Sabato 31 dicembre il Dalai Lama ha dato inizio al suo 32esimo Kalachakra, dieci giorni dedicati alla meditazione, alla preghiera e all’iniziazione dei fedeli buddhisti all’illuminazione interiore. L’evento si svolge nella città di Bodhgaya, nello stato di Bihar in India, dove si tramanda che Buddha avesse ricevuto l’illuminazione: per questo motivo è uno dei luoghi più sacri del buddhismo.
Ogni anno decine di migliaia di fedeli si riuniscono per ricevere gli insegnamenti del Dalai Lama: provengono dall’Asia, dall’Europa e dagli Stati Uniti. Quest’anno era presente anche l’attore americano Richard Gere – da anni convertitosi al buddhismo – oltre a più di ottomila tibetani. Il Dalai Lama ha accennato alla situazione del suo paese, che si trova sotto il governo cinese e gode di scarsa autonomia, a fronte di un diffuso movimento indipendentista, dicendo che il Tibet sta dalla parte della verità e che tutti i tibetani potranno approfittare delle celebrazioni per riflettere e pregare. Tutti gli hotel di Bodhgaya e delle zone vicine sono prenotati e gli abitanti dei villaggi hanno messo in affitto alcune stanze, a volte spostandosi in rifugi temporanei pur di ottenere qualche soldo in più dai turisti. Più di cinquemila persone sono accampate con delle tende. Le code per entrare nei templi e negli altri luoghi sacri durano anche cinque ore.
Kalachakra è una parola sanscrita che significa “la ruota del tempo” e indica una disciplina che fa parte del buddhismo tantrico che prevede l’insegnamento della via all’illuminazione.
























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