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In Russia qualcosa si muove
— Mondo

In Russia qualcosa si muove

di Augusto Come

Cose del genere non si vedevano da anni, spiega l'inviato del Post alla manifestazione di ieri a Mosca

6 dicembre 2011

Ho saputo della manifestazione attraverso vKontakte, il Facebook russo. “CONTRO LA FARSA ELETTORALE, RESTITUITECI IL NOSTRO VOTO, RESTITUITE LA LIBERTA’ AL POPOLO”, recitava l’opuscolo online “5Dic.ru” prima di diventare inaccessibile, sul tardo pomeriggio. Il solito triste picchetto liberale, poche centinaia di persone al massimo, ho pensato. La sparuta avanguardia, spesso già di una certa età, che noti appena, recandoti al lavoro. Quel che rimane della tradizione dei dissidenti sovietici, che ha avuto il merito di mantenere acceso un lumicino di coscienza in una società in letargo ormai da anni. Ma mi sbagliavo.

Il luogo di ritrovo per protestare contro i brogli elettorali ed esigere le dimissioni di Putin è Chystye Prudy, uno dei giardini più suggestivi di Mosca. Stranamente la manifestazione è autorizzata dalla questura. All’inizio non capivo. Dov’è il gruppetto emarginato? E i vecchietti con i loro cartelli? Al loro posto c’era una marea di gente e moltissimi, moltissimi giovani.

Mosca non è più abituata a cose del genere. A una tale irruzione della politica nello spazio pubblico. 10000 persone, ecco una stima ragionevole, anche se la questura si ostina a parlare di 2000 persone. Ma nessuno ormai le crede più. Dal monumento di Gribaedov fino al celebre lago, i giardini di Chistye Prudy erano invasi da una moltitudine che si riversava fino alle strade adiacenti. Molti dei testimoni intervistati assicurano che una protesta così non si vedeva da anni. Andrey, avvocato di trentacinque anni, non riesce a celare il suo stupore. “Ho partecipato a molti picchetti fin dal 2004 [seconda elezione di Putin] ma oggi in piazza si respira un’aria diversa, non ci si sente più soli. La gente comincia veramente a non poterne più di questa classe dirigente corrotta e incompetente”. Andrey è un buon rappresentante di una nuova generazione ormai disillusa da Putin. Il grosso dei manifestanti, del resto, ha tra i 25 e 40 anni. Cantano e scandiscono slogan, senza rancore ma con fermezza e determinazione: “Putin, vattene da solo finché sei in tempo!” o “Abbasso il partito dei ladri e truffatori!”. Questa formula, inventata dal blogger e attivista Alexey Navalny, è ormai diventata popolarissima.

Due settimane fa, un ragazzino di una sperduta cittadina siberiana ha rischiato di farsi espellere dal suo liceo per aver scritto questo slogan su uno dei manifesti elettorali di Russia Unita, il partito di Putin. Si è salvato registrando di nascosto sul suo cellulare le minacce della preside. La manifestazione è stata organizzata da Solidarnost, un’associazione fondata nel 2008 da figure di spicco d’opposizione liberale e democratica. Sotto una pioggia ostinata sono intervenuti diversi rappresentati della società civile russa come Boris Nemzov, portavoce del partito extraparlamentare “Libertà del Popolo”, Evgenya Chirnikova, leader del movimento ambientalista “In Difesa del Bosco di Khimki”, e ancora giornalisti, poeti e registi. L’intervento più applaudito è stato probabilmente quello del carismatico Navalny.

La protesta si è svolta tranquillamente fino a che la folla ha cominciato a disperdersi. A causa del gran numero di persone, della massiccia presenza delle forze dell’ordine e del famigerato traffico moscovita si è venuto a creare un enorme ingorgo sul boulevard di Chystye Prudy. Non si capiva se i manifestanti cercassero di inscenare un corteo nel corso che porta verso Lubyanka, la storica sede del KGB, o se volessero semplicemente tornare a casa. La tensione è cominciata a salire ed è a questo momento che la polizia ha fermato più di 300 persone, tra cui Ilya Yashin, uno dei fondatori di Solidarnost e lo stesso Navalny. Oggi le proteste continueranno, per richiedere il rilascio delle persone in stato di fermo.

Normalmente a Mosca, in questo periodo dell’anno, si registrano temperature glaciali. Quest’inverno invece è particolarmente mite. Ieri sera non faceva per niente freddo, figurarsi, piovigginava pure. A dicembre è forse troppo presto per aspettare la primavera. Ma la manifestazione di ieri dice che forse il lungo inverno sta per finire.

foto: VYACHESLAV OSELEDKO/AFP/Getty Images

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13 Commenti

  1. wiz.loz

    Un barlume di speranza. Povera Russia, ne ha davvero bisogno… Prima lo Zar, poi i Comunisti, ora i plutocrati e Putin… I russi si meritano di meglio.

  2. hippo

    Tutto bellisismo e giustissimo e anche un po’ commovente, devo dire.
    Ma era davvero necessario menzionare “la tradizione dei dissidenti sovietici”? Io non sono addentro alle cose di Russia, per carità, ma mi sembra che la tradizione sovietica non abbia questo gran “record positivo”, in tema di dissidenti (e infatti dicono che Putin e i suoi abbiano imparato proprio nei loro anni nel KGB e affini l’approccio alle idee diverse dalle loro…).
    Sbaglio?

  3. plato

    una democrazia senza alternanza, strana… la democrazia cilena, se non erro, è stata la democrazia con la minore alternanza politica. ho idea che la russia di putin supererà il primato cileno

  4. marquinho

    Ci sono esempi più duraturi di non alternanza
    l’Italia della I Repubblica
    il Messico
    il Giappone
    Italia, Giappone, e Cile erano senz’altro democrazie più compiute di quella Russa, del Messico non saprei.
    Comunque era abbastanza buffo vedere la signora Clinton indignarsi per le irregolarità delle elezioni russe, non sapeva che queste cose si ripetono dalle presidenziali del 1996? Dov’era allora?

  5. augustocome

    @ HIPPO: la dissidenza in URSS è stato un’esperienza politica ricchissima. I dissidenti erano principalmente intellettuali, musicisti (Mstislav Rostrpovic), scrittori (come Evgenija Ginzburg e Aleksandr Solzhenitsyn), scienziati (Andrei Sakharov o Natan Sharansky). Benchè non si possa parlare di un vero e proprio movimento politico (erano per lo più “cani sciolti”), la dissidenza entra a pieno titolo nella tradizione liberale e democratica russa.

  6. dodo

    @PLATO: il problema non è che la Russia sia una democrazia senza alternanza, di democrazie del genere è piena la storia. il problema è se una democrazia dove i poteri costituiti fanno di tutto per limitare la pluralità e la trasparenza è ancora una democrazia…

  7. quandopiove

    @HIPPO: C’è una certa somiglianza tra quello che sta succedendo oggi a Ue e Russia e quello che succedeva 25 anni fa tra le due, dopo la caduta del muro di Berlino…

    http://potatopiebadbusiness.com/2011/12/06/non-ci-siamo-ancora-quasi/ Il tipo qui lo spiega male ma tant’è…

  8. quandopiove

    @HIPPO: C’è una certa somiglianza tra quello che sta succedendo oggi a Ue e Russia e quello che succedeva 25 anni fa tra le due, dopo la caduta del muro di Berlino…

    http://potatopiebadbusiness.com Il tipo qui lo spiega male ma tant’è…

  9. plato

    @dodo
    il regime democratico alterna i gruppi di potere con le elezioni, a differenza dei regimi dittatoriali. tu stai parlando di diritti, limiti, repressione, e tipi di partecipazione politica. non ho voglia di complicarmi la vita con i livelli di democratizzazione (esistono teorie sui livelli di demecratizzazione, vedi tom rush x il mulino). detto altrimenti: la tua democrazia è troppo complessa per me. io preferisco ridurre la complessità quando non è necessaria… puoi continuare a discutere di me senza di me, non mi offendo

  10. dodo

    @PLATO):
    l’alternanza non è condizione necessaria e sufficiente per la democrazia ;)

  11. hippo

    @augustocome: ma quelli che citi tu non erano “dissidenti sovietici” ma erano “dissidenti CONTRO la dittatura sovietica..l

  12. dodo

    @HIPPO:
    “sovietici” perchè cittadini dell’Unione Sovietica!

  13. augustocome

    Sisisi, esatto! Ora ho capito la causa del malinteso ))

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