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“Il Foglio conta di non chiudere”

L'editoriale di Giuliano Ferrara per il giornale di domani, sui problemi economici e i progetti online

29 gennaio 2012

Il sito del Foglio ha anticipato l’editoriale del lunedì del direttore Giuliano Ferrara, che condivide con i lettori le discussioni delle ultime settimane sulle prospettive del quotidiano in tempi tempestosi e promettenti insieme.

Se domani il Foglio chiudesse i battenti, noi della cooperativa giornalistica che lo facciamo, i collaboratori e i lettori spenderebbero qualche lacrimuccia. Però venderemmo la piccola sede che ci siamo comprati nel tempo, da brave formichine dei bilanci, troveremmo il modo di liquidare nel giusto modo i dipendenti, e alla fine i partner della società editoriale che hanno pagato un modesto deficit dei primi due anni, quando non incassavamo i quattrini pubblici, e che negli anni successivi ci hanno sostenuto in sostanziale pareggio, a parte l’amicizia e il gusto di un’avventura editoriale fortunata, rientrerebbero di una parte abbastanza consistente dell’investimento. E’ la logica di un giornale che non è mai diventato un carrozzone, che non ha mai generato debito, che ha fatto i conti con il possibile praticando l’impossibile, si è arrabattato a cercare pubblicità non senza qualche malizia ma in modo sempre piuttosto corretto, ha avuto un buon contratto con la Mondadori, ridimensionato nel tempo per gli inevitabili tagli aziendali (niente logica da straricchi o da jeunesse dorée); e insomma ce l’ha fatta a vivere e sopravvivere per tanti anni, sedici, con la libertà di tono e i successi di stima e di influenza che le persone oneste gli riconoscono, però senza pompose rivendicazioni di libertà e con un’adesione naturale, spontanea, a idee che erano parte delle diverse storie del gruppo fondatore, e sono diventate, nella più assoluta autonomia individuale dei singoli, uno stile per tutti, specie per la redazione dei giovani e per i collaboratori che il giornale l’hanno scritto, impaginato, nutrito.

(continua a leggere sul sito del Foglio)

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26 Commenti

  1. idonthavetimeforthiscrap

    @Pietromaggi

    Ma a chi ti riferisci? Sono andato a vedermi gli articoli precedenti del Post su Liberazione e i post-it e non trovo nessuno che gridi “alla mancanza di democrazia, al golpe della maggioranza, al fascismo del pensiero unico, tutti contriti a piangere sulla memoria del fondamentale quotidiano”.

    Un giornale non vende. Un giornale chiude. Ha sottratto soldi pubblici a sufficienza, no? Se stia a destra, a sinistra, al centro, chissenefrega. Abbiamo internet. Che lo usino.

  2. bughunt

    @ SILVERFISH
    Mi sembra di continuare a vedere un toro malato di rabbia a cui hanno sventolato a pochi cm dal naso un drappo rosso. Tu proprio non vedi l’ora che Ferrara fallisca. E’ questo che intendo con livore. Qualunque cosa faccia è comunque espressione di un cancro che, prima si estingue, prima la società italiana starà meglio.

  3. pietromaggi

    se non hai tempo per questa schifezza, penso che tu non abbia avuto il tempo di vedere il direttore di liberazione in giro per talk-show vari ed eventuali.

  4. jackg

    leggo molti straw-man argument che salto volentieri a pié pari.
    La realtà è che qualunque giornale/rivista – di qualunque area – non riesca a sopravvivere…merita di chiudere senza accanimento terapeutico, soprattutto se l’accanimento terapeutico è fatto coi soldi altrui.
    Per alcuni mi spiacerà (penso al Mucchio Selvaggio, nel caso accadesse) per altri no (Il Foglio), ma tant’è.
    Si vive di prodotti che si auto-sostentano, non di robe che io sono costretto ad abbonarmi perché tu altrimenti chiudi poverino (il Mucchio) o robe che devo comprarmi un numero speciale da 50 euro per pagarti un obolo di nostalgia (come fece il Manifesto, se non erro, c’erano ancora le lire) et similia.
    Magari al loro posto ne spuntano di più belli, magari online.

  5. idonthavetimeforthiscrap

    @Pietromaggi

    In effetti non vedo la televisione, men che meno italiana (vivendo all’estero). Pensavo ti riferissi ai commenti del Post. Mi pare di capire che non è così, ma allora mi chiedo a che pro e a chi si riferisce il tuo commento, fatto su un articolo del Post e (apparentemente) riferito ai commentatori del Post. Pazienza, chiarito l’equivoco, restano i miei dubbi, ma almeno so di cosa stai parlando.

  6. MaBi

    Ma quale destra o sinistra o “giornali della propria area”! Ma vaffan te e le tue aree! Io spero vivamente che chiudano TUTTI questi maledetti servi mantenuti da noi, di qualsiasi area siano. Manifesto compreso, anzi per primo.
    Il taglio dei vergognosi finanziamenti all’editoria e’ una delle poche cose buone di questa crisi.

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