Roberto Saviano ha scritto un atto d’accusa – così lo definisce lui stesso – rivolto direttamente all’onorevole Nicola Cosentino, per il quale la Camera ha negato ieri l’autorizzazione all’arresto.
Non tiri un sospiro di sollievo, Onorevole Cosentino, trattenga ancora il fiato. Non creda che questa congiura dell’omertà che si è frapposta tra lei e le richieste della magistratura, possa sottrarla dal dovere di rispondere di anni di potere politico esercitato in uno dei territori più corrotti del mondo occidentale. Non tiri un sospiro di sollievo, Onorevole Cosentino, perché quel fiato non dovrà usarlo solo per rispondere ai giudici. Il fiato che risparmierà lo deve usare per rispondere a chi ha visto come lei ha amministrato - e lo ha fatto nel peggiore dei modi possibile - la provincia di Caserta, plasmando una forma di contiguità, i tribunali diranno se giudiziaria ma sicuramente culturale, con la camorra.
Onorevole Cosentino, per quanto ancora con sicumera risponderà che le accuse contro di lei sono vacue accuse di collaboratori di giustizia tossicodipendenti. I pentiti non accusano nessuno, dovrebbe saperlo. I pentiti fanno dichiarazioni e confessioni; i pm ne riscontrano l’attendibilità ed è l’Antimafia a formulare l’accusa, non certo criminali o assassini. Lei, ribadisco, non è accusato da pentiti, lei è accusato dall’Antimafia di Napoli. Ma anche qualora i tribunali dovessero assolverla, lei per me non sarebbe innocente. E la sua colpevolezza ha poco a che fare con la fedina penale. La sua colpa è quella di avere, per anni, partecipato alla costruzione di un potere che si è alimentato di voti di scambio, della selezione dei politici e degli imprenditori peggiori, il cui unico talento era l’attitudine al servilismo, all’obbedienza, alla fame di ricchezza facile. Alla distruzione del territorio.
(continua a leggere su Repubblica.it)




La responsabilità politica è una cosa, al responsabilità penale è un’altra. Sulla prima chiunque può dire la sua e attaccare chiunque anche senza pezze d’appoggio (come fa spesso Saviano), per la seconda servono prove concrete. E in ogni caso il parlamento non ha deciso su questo, bensì sull’arresto. Personalmente trovo la sicumera e i toni di Saviano piuttosto sgradevoli, tra l’altro non è obbligatorio farci sapere ogni volta la sua profonda verità su questo e quello.
Posso suggerire un link de sinistra?
http://ilviziodellamemoria.splinder.com/post/23154790/gomorra-e-unimpostura-perche
Quanto fiato sprecato nei vostri commenti, e quante parole scritte senza conoscere la realtà dove Cosentino ha operato.
Per favore zitti nel rispetto di chi in quella terra ci vive ancora, zitti nel rispetto di chi è morto per difendere la propria terra, zitti perchè le vostre parole non conoscono la realtà ed infatti attaccate Saviano, ma non i fatti di cui egli parla.
Ecco, RO55MA ha espresso in una frase cosa del pensiero di Saviano mi fa rabbrividire: “L’allucinante è che siccome il GrandeSaviano spiega che non lo ritiene colpevole penalmente ma solo politicamente, per questo motivo, andavano concessi gli arresti.”
Tutte le volte che qualcuno fa un ragionamento basandosi su una responsabilità non giuridica ma morale, politica, culturale (sic!), etica… e ne trae poi conclusioni tipiche della responsabilità giuridica (la sanzione), mi fa venire i brividi. Si aggiunga poi che in questo caso della effettiva responsabilità non dovrebbe fregare a nessuno, ma bisognerebbe badare soltanto al pericolo di fuga, inquinamento delle prove e reiterazione del reato, e si ha un quadro dell’orrore del ragionamento di Saviano.
Ma l’incubo raggiunge il culmine con @artikid, che in sostanza dice che visto che l’Italia è una “democrazia menomata da inciuci con la criminalità organizzata” dovrebbero venire meno i principi giuridici tipici di uno stato liberale (tipo essere giudicati solo sulla responsabilità giuridica e non su quella culturale e non finire in carcere senza processo, salvo in casi straordinari).
La responsabilità politica è una cosa, quella penale è un’altra.
I piani di discussione e gli eventuali rimedi, in democrazia, sono diversi, punto.
Ancora: stiamo parlando di carcerazione preventiva; se sia necessaria o meno ai fini di poter celebrare il processo.
@ RO55MA: nessuno ha asserito che Cosentino andava arrestato proprio per quei motivi politici. Semmai andava arrestato perché ci sono dei magistrati che hanno indagato e hanno ritenuto di dover inoltrare la richiesta.
Che poi si sia partiti da tale richiesta per arrivare a riflettere sulla sua responsabilità politica, è un altro discorso (che d’accordo, Saviano tende a confondere col primo, ma che tu -posso darti del tu?- confondi ancor di più).
Lascerei da parte la disputa sul tono, la presunzione, la simpatia o l’antipatia dello scrittore. Quello che a me colpisce e rattrista è la dimostrazione di quanto sia ancora potente la camorra in Italia. Chi conosce le cose della campania e il rapporto che spesso si crea fra camorra imprenditoria e politica sa di cosa è “colpevole” Cosentino, e ce lo spiega bene Saviano. Anche i deputati, non possono non sapere. E se la maggioranza ha deciso di negare l’autorizzazione a procedere, vuol dire che hanno avuto paura. Ieri c’è stata la dimostrazione di come funziona, e di chi, quando vuole, comanda nel parlamento Italiano.
faccio un riassunto:
che Cosantino sia colpevole o no, adesso e’ ininfluente.
Se il processo lo stabilirà colpevole, forse andrà in galera.
C’è pericolo di fuga, reiterazione del reato, inquinamento prove?
(Incidentalmente, dico che per me e’ PALESE che ciò non è.
Quindi per me bene hanno fatto i parlamentari a cosi’ votare.)
Saviano nel suo articolo avrebbe dovuto spiegare perche’ secondo lui c’e’ pericolo di fuga, di reiterazione del reato, di inquinamento prove.
E invece dice: Cosentino sei colpevole politicamente, quindi dovevi essere in galera.
Mi pare che su questo sunto possiamo essere tutti d’accordo.
Vedo che i detrattori si stanno sbizzarrendo… per difendere un casalese poi.
Olè un po’ più in giù nella scala evolutiva.
@ Dales, ma perche’ di tutti i politici che in centocinquant’anni hanno governato la Campania, la summa di tutti ii mali è solo Cosentino, mentre i principali, più famosi e potenti politici campani invece sono dei santerelli?
Perche’ questo strabismo, questo giudizio anticipato. Davvero crediamo ancora che il carcere preventivo sia sempre stato giustificato, in Italia. Davvero crediamo ancora a Woodcock?
@Akiro
potresti fare qualche nome e qualche critica nel merito?
Quello che sconcerta è l’abissale e disinvolta ignoranza che questo Saviano sbandiera con impudenza. Nelle sue frasi travolge tutto il nostro ordinamento sulla base del principio apodittico che “lui sa”, che coincide spesso con il principio che “lui vuole” e che si accompagna alla conclusione che “quindi è giusto”. Tutto questo, ben inteso perché lo vuole “il popolo” insieme a lui.
Beh, questo è nazismo della migliore specie. La filosofia del diritto nazista si basa tutta su questi passaggi.
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Accanto a questo è lercio l’argomento del “non è accusato dai pentiti ma dall’Antimafia”. Le accuse sono provate solo ed unicamente sulle dichiarazioni dei così detti pentiti? Se sì allora la “scorciatoia” che le accuse sono dei pentiti non è troppo sbagliata ed è legittimo fare notare l’errore solo nella misura in cui si adotta un rigore teoretico e linguistico da cui Saviano mi pare lontano mille miglia visto che sorvola bellamente sulle ragioni che porterebbero Cosentino in carcere (prima del processo), sorvola sul fatto che non è stato sottratto ai pubblici ministeri (a quali non appartiene come si fa notare), e si sorvola persino sul fatto che la detenzione cautelare non si basa su una presunzione di colpevolezza.
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Se Saviano cominciasse a studiare forse farebbe bene non solo a lui, ma anche al clima della pubblica opinione.
@ 1UIGI: non mi pare che dica “sei colpevole politicamente, quindi dovevi essere in galera”.
Semmai, volendo prestarsi a questo gioco delle sintesi incredibilmente sintetiche, potremmo sostenere che dica “non sei stato arrestato, ma ricorda che verrai processato, e in ogni caso per me sei responsabile di come hai amministrato”
Sintesi per sintesi:
“vergognosamente, siccome il parlamento è per maggioranza fatto di camorristi, non sei stato arrestato, ma ricorda che verrai processato, e in ogni caso tu e solo tu nella storia della Campania per me sei responsabile di come hai amministrato, e qui di seguito descrivo numerose illazioni e detto/non detto”
Ma perché stupirsi tanto…si era capito da tempo a quale gioco giocava Saviano, e precisamente da quando sostenne che la Lega era collusa con la mafia e che Falcone era stato ostracizzato dai soliti cattivoni di destra. Un altro giornalista con l’elmetto. Un altro giornalista di Repubblica.
@1luigi. Per me, e credo dovrebbe esserlo per tutti, se uno fa una cosa che considero immorale o sbagliata, non c’è colore che tenga. Due difetti non fanno una virtù. Saviano ti ha citato Bassolino, come esempio di uno cha ha scambiato consenso con legalità. Se non ti offendi potrei copiarti e finire chiedendoti: ma ancora credi che esista una differenza fra destra e sinistra?
@IDROCHINONE:
- “nessuno ha asserito che Cosentino andava arrestato proprio per quei motivi politici”
Lo ha fatto Saviano e lo spiegato molto bene.
- “Semmai andava arrestato perché ci sono dei magistrati che hanno indagato e hanno ritenuto di dover inoltrare la richiesta”
Non è un problema se lo pensi tu, il problema si pone se credi che quello avrebbe dovuto essere il motivo per i parlamentari; loro dovevano decidere se c’era fumus e/o se c’erano esigenze per l’arresto (fuga o reiterazione) e nessuno (in Parlamento) l’ha fatto; se l’esigenza dell’arresto fosse implicita, nella richiesta dei magistrati, SI RENDEREBBE ASSOLUTAMENTE INUTILE LA RICHIESTA, si limiterebbero a notificare al Parlamento che il parlamentare pincopallo và arrestato, punto.
Un ultima cosa. Se fai dire a Saviano “non sei stato arrestato, ma ricorda che verrai processato, e in ogni caso per me sei responsabile di come hai amministrato” cosa vuol dire? Che la responsabilità politica di una cattiva (non illegale) amministrazione non va scontata alle elezioni, ma in tribunale…?
1. E’ chiaro che Saviano parla di responsabilità politica di Cosentino e non di responsabilità giuridica.
2. La misura cautelare era stata disposta da un GIP, su richiesta di due PM, con un provvedimento in cui il giudice spiega le ragioni della sua decisione in 198 (centonovantotto!) pagine di motivazione.
3. La Camera è stata chiamata a verificare che dietro al provvedimento del GIP non si nascondesse una volontà occulta del potere giudiziario di condizionare il potere legislativo (c.d. fumus persecutionis).
4. Invece la Camera ha (ancora una volta) trasformato una sua tutela in un suo privilegio, almeno da quanto scrive F. Facci su IlPost, perchè non ha valutato la sussistenza del fumus persecutionis alla luce della richiesta del GIP, ma ha semplicemente messo sulla bilancia la spada di Brenno (L. Barani, citando lo pseudo-Brecht, ha involontariamente chiarito il concetto: se i parlamentari non aiutano i loro colleghi indagati, domani qualcuno verrebbe a prendere loro e non ci sarebbe nessuno a salvarli!). Credo che a questo Saviano pensasse quando ha scritto che Cosentino è stato sottratto ai PM.
Se qualcuno ha voglia di leggersi le 199 pagine e ragionare su cose concrete le trova qui
http://www.dirittodicritica.com/wp-content/uploads/2009/11/cosentino_ordinanza11.pdf
e qui
http://www.ilvelino.it/archivio/documenti/allegato_documento_714.pdf
@1uigi:
“ma perche’ di tutti i politici che in centocinquant’anni hanno governato la Campania, la summa di tutti ii mali è solo Cosentino, mentre i principali, più famosi e potenti politici campani invece sono dei santerelli?”
perchè di questo la procura ha indagato ed ha trovato elementi importanti? Vogliamo rimandare la pulizia tra altri 50 anni?
@idrochinone “Saviano parla di responsabilità politica”…ma fammi il piacere. Il giorno dopo il voto su Cosentino alla camera questo parlerebbe di responsabilità politica?? Mi pare fin troppo evidente dal tono e dalle parole che usa, che Saviano voglia convincere il lettore che il voto di ieri sia stato una vergogna, perché LUI lo ritiene colpevole. Che poi, nel merito, quello non avesse alcun modo di inquinare le prove, non importa.
Chessò Saviano avrebbe potuto scrivere: “Il voto su Cosentino,è stato un voto giusto, e nondimeno rimane la responsabilità politica”. Oppure: “Il voto su Cosentino è stato una vergogna perché dalle carte emerge che…”
Invece ha scritto: “Caro Cosentino, non me ne importa nulla se potevi inquinare le prove o meno. So soltanto che un parlamento di omertosi (leggi mafiosi) ti ha salvato dal carcere, ma non cantare vittoria perché verrà il tuo turno”.