I due CEO di RIM si dimettono

Il produttore dei BlackBerry ha un nuovo amministratore delegato, che dovrà risollevare l'azienda canadese in enorme affanno

Dopo aver lavorato insieme per quasi venti anni in Research In Motion (RIM), la società che produce i BlackBerry, i due co-amministratori delegati (co-CEO) Jim Balsillie e Mike Lazaridis ieri hanno annunciato le loro dimissioni. L’incarico è stato affidato dal consiglio di amministrazione a un manager interno, in attesa di un ulteriore rimescolamento degli incarichi dirigenziali dentro RIM. La decisione dei due co-CEO arriva dopo mesi e mesi di richieste da parte degli investitori, preoccupati per il destino della società e per la sua manifesta incapacità di contrastare efficacemente la concorrenza di Apple, con i suoi iPhone, e degli smartphone che usano Android, il sistema operativo per dispositivi mobili di Google.

Dopo aver dominato per anni il settore dei telefoni cellulari con funzioni avanzate, soprattutto in ambiente aziendale, negli ultimi anni RIM non è riuscita ad aggiornare i propri prodotti per tenere a bada la concorrenza. La società ha accumulato ritardi sia nella produzione di nuovi dispositivi sia nello sviluppo di nuovi sistemi operativi per i suoi BlackBerry. Il recente tentativo di creare un tablet alternativo all’iPad, il BlackBerry PlayBook, è stato fallimentare e ha contribuito a ridurre le prestazioni economiche della società e far diminuire il valore delle sue azioni in borsa.

RIM fu fondata nel 1984 da Lazaridis in Canada, insieme con Doug Fregin, grazie a un prestito concesso dai suoi genitori. Balsillie si unì alla società nel 1992 e da allora ha lavorato in stretto contatto con Lazaridis, decidendo le strategie commerciali dell’azienda. Con le loro dimissioni abbandonano il ruolo principale nella società, ma manterranno comunque notevoli possibilità di controllo all’interno di RIM con ruoli dirigenziali e la proprietà di pacchetti azionari. Lazaridis sarà vice-presidente del consiglio di amministrazione, mentre Balsillie ne sarà solo membro.

Il nuovo CEO nominato dal consiglio di amministrazione si chiama Thorsten Heins. Ha 54 anni e lavora all’interno della società da meno di cinque anni, prima lavorava come dirigente presso la conglomerata tedesca Siemens AG. Nel settore delle società tecnologiche Heins è abbastanza conosciuto, spiegano sul Wall Street Journal, ma nei suoi anni di permanenza presso RIM ha lavorato molto nell’ombra dei due co-CEO che si sono dimessi ieri. All’interno della società Heins si è occupato di software, hardware e del reparto vendite.

I manager di RIM assicurano che Lazaridis e Balsillie non sono stati in alcun modo obbligati ad abbandonare i loro incarichi e che, anzi, sarebbero stati loro stessi a consigliare un cambiamento ai vertici per rendere nuovamente competitiva la società. Una simile richiesta era del resto stata formulata più volte da molti dei principali azionisti di RIM, scontenti per come stanno andando le cose da almeno un anno. Il cambiamento avviene all’inizio di un periodo estremamente importante per il futuro dell’azienda. Per quest’anno sono in programma un rilancio del tablet PlayBook, colmando le lacune che fino a ora l’hanno reso un fallimento, e la presentazione di un nuovo modello di BlackBerry destinato a segnare una forte discontinuità rispetto alle passate versioni. Il piano prevede, inoltre, il lancio di un nuovo e più moderno sistema operativo che dovrebbe rendere più semplice anche l’utilizzo delle applicazioni, sulla scia di quanto realizzato in questi anni da Apple, Google e di recente da Microsoft con WindowsPhone.

foto: AP Photo/The Canadian Press, Nathan Denette