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L'FBI ha chiuso Megavideo
— Internet

L’FBI ha chiuso Megavideo

E anche Megaupload, tra i più popolari siti di file-sharing al mondo

20 gennaio 2012

L’FBI ha chiuso i siti Megaupload e Megavideo, due delle più popolari e usate piattaforme di file sharing al mondo. Secondo le autorità, la società fondatrice dei siti, Megaupload Ltd, con sede a Hong Kong, ha guadagnato oltre 175 milioni di dollari da attività criminali e provocato perdite per oltre mezzo miliardo di dollari ai detentori dei diritti d’autore. Le autorità hanno anche disposto l’arresto di quattro impiegati dell’azienda a Auckland, in Nuova Zelanda, con le accuse di violazione del copyright e riciclaggio di denaro. Tra loro c’è Kim Schmitz, cittadino tedesco di 37 anni, fondatore e fino allo scorso anno CEO di Megaupload. Schmitz è un ex hacker e in passato è stato arrestato per per furto di dati bancari, insider trading e appropriazione indebita, e condannato per frode informatica e ricettazione. Ai quattro è stata negata la libertà su cauzione durante una breve udienza a Auckland. Altri arrestati e incriminati sono residenti in Germania, Slovacchia, Estonia e Olanda.

Megavideo era usatissimo online soprattutto per guardare in streaming film e serie tv caricate illegalmente: il sito permetteva di vederne gratis i primi 72 minuti, e chiedeva poi una registrazione a pagamento per proseguire (il blocco era facilmente aggirabile). Megaupload permetteva agli utenti di caricare e scambiarsi file anche di grosse dimensioni, e secondo l’accusa l’intero sistema era stato intenzionalmente creato allo scopo di invitare gli utenti a condividere file molto popolari, spesso coperti da copyright come film e serie tv. Le autorità dicono di essere in possesso di email aziendali e documenti a prova di queste intenzioni. Secondo le accuse, Megaupload ha guadagnato oltre 110 milioni di dollari in cinque anni grazie ai pagamenti degli utenti effettuati con PayPal. Le autorità stanno sequestrando i fondi a disposizione della società, nonché alcuni beni di proprietà dei suoi fondatori e dirigenti, tra cui una Maserati del 2010, una Rolls Royce del 2008 e un numero imprecisato di Mercedes. Ira P. Rothken, avvocato di Megaupload, ha detto che le accuse sono inconsistenti e la società si difenderà”. Un messaggio apparso su Megaupload prima che il sito venisse chiuso affermava che “la grande maggioranza del nostro traffico ha a che fare con contenuti legali. Siamo qui per restare”.

Alla chiusura di Megaupload è seguita un’ondata di attacchi da parte del gruppo hacker Anonymous, che ha reso irraggiungibili per alcune ore molti siti, tra cui quello della stessa FBI e quello del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Giovedì, mentre negli Stati Uniti era sera e in Italia era notte fonda, il Dipartimento di Giustizia ha scritto su Twitter che aveva riscontrato “un significativo aumento di traffico e attività sul sito”, fino a renderlo irraggiungibile. Le autorità stanno indagando sull’accaduto. Tra i siti presi di mira ci sono anche quelli della Universal Music e di molte major americane.

L’FBI ha detto che la scelta di effettuare adesso l’operazione Megaupload non è collegata al dibattito in corso in questi giorni negli Stati Uniti sulle leggi proposte al Congresso per difendere la proprietà intellettuale, il SOPA e il PIPA. Un funzionario ha detto che gli arresti sono stati condotti seguendo le raccomandazioni delle autorità neozelandesi. Mercoledì la versione in inglese di Wikipedia e molti altri siti Internet avevano oscurato le loro homepage per contestare i progetti di legge, che limiterebbero esageratamente la libertà degli utenti su Internet e la libertà di parola. Il giorno dopo le proteste, i due progetti di legge hanno perso un numero significativo di sostenitori. Sia l’amministrazione Obama che tutti i candidati repubblicani in corsa per la Casa Bianca si sono detti contrari alle leggi in discussione al Congresso.

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30 Commenti

  1. randolphcarter

    Sono curioso di vedere come si svolgerà il processo!
    Questa è un’azione puramente dimostrativa, in giorni che per coincidenza sono politicamente molto intensi su questo fronte…
    http://www.rojadirecta.org/

  2. Giaccoxxx

    http://109.236.83.66/
    Anonymous sta rimettendo in piedi Megaupload.
    Stanno dando battaglia mentre in giro si dice che Megaupload sia solo il primo ad andare giù e che presto toccherà a tutti gli altri.

  3. korha

    Pagherete tutto, pagherete tutti….
    Su questo punto Murdoch e’ stato piuttosto chiaro.
    In ogni caso e’ vero che su mega…. Si poteva trovare di tutto e di piu’.

  4. giannigipi

    Merda. Quindi sono costretto a comprarmi il dvd del mio film?!! Maledetti bastardi.

  5. amedeonaspighi

    Vado a comprarmi una zappa.( chi ha orecchie..intenda)

  6. randolphcarter

    Come segnala Attivissimo ( http://goo.gl/c1edf ) ecco le motivazioni ( http://goo.gl/1eR0u ).
    Sono accusati fra l’altro di riciclaggio, estorsione (???), violazione del copyright, comportamento commerciale scorretto…
    Hanno “manipolato la percezione dei contenuti disponibili sui propri server” per esempio non fornendo uno strumento di ricerca; ed in caso di richieste di eliminare materiale protetto da copyright “disattivavano un unico collegamento al file, lasciando il contenuto illegale deliberatamente ed ingannevolmente perfettamente disponibile a milioni di utenti per l’accesso attraverso uno qualsiasi dei molti collegamenti duplicati disponibili per quel file”.
    E li metti in galera per questo? Oscuri il sito? A me non sembrano comportamenti criminali, semmai truffaldini, da multa dell’antitrust…

  7. chip

    Da un po’ di tempo ero assiduo di Megavideo, soprattutto con le nuove uscite; guardavo gli ultimi film e mentre gli guardavo mi sentivo un bastardo. Ma le persone di cui mi fido mi dicono che non è tollerabile che chiudano questi siti, ed io mi fido di loro; però con tutta la buona volontà continuo a non capire perché non debbano chiudere.

  8. balthazar

    Questi siti fornivano abbonamenti per scaricare in modo efficiente contenuti acquisiti senza averne i diritti. In altre parole, ci guadagnavano (e, da quel che si riporta, alla grande). Cosa che li mette su un piano ben diverso da chi condivide contenuti mediante p2p come emule, dove non c’è fine di lucro. Di nuovo in altre parole, la denuncia ci sta tutta.

  9. ch3m

    Megaupload forniva un servizio (storage) e chi voleva pagava per quel servizio. Chiuderlo perchè una parte di esso (anche grande) lo usava per violazione di copyright è un precedente grave: non vedo perchè Dropbox, per dirne una, non dovrebbe fare la stessa fine.

    In ogni caso non contesto il fatto che venga applicata la legge, comunque, contesto proprio la legge… anzi, il principio che vi sta alla base.

    Ricordo a tutti che c’è torrent, filestube e una miriade di altri metodi. L’importante è continuare a non acquistare DVD (specie dagli sponsor industriali di queste azioni).

  10. ermedusa

    Era solo questione di tempo. Da una parte sono anche d’accordo, giusto che si paghi qualcosa. Ma se vediamo le alternative legali, in Italia credo solo iTunes, i prezzi sono semplicemente ridicoli. Il noleggio costa piu di quanto pagheresti lo stesso servizio nel mondo reale mentre Megavideo offriva un prezzo ragionevole (ripeto RAGIONEVOLE, non basso o irrisorio o bla bla bla).

  11. cachorroquente

    Se ci fosse un modo legale di vedere le serie TV americane in lingua originale, pagando un prezzo che non sia quello assurdamente alto dei cofanetti di DVD, sarei disposto a pagarlo.

    Se invece devo aspettare che vengano trasmesse sulla TV italiana con doppiaggi di qualità improponibilmente bassa, in orari in cui magari sono al lavoro o a fare l’aperitivo o a farmi i cazzi miei, mi spiace ma continuo a scaricarle illegalmente.

    Il metodo di fruizione dei prodotti multimediali è cambiato irreversibilmente, non è chiudendo un sito o un altro che si tornerà indietro. Il cinema sopravviverà, credo, alla digitalizzazione (anche se anche là sopporto i doppiaggi sempre di meno); l’home video sinceramente non penso.

  12. tobuto

    Se ci fosse un modo per avere cinture di Hermes legalmente al prezzo che voglio io le comprerei, altrimenti mi dispiace ma mi sento in tutto il diritto di rubarle.

  13. Ho dei file MIEI, personali e LEGALI su Megaupload che uso per condividerli con i miei amici, ma ripeto sono MIEI, e LEGALI.
    Avessi soldi (tanti) e tempo denuncerei l’FBI per interruzione di servizio pubblico. Non vedo perchè io che ho pagato e lo uso per scopi leciti debba subire questi disagi per cose che non ho commesso.

  14. Franz Bertani

    È un prezzo ragionevole come il prezzo dei Moncler “caduti dal camion”. Non mi sembra si possa definire ragionevole un prezzo applicato ad una merce di cui non detieni i diritti di vendita o distribuzione, fosse anche 1€.

  15. cachorroquente

    @ Tobuto: “Se ci fosse un modo per avere cinture di Hermes legalmente al prezzo che voglio io le comprerei, altrimenti mi dispiace ma mi sento in tutto il diritto di rubarle.”

    Se io compro una cintura di Hermes (qualsiasi cosa essa sia) e la presto a due, o cinque, o quindici amici evidentemente esercito un mio diritto. Se organizzo un servizio in cui i possessori di cinture di diverse marche possono scambiarle tra di loro, o (per utilizzare esempi più calzanti) apro una libreria che vende libri di testo usati per le scuole, non faccio nulla di illegale.
    Dirai: è diverso perchè un libro lo può leggere solo una persona contemporaneamente, un file può essere duplicato milioni di volte. Appunto, è per questo che la tua argomentazione è debole.

    Il mercato dell’audiovisivo è evidentemente in ritardo sulla tecnologia. Non è colpa mia.

  16. hardeyes

    Vorrà dire che si tornerà a fare vero p2p. Io non ho mai usato megavideo, megaupload l’ho usato ogni tanto, mentre non ho mai smesso di usare torrent e il caro vecchio mulo. Viva la condivisione e al diavolo chi vuole lucrare sul file sharing.
    Mi viene anche da ridere ripensando a quei bimbiminkia schiavi del tutto subito, che davano dei dinosauri relitti del passato a chi diceva che era meglio restare su emule e torrent, perché la pacchia dei cyberlocker può durare fino a che altri non decidono di passare alla fase cyberlock out.

  17. lorenzom

    se apro una libreria dove vendo libri di testo per le scuole fotocopiati però faccio qualcosa di illegale…
    tante motivazioni si possono trovare, tutto si può migliorare ma sempre un furto rimane, poco importa se fatto in buona compagnia e i derubati sono “cattivi”

    mi sembra quelli che il giorno del blocco del traffico prendono la macchina lo stesso perchè non si può limitare la libertà e il problema sono gli impianti di riscaldamento

  18. plato

    la cara fbi ha dimostrato l’efficacia delle leggi americane contro la “pirateria”. il messaggio è chiaro: “il sopa non serve, possiamo agire senza leggi speciali”

  19. tobuto

    @cachorroquente:
    Banalmente quando compri qualcosa, DVD o cintura, compri il diritto a utilizzarlo, volendo anche a prestarlo, non a duplicarlo. Quello puoi anche comprarlo, ma costa un po’ di più.

  20. lozio

    Ma se rende, perché le major non se ne fanno uno uguale anche loro? Ci fosse un MegavideoFandango, per dire, mi ci abbonerei subito.
    Così, è come se chi vendeva ghiaccio avesse combattuto l’invenzione dei frigoriferi.

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