Costa Concordia, continuano le ricerche

Le squadre sono al lavoro nelle zone sommerse ed emerse del relitto, hanno trovato il corpo di una donna (liveblog)

17.57 – Il ferito più grave del naufragio della Costa Concordia ricoverato in Toscana è un membro dell’equipaggio della nave: ha subito un grave trauma mentre aiutava alcuni passeggeri e potrebbe rimanere paralizzato. In seguito all’incidente gli ospedali toscani hanno trattato nel complesso 110 persone e di queste 14 sono state ricoverate, principalmente per fratture o ipotermia dovuta alle basse temperature dell’acqua.

17.38 – Intanto, il vicesindaco del Giglio, Mario Pellegrini, fa sapere che il Comune sta pensando alla possibilità di usare il masso staccatosi dagli scogli e rimasto incastrato nello scafo della Costa Concordia per farne un monumento, in ricordo del naufragio e dei morti provocati dall’incidente.

17.24 – Per affrontare i primi costi dell’emergenza, il Consiglio dei ministri ha stanziato anche cinque milioni di euro.

17.11 – Mentre proseguono le ricerche, sull’isola del Giglio è anche arrivato il presidente del Senato, Renato Schifani, per la sua visita istituzionale.

16.31 – Dopo giorni di lavoro e di difficili tentativi, i sommozzatori dei Carabinieri hanno infine prelevato la cassaforte dalla cabina del comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino. Il suo recupero era stato richiesto dalla procura di Grosseto, che vuole raccogliere quante più informazioni possibili sulla condotta del comandante a bordo.

16.07 – Nel corso della trasmissione televisiva Quarto Grado (Rete 4) ieri sera è stato trasmesso un altro audio tra la Capitaneria di porto di Livorno e il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino. Dalla Capitaneria chiedono una stima delle persone ancora a bordo, ma Schettino si tiene sul generico, assicurando comunque che alla fine rimarrà solo lui sulla nave.

15.39 – ANSA riferisce che è stato ritrovato il corpo di una donna nella zona di poppa del relitto della Costa Concordia. È stato già trasportato nel porto dopo il recupero da parte dei sommozzatori.

15.32 – Citando fonti di agenzia, il Corriere Fiorentino parla del ritrovamento di altri due corpi sulla Costa Concordia, ma al momento le informazioni che circolano sono molto sommarie.

15.12 – Nella parte emersa della Costa Concordia in queste ore sono al lavoro diverse squadre, alla ricerca dei dispersi. Usano particolari sonde con telecamere per ispezionare l’interno delle cabine, alla ricerca dei corpi. I sommozzatori sono invece al lavoro nella parte sommersa del relitto ed effettuano verifiche dirette.

14.57 – Da sabato scorso il mare davanti al porto del Giglio è diventato un set fotografico straordinario: le foto di una settimana dal naufragio della Costa Concordia.

14.23 – Gli inquirenti che si occupano del naufragio della Costa Concordia analizzeranno anche le centinaia di telefonate inviate dai passeggeri della nave al 112 nella notte tra il 13 e il 14 gennaio. In molti telefonarono per segnalare l’emergenza, chiedere informazioni e aiuto. Le telefonate, giunte principalmente alla centrale operativa dei Carabinieri di Grosseto erano in diverse lingue. Questo si spiega con il fatto che formalmente il numero 112 è il numero unico di emergenza nell’Unione Europea. È stato adottato dalla UE a partire dal 1991, ma in Italia è stato impiegato con grandi lentezze e rimandi.

14.04 – In una lettera pubblicata oggi dal Corriere della Sera, l’ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, sostiene che con una applicazione per smartphone da 2 euro, sulla Costa Concordia si sarebbero salvati tutti.

14.01 – I compiti affidati dal governo a Gabrielli, che è Capo dipartimento della Protezione Civile:

Tra i suoi compiti, coordinare gli interventi per il superamento dell’emergenza, controllare l’esecuzione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica da parte dell’armatore, con il potere di sostituirsi al soggetto responsabile in caso di inadempienza, e verificare che la rimozione del relitto avvenga in sicurezza. A supporto delle attività del Commissario Delegato, è istituito un Comitato con funzioni consultive con il Sindaco del comune dell’Isola del Giglio, il Prefetto di Grosseto, e rappresentanti della Regione Toscana, dei Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture e trasporti. Il Commissario si avvale, inoltre, di un Comitato tecnico – scientifico con esperti nei settori della tutela ambientale e del recupero navi appartenenti a diverse componenti e strutture operative del Servizio nazionale della Protezione Civile.

13.57 – Gabrielli ha anche fatto attivare due comitati tecnico-scientifici all’isola del Giglio per occuparsi della messa in sicurezza della Costa Concordia. Tra le altre cose, i due gruppi di lavoro dovranno occuparsi di un piano che preveda il recupero del carburante e le ricerche dei dispersi a bordo in contemporanea.

13.50 – La ricerca dei dispersi a bordo del relitto della Costa Concordia non è semplice. Gabrielli spiega che si stanno seguendo diverse strategia a seconda delle zone della nave. Alcune squadre si occupano dei punti dove è più probabile che si trovassero molte persone al momento del naufragio, come le aree di raccolta per le emergenze. Altre squadre di ricerca, invece, si stanno dedicando all’esplorazione dei ponti cabina per cabina: con l’aiuto di diverse strumentazioni e fotocamere cercano di rilevare la presenza di corpi. Le operazioni sono molto più lunghe e difficoltose nelle parti sommerse della nave, dove i pericoli sono maggiori, c’è scarsa luminosità ed è difficile spostarsi.

13.41 – Franco Gabrielli, il commissario delegato all’emergenza del naufragio della Costa Concordia, ha anche spiegato che di fatto un inquinamento dell’area intorno all’isola del Giglio in cui si trova la nave è già avvenuta.

13.01 – Il commissario delegato all’emergenza del naufragio della Costa Concordia, Franco Gabrielli, ha spiegato meglio che cosa intendeva dicendo che le ricerche dei dispersi sarebbero continuate nei prossimi giorni. L’obiettivo è trovare una procedura che consenta di continuare le perlustrazioni a bordo anche durante le fasi di rimozione del carburante dai serbatoi della nave. Di una simile decisione andranno valutati pro e contro: lo spostamento di 2.400 tonnellate di carburante potrebbe rendere ulteriormente precario l’equilibrio del relitto.

12.57 – Il sito di RaiNews24 ha pubblicato alcune immagini, tratte da un filmato trasmesso da Rai1, dove sono visibili alcuni detriti appartenenti probabilmente alla Costa Concordia e ritrovati nei fondali nei pressi dell’isola del Giglio. C’è anche un’oblò.

12.57 – La Rai ha trasmesso in esclusiva alcune immagini dell’emergenza a bordo della Costa Concordia dopo l’impatto della nave contro gli scogli. I passeggeri aspettano istruzioni dall’equipaggio, sono le 22.22 ed è quindi passata una quarantina di minuti dall’impatto. Ricordiamo che la Costa Concordia è enorme e aveva decine di diversi punti di ritrovo in caso di emergenza: ogni gruppo di passeggeri può aver quindi avuto un’esperienza diversa a seconda della posizione del punto di ritrovo, del personale e del panico.

12.47 – Il commissario delegato all’emergenza del naufragio della Costa Concordia, Franco Gabrielli, ha spiegato che le ricerche dei dispersi non saranno ancora interrotte. Nei giorni scorsi si era ipotizzato che venissero arrestate per consentire la messa in sicurezza della nave con la rimozione delle 2.400 tonnellate di carburante conservate a bordo.

12.07 – Stando alle ricostruzioni degli inquirenti, quando nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 gennaio Costa Crociere ebbe notizia del danno allo scafo, si mise in contatto con la società Ilma Sub per allertare i suoi responsabili sulla possibile necessità di intervento sulla nave. Questo indicherebbe che nei primi momenti dopo l’urto con lo scoglio, Costa Crociere non era stata ancora informata debitamente sull’entità del danno alla nave (come del resto ha fatto intendere lo stesso Pierluigi Foschi, ad della società). Gli inquirenti si sono messi in contatto con la Ilma Sub per capire se la compagnia in quei momenti fosse o meno a conoscenza della gravità del danno.

11.44 – Questo filmato mostra schematicamente come potrebbe avvenire il recupero della Costa Concordia, ora inclinata su un fianco a pochi metri di distanza dalla costa dell’isola del Giglio. Come hanno spiegato gli esperti negli ultimi giorni, la soluzione ideale comprende tre fasi: la riparazione dello squarcio sullo scafo causato dall’impatto con gli scogli, il sollevamento del lato sommerso della nave con casse o palloni pieni d’aria e infine il rimorchio della Costa Concordia verso il cantiere. Non è ancora chiaro se il relitto possa essere recuperato e reso nuovamente operativo.

11.34 – Come aveva annunciato nei giorni scorsi, la procura di Grosseto ha depositato questa mattina presso il tribunale del riesame di Firenze il ricorso contro la decisione di mettere Francesco Schettino agli arresti domiciliari. Per il comandante della Costa Concordia, la procura chiedere la custodia cautelare in carcere.

11.24Qui trovate le foto raccolte in questa settimana dal Post sul naufragio della Costa Concordia.

11.18 – Il governo ha confermato che il Consiglio dei ministri di ieri ha deciso lo stato di emergenza per il naufragio della Costa Concordia nei pressi dell’isola del Giglio.

10.47 – Smit Salvage è la società olandese incaricata di mettere in sicurezza il relitto della Costa Concordia. L’azienda ha da poco comunicato di aver terminato la fase uno dell’operazione “Bunker”: intorno alla nave sono state disposte tre barriere assorbenti concentriche, che dovrebbero trattenere il carburante nel caso di una sua fuoriuscita accidentale dai serbatoi della Costa Concordia. A bordo ci sono 2.400 tonnellate di olio combustibile contenuto in 23 serbatoi.

10.47 – L’UTMEA, unità tecnica dell’ENEA che sostiene le innovazioni nella gestione ambientale e lo sviluppo di tecnologie per lo sviluppo economico sostenibile, ha realizzato questa animazione che mostra le correnti superficiali (fino a cinque metri di profondità) del mare nella zona dell’Isola del Giglio e dell’Argentario. La previsione è stata eseguita ieri, 20 gennaio. L’incrocio delle due linee bianche indica il punto dove si trova la Costa Concordia.

10.25 – I sub hanno effettuato un altro importante ritrovamento sul relitto della Costa Concordia ai fini delle indagini. Hanno trovato l’hard disk sul quale venivano registrati i video del circuito di telecamere di sicurezza della nave nella zona della plancia di comando. Se i dati saranno ancora leggibili, si potrà ricostruire dove si trovava il comandante Francesco Schettino nei momenti precedenti al contatto con gli scogli e durante le operazioni di avvicinamento della nave all’isola del Giglio.

10.15 – Le ricerche in queste ore si stanno concentrando sul ponte 5 della Costa Concordia, dove secondo i responsabili delle ricerche potrebbero trovarsi molti dei dispersi non ancora ritrovati.

10.11 – I sommozzatori che si occupano delle ricerche a bordo della Costa Concordia devono affrontare molte difficoltà. La visibilità all’interno del relitto è minima perché l’acqua è intorbidita da detriti e polveri della nave. Alcune aree sono pericolanti e potrebbero crollare, ostruendo le vie di fuga.

10.05 – Da alcuni giorni circola questo video, che mette insieme le immagini dal Giglio del naufragio della Costa Concordia.

09.55 – Ieri il legale di Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia, ha annunciato ricorso al tribunale del riesame contro la decisione di mettere il suo assistito agli arresti domiciliari. Secondo il legale, Bruno Leporatti, non ci sono particolari esigenze cautelari per chiedere i domiciliari.

09.52 – Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia, è stato anche accusato di aver abbandonato prematuramente la nave quando c’erano ancora diverse centinaia di persone da soccorrere ed evacuare. Davanti al giudice per le indagini preliminari, Schettino ha respinto l’accusa spiegando che cosa fece in quelle ore:

Non ho abbandonato la nave. Sono rimasto sullo scoglio dove mi ha trovato il comandante dei vigili del Giglio. Ero perfettamente riconoscibile perchè indossavo la divisa. Quando i vigili mi hanno proposto di trasferirmi al porto mi sono rifiutato e gli ho detto che volevo restare lì finche l’emergenza non fosse finita.

09.49 – Le squadre di ricerca hanno aperto alcuni nuovi varchi sul ponte 5 della Costa Concordia: serviranno per rendere più agevole l’ingresso a bordo per continuare le ricerche dei dispersi.

09.37 – La versione raccontata dal comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, potrà essere verificata nei prossimi giorni quando i tecnici della procura di Grosseto si occuperanno dei dati contenuti nella cosiddetta “scatola nera”. Per estrarre le informazioni dalle diverse strumentazioni che rilevano posizione e movimenti della nave sarà comunque necessario del tempo: servono software particolari e le parti hanno la possibilità di nominare loro periti, cosa che potrebbe rallentare le operazioni.

09.33 – Foschi fa riferimento alle prime comunicazioni che Francesco Schettino inviò all’ufficio centrale di Costa Crociere, e in particolare al responsabile dell’unità di crisi della società. Stando alla ricostruzione fornita davanti al giudice per le indagini preliminari, Schettino comunicò di “aver fatto un guaio”:

C’è stato un contatto con il fondale. Ho fatto un guaio, sono passato troppo sotto costa.

Al gip, Schettino spiegò anche che cosa face nei minuti dopo l’impatto:

Ho messo la barra a dritta, dopo l’urto, per tenere in assetto la nave. I timoni? Quelli funzionavano. Poi però, quando ho visto che i motori non rispondevano più, ho messo la barra a sinistra: 10 gradi, 20 gradi. Ho fatto questa manovra per due motivi: per rallentare il movimento di Costa Concordia e per impedire che si allontanasse dall’isola del Giglio.

09.23 – I giornali di oggi si occupano degli ultimi sviluppi dell’inchiesta e riportano le parole di Pierluigi Foschi, amministratore delegato e presidente della Costa Crociere, sulla condotta del comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, nella notte del naufragio tra il 13 e il 14 gennaio:

Schettino non ci ha detto la verità. Non l’ha detta né a noi né all’equipaggio, che non ha così potuto dare una corretta informazione ai passeggeri. Quanto detto dal comandante nella conversazione delle 22.05, purtroppo, ci è stato confermato non corrispondere verità. Lo abbiamo appreso non dal comandante Schettino, e comunque troppo tardi.

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È passata una settimana dal naufragio della Costa Concordia nei pressi dell’isola del Giglio e da allora proseguono le ricerche per trovare le persone ancora disperse. Dopo diverse ore di sospensione delle operazioni a bordo, a causa del brutto tempo e dei continui movimenti del relitto, nella notte i sommozzatori e le altre squadre di recupero hanno ripreso a lavorare intorno alla nave per provare a identificare e recuperare i 21 dispersi. I morti fino a ora accertati sono 11.

Per oggi è previsto l’intervento di un gruppo di sei ricercatori dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (Ogs) di Trieste all’isola del Giglio. Hanno il compito di effettuare rilievi al di sotto della chiglia per verificare struttura e resistenza della parte di costa sulla quale è appoggiata la nave. La Costa Concordia ha dei costanti, e minimi, spostamenti stimati intorno ai 5 – 10 millimetri all’ora. Il timore è che un moto ondoso più intenso possa far smuovere il relitto, facendolo scivolare verso una zona molto più bassa del fondale, che lo farebbe inabissare completamente.