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Michel Martone per curiosi
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Michel Martone per curiosi

Il sottosegretario si è guadagnato grande popolarità oggi grazie al termine "sfigati", ma esisteva anche prima, e andava anche in tv assieme a Drupi

24 gennaio 2012

Con la frase sui laureati tardivi che sarebbero “sfigati”, il sottosegretario Michel Martone ha conquistato notorietà che finora non aveva trovato con le sue opere più istituzionali (superate anche da precedenti diffidenze), e destato grandi curiosità. Il Sole 24 Ore ha pubblicato un suo esteso ritratto ricco di dettagli:

Michel Martone è uno bravo e competente, e si vede subito: lo dice la sua faccia alla Gramsci (un altro che a 20 anni viveva da solo a Torino con appena 70 lire al giorno per pagarsi gli studi e doveva battere i piedi sul pavimento per sentire meno freddo), lo sguardo ferino e curioso, il suo curriculum e il fatto che a 38 anni appena compiuti ci ha scritto anche “viceministro”. In molti lo criticano perché le tappe, per essere un italiano, anche se nato a Nizza, rispetto alla maggioranza dei suoi connazionali le ha bruciate. Forse perché, dicono, è italianamente “figlio di” Antonio Martone, magistrato di chiara fama, attivo in Cassazione e ricco di contatti politici. Tanto da essere stato sentito qualche mese fa anche come “persona informata dei fatti” sulla loggia P3 ed essere stato nominato dall’allora ministro della Pa Renato Brunetta presidente della Commissione per la Valutazione, l’integrità e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche (Civit). Motivo per cui nel 2010 i senatori Ichino, Zanda e Morando chiesero a Brunetta stesso se non gli sembrava inopportuno aver stipulato un contratto di consulenza con suo figlio Michel, per 40mila euro circa, per occuparsi di “problemi giuridici della digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche di paesi terzi”.

- Le consulenze di Michel Martone

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46 Commenti

  1. tobuto

    @alemanezinho:
    Per cosa e in nome di che cosa lo devi sapere tu. Lo hai fatto, quindi lo saprai, no?

  2. alemanezinho

    @Tobuto
    L’ho fatto per me, perché ci ho visto un progetto di vita mio, non in nome di un ideale o perché consideravo “sfigato” chi faceva una scelta diversa. Quello che non capisco (ma nella tua risposta a Piti mi sembra che tu stesso ti sia “corretto”, per così dire) è la rabbia o lo schifo verso chi ha adottato altri stili di vita e in fondo fa solo del male a se stesso o alla sua famiglia. Certo, ci sono anche dei costi sociali, ma questi ci sono sempre, anche per chi fuma o per chi beve e si mette alla guida o per chi sistematicamente non rispetta il codice della strada o per chi evade il fisco o per chi fa sport estremi o per chi mangia cibi troppo grassi e via dicendo. Se ti fanno schifo quelli che pesano sui costi sociali, alla fine ti faranno schifo quasi tutti quelli che ti circondano. Tutto qui.

  3. lorenz

    @ tobuto, emmeallaseconda, etc.

    A me sembra che Martone in questo video sia evidentemente alterato. Scatti di aggressività, momenti di forte egocentrismo, passaggi logici azzardati e repentini. E’ molto inquietante: non mi sembra una persona stabile.

    Sul passato di Martone, Repubblica riporta i giudizi della commissione per il concorso di professore ordinario. Non sono lusinghieri. Ed il paragone con l’altra partecipante è impietoso.

    http://www.repubblica.it/rubriche/la-scuola-siamo-noi/2012/01/26/news/martone-28824446/

    Per quanto riguarda gli sfigati ventottenni, oltre ad essere un insulto gratuito, credo che sia un’affermazione priva di senso. E non certo la soluzione ministeriale ad un problema.

  4. marghe87

    aggiungo una cosa, anzi un dato, per smentire quelli che dipingono il problema dei fuoricorso con un linguaggio alla Dickens, come se fossero tutti costretti a vendere accendini per mantenersi.

    Sono andata a vedere i dati per i laureati specialistici di Lettere e Filosofia (è la classe da cui vengo, e non mi sto a dilungare sui compromessi al ribasso che ho visto). Ebbene l’età media di laurea degli studenti lavoratori è 26,9, quella di chi non ha mai lavorato 26,5. Cioè anche chi ha come unica occupazione lo studio si laurea con una media di 2 anni fuoricorso, per ottenere un titolo che con tutta evidenza non basta da solo più a garantirsi un lavoro.
    E allora come facciamo a lamentarci se ci danno dei bamboccioni, se noi in primis non facciamo nemmeno lo sforzo di completare i passi necessari e poi trovare un lavoro decente prima dei 30 anni?

  5. marghe87

    ecco il link almalaurea:

    http://tinyurl.com/6whojtl

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