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La lettera di Bojan a Repubblica
— Sport

La lettera di Bojan a Repubblica

Non capita tutti i giorni che un calciatore scriva una lettera a un quotidiano: "Chiedo la possibilità di sbagliare"

7 dicembre 2011

Bojan Krkic è un attaccante spagnolo della Roma, acquistato quest’estate dal Barcellona. Bojan ha 21 anni e domenica scorsa è stato espulso, durante la partita contro la Fiorentina, per avere goffamente toccato il pallone con le mani, facendo una vera parata da portiere. Lunedì su Repubblica Gabriele Romagnoli aveva giudicato il gesto “la prova della confusione che regna nella mente dei giocatori della Roma”, frase sintetizzata nel titolo con l’espressione “bimbo confuso”. Oggi Repubblica ospita una lettera dello stesso Bojan Krkic.

Caro Direttore, io ho sbagliato. Ho sbagliato a prendere quella palla con la mano, sulla linea di porta a Firenze: ma ero in una zona di campo dove non sono molto abituato a stare e sono stato tradito dall’istinto, non volevo subire il terzo gol. Ho sbagliato a buttare la maglia. Ho sbagliato per la “bojata” e ho chiesto scusa. Ai compagni e al tecnico perché quell’espulsione ha messo in difficoltà la squadra, ai tifosi perché quel gesto potevo risparmiarmelo. Ma è stato solo per la rabbia, non c’era niente altro: dovevo sfogarmi perché mi ero reso conto della cazzata che avevo fatto e perché sentivo di non riuscire a dare alla Roma il massimo. La maglia era la prima cosa che mi sono ritrovato per le mani.

Però chiedo anche la possibilità di sbagliare senza per questo essere trattato da “bimbo confuso”. Ho 21 anni e il fatto di essere un calciatore, di guadagnare bene e di essere famoso, purtroppo o per fortuna, non mi ha fatto diventare improvvisamente adulto e responsabile. Sono un ragazzo fortunato, ma come i miei coetanei voglio avere il tempo di crescere. Rivendico le attenuanti concesse a tutti i ventenni anche se gioco a calcio. Questo sport mi dà tanto: soldi, gloria, per i tifosi sono un idolo, ma non regala saggezza o maturità. Sono sempre un ragazzo di ventuno anni, con tutti i miei pregi e i miei difetti. Non abbiate fretta, datemi il tempo di crescere. A me come a tutti gli altri giovani che giocano in A. Ci sarà tempo per massacrarci.

(continua a leggere sul sito di Repubblica)

foto: Marco Luzzani/Getty Images

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14 Commenti

  1. Finche’ Unicredit gli continua ad anticipare gli stipendi …

  2. gaetanomart

    Complimenti allo Spin Doctor

  3. Claudio

    Visto quanto ha scritto e come l’ha scritto, la letterina di Bojan io la riassumo così: “Per favore, ho già tanti problemi in questo caos chiamato AS Roma che non potete venirmi a tritare gli zebedei per una plateale maronata che ho fatto istintivamente come quando si gioca a calcetto in parrocchia. Sto già rimpiangendo la scelta di essere venuto a Roma e maledico il mio agente che mi ha consigliato di venir qui invece di andar a guadagnare di più a Londra. Avrei preferito persino rimanere a Barcellona, dove mi aspettava una comoda, calda, milionaria panchina e con gente tipo Messi e Iniesta che mi risolvevano tutti i problemi giocando 300 partite all’anno (e vincendole, pure). Qua invece siamo una manica di ventenni messi insieme alla meno peggio da un allenatore quarantenne in carriera che non ha ancora capito di non essere più nella serie B spagnola.. e quindi giochiamo da schifo. E mi tocca pure ripiegare fin sulla linea di porta per salvare il deretano a quel lungagnone d’un olandese che è pure bravo, per carità, ma siamo comunque tutti ventenni. Dai, vi supplico, adesso non venite tutti a Trigoria a ulularci e minacciarci di morte. Che abbiamo già tanti problemi… Perchè sono ricco e giovane, ma anche immaturo e sento dentro di me il peso opprimente dell’essere giovane e ricco ma immaturo. Perciò posso sbagliare anche io, anche se sono intelligente e scrivo le lettere aperte a Repubblica e sono milionario ma anche ventenne. Ed immaturo. Ah, e ve l’ho già detto che sono giovane?”

  4. callmeishmael

    Che uno a 21 anni rivendichi il diritto a non essere ancora “adulto e responsabile” mi mette tristezza.

  5. kenzokabuto

    a Dale Cooper, manco capace de scoprì chi ha ammazzato Laura Palmer sei stato capace… pensa se ce potemo fidà delle tue conoscenze finanziarie nell’ambito Roma. Il fatto che tu abbia un simile nickname fa intendere che all’epoca il mercoledì c’era chi faceva le coppe e c’era chi guardava Twin Peaks. Lascia perde e pensa a Lotito.

  6. ventitre

    Trovo che abbia sollevato una giusta osservazione: non è perchè sei sotto i riflettori che diventi adulto e/o responsabile. Che sia giusto o non giusto non considerarsi adulti, non è nostro compito stabilirlo. Intanto chi ha scritto quella lettera si è scusato, che sia o meno un ragazzino, beh almeno ha avuto il coraggio di ammettere un suo errore. Molti adulti non lo farebbero.

  7. luckyluke

    @kenzokabuto In effetti Lotito il giovedì pensa alle coppe, voi a che pensate?

  8. kenzokabuto

    @LuckyLuke Mettere nella stessa frase due parole come “Lotito” e “pensa” mi sembra piuttosto coraggioso. Comunque io il giovedì vado a vedere i monologhi della vagina. Ma non in teatro.

  9. Lewis H. Tonna

    Che è ‘sta cosa della lettera?? Le lettere non tirano più, doveva comprare una pagina intera come tutti quelli che hanno qualcosa da dire: negli ultimi mesi, se non compri una paginata solo per dire le tue banalità non sei nessuno.
    Lettera apprezzabile, comunque; concordo con CallmeIshmael, ma tutto sommato assolvo Bojan.

  10. jackzz

    Visti i numeri extracalcistici messi in campo sia dal capitano che da capitan futuro negli anni scorsi, ben passati i 20, 25, 30 e 35 anni, direi che prendersela col “bimbo confuso” (straniero, quantomeno non romano) è troppo facile e anche un po’ vigliacco.
    (se qualcuno ha memoria corta o – beato lui – non segue il calcio, ricordo le gomitate di derossi anche post mondiale 2006 e il calcione a balotelli da parte del capitano 30enne.)

  11. pbocchini

    Cioe’, sostanzialmente ha detto “Non ditemi che sono un bimbo confuso, in fondo ho solo 21 anni, quindi son solo un bimbo, e in quel momento ero solo un po’ confuso”.

  12. kenzokabuto

    @Jackzz “Il” capitano nella sua lunga carriera ha collezionato miriadi di gesti tecnici che ne hanno consacrato le sue qualità di calciatore. tanti. Convengo però con te che tra questa miriade il più apprezzabile, liberatorio, condiviso, spettacolare e sacrosanto sia stato quello di dare una pedata nel cu*o di tale Balotelli.
    Il gesto, tra l’altro indolore, che rappresentava, il riassunto perfetto di un comune pensiero tradotto fisicamente. In quel preciso momento storicocalcistico, il gesto del capitano era il gesto di ogni italiano, soprattutto se interista, nei confornti di un impertinente bimbo maleducato.

  13. ” Caro Bojan,

    ho 29 anni, sono giovane anche io, e per nulla al mondo mi sognerei di mettermi in cattedra, specialmente parlando di un mondo a me non del tutto familiare come quello del calcio.

    Tuttavia trovo davvero strano, per non dire fuori luogo, che un professionista cerchi di motivare, se non giustificare, i propri errori chiamando il causa la giovane età.

    Frasi come “datemi il tempo di crescere” per un professionista non devono esistere.

    Nessuno avrà mai da questionare sulla carica emotiva e la spensieratezza con cui vuoi vivere i tuoi 21 anni, ma scendere in campo da professionista è un’altra storia.
    Quando scendi in campo non hai età, non hai nome.
    Hai solo un colore: quello della tua squadra, e la tua squadra deve vincere.

    Un professionista, di ogni età, qualunque sia il suo lavoro o lo sport che pratica, deve avere la forza di buttare cuore oltre l’ostacolo.
    La freddezza di non cedere alla rabbia ed agli entusiasmi.

    Semplicemente perchè non è un dilettante. E’ un professionista.

    Un professionista ha un solo metro di misura delle sue prestazioni:
    il risultato.
    Tutto il resto sono chiacchiere.

    E se davvero “chiedi il tempo di sbagliare” perchè “hai bisogno di tempo per crescere”, mi chiedo se il tuo errore non sia stato piuttosto quello di aver voluto fare il professionista quando ancora non sei davvero pronto per farlo.

    Ovviamente è una provocazione. Ma costruttiva a parer mio. E necessaria.
    Perchè la linea di demarcazione tra dilettanti e professionisti sta diventando, un po’ ovunque, spesso troppo sottile. ”

    http://www.amiradapote.com

  14. @kenzokabuto: la battuta su Twin Peaks era divertente, un po’ come la Roma dell’omino Michelin DiBenedetto

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