthiscrap

    infatti, e pensare che c’è gente che li legge e perde pure tempo per lamentarsi

  • sascha

    E chi si lamenta? Ogni volta che mi sento un po’ giù di morale leggo un tot di commenti sarcastici o arrabbiati o acuti o indignati e mi sento subito superiore. Se uno non è in grado di apprezzare l’Ulysses peggio per lui.

  • pierbacco

    Ho letto l’”Ulisse” con l’aiuto di un’apposita guida. Una lettura indubbiamente interessante, ma per me abbastanza difficile. Un’opera geniale, contorta, a suo modo dura, ma dalla quale le figure di Leopold, Stephen e Molly escono scolpite a tutto tondo. Sono stato a Dublino sulle tracce di Joyce, ma, francamente, non ho ritrovato le atmosfere dei racconti di “Dubliners”.

  • idonthavetimeforthiscrap

    Il mio commento non era nessuna di quelle cose. Riportavo un semplice fatto. Un tizio va a passeggio per Dublino. Non succede niente. Ci sono frasi lunghe tre pagine e descrizioni fin troppo chiare di funzioni corporee che, francamente, conosciamo tutti e non abbiamo bisogno di sentirci descrivere. L’Ulysses non è un libro, è un esperimento di scrittura. Interessante in certe parti, magari, ma noioso e non ben riuscito. Cercare di ridurre i commenti altrui a “se non sai apprezzarlo” è un giochetto da bambini che poco onore fa alla tua sventagliata (presunta) superiorità intelletuale.

  • http://velimir.tumblr.com tchàcky

    Al di là dei toni forse un po’ tranchant, @Idonthavetimeforthiscrap c’ha una ragione grande quanto l’Ulisse di joyce.

  • http://blog.terminologiaetc.it/ licia

    A proposito di date, andrebbe segnalato che il giorno di pubblicazione del libro era anche il trentesimo compleanno di Joyce (nato appunto il 2 febbraio 1882).

  • http://www.simonluca.net s1m0n

    La forza di Joyce sta nell’originalità. Bisognerebbe leggersi, o avere una vaga idea di, quello che veniva pubblicato all’epoca. L’Ulisse è trent’anni avanti.
    Detto questo, il capolavoro è Dubliners, tutta la vita.

  • alivio60usa

    a me e` piaciuto e piace. Tanto che mi do la pena rileggerlo. Come amo rileggere il libri che mi piaccino. Si scopre sempre cose nuove.Leggere e` bello.