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  • giovedì 2 febbraio 2012

Le quattro canzoni migliori di Graham Nash

di Luca Sofri

Scelte da Luca Sofri, peraltro direttore del Post, nel suo libro Playlist

Benché il quartetto – Crosby, Stills, Nash & Young – sia leggendario, una volta tolto il canadese gli altri sono come i Fantastici Quattro senza la Torcia: supereroi, ma senza la Torcia. Resterebbe sempre Ben Grimm – la Cosa – direte voi. Esatto: quello era Graham Nash, inglese, proveniente dagli Hollies.

Teach your children (Déja vu, 1970)
Chitarra west coast e filastrocca pedagogica, al mio liceo c’era uno che la sapeva suonare e durante le occupazioni cuccava tantissimo.

Our house (Déja vu, 1970)
Ancora una cosetta infantile e incantevole sulla nostra casetta (di Nash e Joni Mitchell), con i fiori nel vaso e i due gatti e il caminetto: la-la, lala-lalà lala-lalà.

Chicago (Four way street, 1971)
Dedicata ai tumulti sessantottini di Chicago durante la convention del Partito Democratico, e al processo conseguente, invita i soci della band a tornare in città a protestare: “won’t you please come to Chicago just to sing”. Fu incisa prima nel doppio live Four way street (con l’ironica dedica al sindaco Daley), e poi registrata in studio nel disco Nash Songs for beginners.

Right between the eyes (Four way street, 1971)
In Four way street iniziano e fanno casino: si fanno quattro risate e ricominciano.

Foto: Frederick M. Brown/Online USA

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