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— ilcaso

Enrico Letta sulle primarie per le liste elettorali

20 gennaio 2012

Goffredo de Marchis di Repubblica ha intervistato Enrico Letta alla vigilia dell’Assemblea nazionale del Partito Democratico e gli ha chiesto, tra le altre cose, cosa farà il PD se dovesse fallire il confronto con il PdL per cambiare il Porcellum. Letta ha risposto che:

«In questo caso il PD la sua scelta l’ha fatta da tempo. Nel documento dell’ultima Assemblea nazionale è scritto chiaramente che noi faremo le primarie per le liste elettorali»

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6 Commenti

  1. totoro

    Io le primarie le farei in ogni caso, però questo di Letta mi pare un passo avanti: e adesso mettetemi pure in croce.

  2. brago

    E’ sicuramente un buon modo di aggirarer la legge. Guarde tè se un partito deve aggirare una legge!
    “La sospensione della democrazia” in Italia è avvenuta ben prima del governo Monti.

  3. oblomov

    vediamo cosa farà di pietro…non può essere da meno del PD.

  4. brago

    Di Pietro ha un disperato bisogno che qualcuno gli scelga i candidati, perchè se lo fa lui combina solo disastri!

  5. wiz.loz

    @Totoro: non ti metto in croce, ti chiedo perché Letta ti pare un passo avanti. A me invece, così a pelle, sembra una persona un po’ viscida e calcolatrice, in continuità con l’attuale pessima classe dirigente… insomma non il nuovo PD che vorrei.

  6. totoro

    @Wiz.loz: il passo avanti sta nell’atteggiamento. Se destra e centristi bloccano la nuova legge elettorale e ci costringono a un’altra tornata di “porcellum”, bene: il PD può usare le primarie per fare liste di candidati migliori di quelle che verrebbero fuori da accordi interni tra dirigenti. Saranno poi gli elettori a giudicare.
    Che poi lo dica Letta, uno che sull’argomento primarie è sempre stato tiepido e reticente a dir poco, mi sembra un altro buon segno.
    E in generale, non approvo l’adesione senza condizioni a un partito perché altrimenti -appena quel partito stesso fa qualcosa di sbagliato- si cade dalle nuvole e ci si chiede “ma che razza di mostro ho sposato?”. Capisci quel che voglio dire? Ci farebbe comodo a tutti un po’ di pragmatismo (o chiamala anche disillusione, se vuoi), di questi tempi.

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