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«Noi non siamo fatti così»
— Tecnologia

«Noi non siamo fatti così»

di Tim Cook - CEO di Apple

La lettera di Tim Cook inviata ai dipendenti Apple per rispondere alle accuse sulle cattive condizioni di lavoro nella catena di produzione della società

27 gennaio 2012

Nelle ultime settimane diverse inchieste giornalistiche si sono occupate delle condizioni dei lavoratori nelle fabbriche cinesi che lavorano per Apple. Come ha spiegato una recente indagine del New York Times, per pochi dollari al giorno, gli operai dei principali fornitori della società devono affrontare turni massacranti, in condizioni di scarsa sicurezza e con pericoli per la loro salute. Il problema è da tempo a conoscenza di Apple, che ha avviato campagne e iniziative per rendere più sostenibili le condizioni di lavoro nelle imprese che materialmente producono gli iPhone, gli iPad e gli altri suoi dispositivi, ma la società viene accusata di aver fatto ancora troppo poco. Tim Cook, l’amministratore delegato di Apple succeduto a Steve Jobs, ha deciso di rispondere alle critiche con una lunga lettera inviata a tutti i propri dipendenti, che è stata da poco resa pubblica dal sito 9to5mac.

Team,

come società e come persone, siamo definiti da quelli che sono i nostri valori. Sfortunatamente in questi giorni alcune persone stanno mettendo in discussione i valori di Apple, e vorrei occuparmi di questo direttamente con voi. Abbiamo a cuore ogni impiegato della nostra catena di produzione in tutto il mondo. Ogni incidente ci preoccupa profondamente e ogni problema sulle condizioni di lavoro è causa di inquietudine. L’ipotesi che questo non ci interessi è chiaramente falsa e offensiva nei nostri riguardi. Come sapete bene e meglio di chiunque altro, questo tipo di accuse vanno contro i nostri valori. Noi non siamo fatti così.

So che le centinaia di voi che si trovano nei siti di produzione dei nostri fornitori in tutto il mondo, o che trascorrono lunghi periodi lavorando lontani dalle loro famiglie, si sentono oltraggiate come ci sentiamo noi. Le persone che non sono così vicine alla catena di produzione, invece, hanno il diritto di sapere come stanno le cose.

Ogni anno sottoponiamo a ispezioni un numero sempre maggiore di fabbriche, alzando gli standard a cui sottoponiamo i nostri soci e approfondiamo quanto accade nella catena di produzione. Come abbiamo comunicato all’inizio di questo mese, diamo molta importanza al miglioramento delle condizioni di lavoro di centinaia di migliaia di lavoratori. Non sappiamo di nessuno, nel nostro settore industriale, che faccia quanto facciamo noi, in tutti i posti in cui lo facciamo noi, con tutte le persone con cui abbiamo a che fare noi.

Allo stesso modo, nessuno sta affrontando con maggiore determinazione di noi queste sfide. Insieme alle maggiori organizzazioni e autorità mondiali a tutela della sicurezza, dell’ambiente e del lavoro, stiamo attaccando aggressivamente i problemi che abbiamo davanti. Sarebbe troppo facile cercare i problemi in pochi posti e diffondere risultati piacevoli, ma questo non sarebbe un comportamento da veri leader.

All’inizio di questo mese abbiamo messo a disposizione la nostra catena di produzione perché venga giudicata in modo indipendente dalla Fair Labour Association. Apple si trova in una posizione senza pari per guidare l’intera industria ad assumere queste decisioni, e l’abbiamo fatto senza alcuna esitazione. Questo porterà a controlli più frequenti e rapporti più trasparenti sullo stato della nostra catena di produzione, cosa che incentiviamo. Questo è il genere di cose che i nostri clienti si aspettano da Apple, e faremo altre cose del genere in futuro.

Siamo impegnati a istruire i lavoratori sui loro diritti, così che possano alzare la voce quando riscontrano condizioni di lavoro pericolose o trattamenti iniqui. Come sapete, più di un milione di persone sono già state formate e istruite all’interno del nostro programma.

Andremo avanti, andremo ancora più a fondo, e indubbiamente troveremo altre cose di cui occuparci. Quello che non faremo – e che non abbiamo mai fatto – è restare fermi o chiudere gli occhi davanti ai problemi della nostra catena di produzione. Avete la mia parola, su questo. Potete seguire i nostri progressi all’indirizzo apple.com/supplierresponsibility.

A chi in Apple combatte questi problemi ogni giorno vanno i nostri ringraziamenti e la nostra ammirazione. Il vostro lavoro è importante e sta cambiando le vite di molte persone. Siamo tutti orgogliosi di lavorare insieme con voi.

Tim

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13 Commenti

  1. plato

    “Siamo impegnati a istruire i lavoratori sui loro diritti,” in cina?

  2. illo

    E’ ridicolo lasciare la sicurezza dei lavoratori alla benevolenza del propietario, semplicemente ridicolo.

  3. Volante Loto

    L’azienda che NULLA lascia al caso, prima apre la fabbrica in Cina, poi si sente oltraggiata. Non fa una piega.

  4. ermedusa

    @Plato in rete è pieno di denunce di exdipendenti (in Italia o cmq nel mondo occidentale) che si lamentano per i criteri da Grande Fratello che Apple usa nei traning o nel rapporto di lavoro, quindi Cina o Italia cambia poco.
    Apple è in tutto e per tutto simile agli altri produttori hardware. Se scoprissimo vita operaia nello Spazio, che costa meno dei cinesi, si produrrebbe su Titano.

  5. Sfruttati e contenti di essere sfruttati da un “padrone” così gentile e per bene …
    scrivo con un mac ma credo che me ne disferò e comprerò quello di chi NON produce in Cina. Se c’è.
    Se non c’è vi do addio.

    ciao
    r

  6. @raffibb
    Auguri… Il tuo pc è fatto in cina, o in un paese asiatico con analoghe situazioni. Ma anche il tuo cellulare. E il tuo televisore, e la scheda elettronica della lavatrice, e la centralina della tua auto…
    È giusto lottare per un mondo migliore, ma con gli strumenti adeguati. Cominciamo a fare le cose per bene ogni giorno noi…

  7. osvaldone

    Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre!
    Ma sapete leggere? Le fabbriche NON sono di Apple, vi è chiaro? Apple indaga (probabilmente meno di quello che potrebbe ma più di qualunque altro delocalizzatore in Cina, scommettiamo?) sul rispetto del codice di comportamento adottato.
    Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre! Capre!

  8. Azz….osvaldone, il tuo settore non è l’industria informatica ma la pastorizia. Con questa fissa per le greggi bisogna comunque stare attenti, e guarda che con l’abigeato non si scherza,che poi arrivano i carabinieri.

  9. andre89

    Ciao Osvaldone, brutta giornata oggi? Capita. Rilassati leggendo l’inchiesta del NYT (http://www.nytimes.com/2012/01/26/business/ieconomy-apples-ipad-and-the-human-costs-for-workers-in-china.html?_r=3&pagewanted=1&hp) se sai l’inglese o questo articolo di mazzetta (http://mazzetta.wordpress.com/2012/01/26/foxconn-tutta-colpa-dei-clienti-apple/) in italiano, scoprirai che la realtà è molto diversa: gli altri produttori fanno rispettare i codici di comportamento molto più di Apple.

  10. plato

    @armedesa
    trovo paradossale istruire operai cinesi al diritto del lavoro di altre realtà. ma non confondo un operaio con un venditore pagato più di un operaio

  11. pifo

    Davvero poco convincente ´sto tizio.
    Se vuoi “istruire” qualcuno questo deve essere il padrone delle fabbriche con le quali stringi accordi, non gli operai. E lo fai mettendolo al muro: ” Ti controllo, a sorpresa, come, quando e quanto voglio io, se qualcosa non e´ in regola ti taglio tutto e vado dalla concorrenza.”
    Sei Apple, lo puoi fare come e quando ti pare.
    Se non lo fai e´ perche´non vuoi, se non vuoi e´perché non ne vedi il vantaggio. Le chiacchiere sono a zero.

  12. maui

    Secondo Paul Krugman, il basso costo della manodopera non è l’unico motivo che spinge la Apple(e altre aziende) a produrre in Cina: una ragione fondamentale è la presenza in loco della catena di fornitori specializzati necessaria alla produzione.
    “Servono guarnizioni in gomma? C’è la fabbrica a fianco. Servono milioni di viti? La fabbrica che le produce è a un isolato di distanza” (secondo un ex amministratore della Apple).

  13. osvaldone

    Naturalmente mi scuso (con le capre) per lo sfogo animale, alcuni commenti sopra il mio hanno generato in me la caprolalia.
    @andre89 avevo letto l’inchiesta e si parla di Hewlett Packard e altri…ora, già il non citare gli altri qualche sospetto me lo lascia ma poi, perché non approfondire? Quali sono i fornitori di HP che tanto beneficiano delle migliori condizioni concesse da Hewlett Packard stessa? Magari Foxconn? Perchè sette pagine di inchiesta contro Apple (che va benissimo, è sacrosanta ecc ecc l’inchiesta, dico) e poi -visto che il 90°% della tecnologia di consumo è prodotta lì- quando si tratta di analizzare il comportamento degli altri attori del mercato ce la si cava con 2 righe “Hp e altli molto genelosi con noi!” e sottolineatura di Hp “I fornitori parlano un sacco con noi e il loro parere ci aiuta a prendere le giuste decisioni”?

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