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La neve a Torino
— Italia

La neve a Torino

Le foto della città coperta da oltre 20 centimetri di neve: in provincia ne è caduta ancora di più

30 gennaio 2012

Nell’ultimo giorno e mezzo una gran quantità di neve è scesa su Torino, oltre 20 centimetri, portando le autorità a chiudere le scuole di ogni ordine e grado e creando disagi ai trasporti. La situazione sta tornando alla normalità grazie all’intervento di oltre 250 mezzi spazzaneve e 27 macchine spargisale. Anche le università hanno sospeso le lezioni. I disagi maggiori si sono registrati però in provincia e sulle colline, dove sono caduti 30 centimetri di neve e molti rami di alberi sono crollati. A Piaggia, in provincia di Cuneo, sono caduti 58 centimetri di neve. Il grosso è finito, comunque: stando alle previsioni meteorologiche il maltempo si sposterà nelle prossime ore verso il sud.

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5 Commenti

  1. wiz.loz

    Belle foto della più bella città d’Italia

  2. laurentius87

    Che bella città!

  3. gait

    Molto strano che si chiudano le scuole, invece l’aeroporto di Torino Sandro Pertini, è sempre stato aperto operativo nessun volo cancellato, forse le squadre di sgombero neve in aeroporto funzionano? nessun disagio ai passeggeri dei Charter invernali, che il sabato e domenica arrivano dal nord europa per sciare nelle nostre valli, mistero.

  4. svalbard

    Sarà che dopo certe emergenze neve degli anni scorsi con la città veramente paralizzata, non hanno voluto correre rischi… sono caduti “solo” venti centimetri, ma nessuno poteva prevedere che non sarebbero stati quaranta o cinquanta. La chiusura delle scuole è “preventiva” in quanto le informazioni devono essere diramate prima, in caso di reale emergenza a chiudere un aeroporto, e a dirottare altrove i voli, si fa molto più in fretta, ma per fortuna non è stato il caso.

  5. camilla8

    Io non so nelle altre città come è stata affrontata la situazione ma qui a Rivoli (provincia di Torino) il comune non ha pulito una strada perché come sempre si lamenta di non avere soldi, le scuole NON sono chiuse e i ragazzi rischiano di ammazzarsi su lastre di ghiaccio perché nessuno (nemmeno le scuole) si preoccupa di pulirle.

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