Il governo ha presentato ieri un decreto legge – definito da Mario Monti “decreto salva-Italia” – che mette in atto una nuova manovra economica d’emergenza, la quinta di quest’anno per l’Italia, allo scopo di aggiustarne i conti e creare le condizioni per favorire la ripresa economica. Monti si è rivolto direttamente agli italiani dicendo che il paese attraversa un momento di gravissima emergenza ma che non mancano i motivi per avere fiducia nel futuro. Poi è passato a illustrare i vari punti del testo, insieme ai ministri Fornero, Passera e Giarda, e al viceministro Grilli. Il presidente del Consiglio ha detto che la manovra ha un saldo totale da 30 miliardi di euro lordi (20 netti): 12-13 miliardi di tagli alla spesa pubblica, 17-18 di nuove tasse. Di questi soldi, 20 miliardi serviranno per ridurre il deficit e 10 saranno utilizzati per finanziare interventi per crescita ed equità. Vediamo come.
1. Costi della politica
Le giunte provinciali sono abolite. I consigli provinciali avranno un massimo di 10 componenti – oggi sono 45 – eletti dai consigli elettivi, comunali e regionali. Tutte le cariche delle giunte provinciali decadranno il 30 novembre 2012, i dipendenti delle province saranno trasferiti in regioni e comuni. Le nuove province avranno solo funzioni di “indirizzo politico e di coordinamento delle attività dei Comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge statale o regionale”. Monti ha spiegato che non potendo abolire le province per legge ordinaria, questo era il segnale più forte che il governo potesse dare in questa direzione. Il risparmio previsto è oltre 500 milioni di euro.
Si stabilisce anche il principio della gratuità delle cariche elettive negli organi territoriali non previsti nelle Costituzione, che si considerano a titolo onorifico: si parla dei gettoni di presenza per consigli e giunte circoscrizionali, ma la norma potrebbe interessare anche organismi come le comunità montane o le autorità di bacino.
Mario Monti rinuncia ai suoi compensi da presidente del Consiglio e ministro dell’Economia. Tutti i membri del suo governo sottoscriveranno una dettagliata e trasparente dichiarazione sullo stato dei propri patrimoni, andando oltre quanto previsto dalla legge, e non potranno percepire alcun doppio stipendio.
Il numero dei membri di tutte le authority viene ridotto, quasi dimezzato. Sono invece soppresse l’agenzia per la sicurezza nucleare, l’agenzia per il terzo settore, l’agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, l’ente nazionale per il microcredito, l’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, l’ente per il turismo. Il numero dei membri del CNEL sarà ridotto da 50 a 28. Nasce invece una authority per i trasporti. Una serie di consorzi di fiumi e laghi confluiranno in un unico consorzio nazionale. ENPALS e INPDAP saranno accorpati all’INPS. Tutti gli enti che ricevono fondi dallo Stato dovranno, entro 10 giorni dall’approvazione della manovra, trasmettere i bilanci alle amministrazioni vigilanti e al ministero dell’Economia.
2. Pensioni
Dal 2012 saranno calcolate per tutti con il metodo contributivo, cioè sulla base dei contributi che i lavoratori hanno versato nella loro intera vita lavorativa, il cosiddetto montante contributivo, rivalutata sulla base di precise aliquote e tassi di rivalutazione. L’importo annuo della pensione viene calcolato moltiplicando il montante per un coefficiente di trasformazione, un numero che varia a seconda dell’età del lavoratore al momento in cui è andato in pensione.
Gli uomini potranno andare in pensione con 42 anni e un mese di contributi, o all’età di 66 anni. Le donne potranno andare in pensione con 41 anni e un mese di contributi, o all’età di 62 anni. Spariscono nominalmente le pensioni di anzianità, che saranno quindi “pensioni anticipate”: i lavoratori che decideranno di lavorare oltre le soglie, fino a 70 anni, saranno premiati da un sistema di incentivi. Sia per gli uomini sia per le donne sarà necessario un requisito minimo di anzianità contributiva di 20 anni.
L’età pensionabile diventa quindi flessibile, dai 62 ai 70 anni per le donne, dai 66 ai 70 anni per gli uomini, con un meccanismo che premia chi va in pensione più tardi. L’aumento dell’età pensionabile è temperato dall’abolizione delle finestre, che spesso rendeva necessario attendere mesi, fino a un anno, per andare in pensione, dopo il raggiungimento della soglia. La pensione verrà invece erogata il mese successivo alla maturazione dei requisiti.
Le pensioni minime e quelle alte fino a due volte il minimo, circa 950 euro al mese, continueranno a essere aggiustate in funzione dell’inflazione. Le altre no per il 2012 e il 2013, ed è descrivendo questo passaggio che ieri il ministro Fornero si è commosso.
Le nuove regole non si applicano alle persone, entro il limite di 50 mila, che maturano i requisiti odierni entro il 31 dicembre 2011, che si trovavano in mobilità alla data del 31 ottobre 2011, che sono interessati dai piani di esubero, nonché gli ex lavoratori che sono stati autorizzati ai versamenti volontari entro il 31 ottobre 2011.
Taglio dei privilegi. Oggi le aliquote di prelievo dei lavoratori autonomi sono minori di quelle dei dipendenti, 20-21 per cento rispetto al 33 per cento. La manovra innalza i contributi di commercianti, artigiani, coltivatori diretti e aziende agricole dello 0,3 per cento ogni anno per arrivare a due punti in più in percentuale nel 2018.
3. L’imposta sulla casa
L’IMU, l’imposta municipale unica introdotta dal federalismo fiscale, sarà anticipata al gennaio 2012. Saranno tassate anche le prime case: aliquota base allo 0,76 per cento, 0,4 per cento per le prime case. I sindaci potranno ridurla ulteriormente. L’imposta sarà applicata sul valore catastale degli immobili, che sarà ricalcolato secondo coefficienti rivalutati per il 60 per cento, quindi ben più alti che in passato. Ci sarà una detrazione sulla prima casa che esenterà molte famiglie, si calcola che almeno il 60 per cento di proprietari di prime case non pagherà l’IMU. L’incremento delle rendite catastali si applica ai soli fini del calcoli dell’IMU e non sull’IRPEF – che non sarà aumentata, come si era detto nei giorni scorsi – né sulle compravendite.




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@giagalle: nessuna dimenticanza, la differenza per pagare le loro pensioni la mette, da sempre, pantalone; quindi è un compromesso accettabile fra un aumento degli oneri a carico eccessivo e il continuare a far finta di nulla.
@arsenio: sarà anche interessante vedere nello specifico la proposta fiscale alle micro aziende: totale trasparenza in cambio di fiscalità minore (che in tanti ci auguriamo significhi che chi vuol tenere il banco coperto difficilmente potrà dichiarare meno entrate dei suoi dipendenti…) e poi, per favore, hai idea di qual’è la cifra a cui si chiede di rinunciare (per un anno o due, se va bene) ad ogni pensionato sopra i 900erotti euro/mese? Stiamo parlando di qualche euro di indicizzazione, che non fa piacere a nessuno; io rimetterò fra i 9 e 15 euro mese di pensione col contributivo pro rata e non lo trovo divertente, ovviamente, ma da qui a descrivere scenari da macelleria sociale… per favore.
Alo stato dell’arte a me pare un programma accettabile e sostenibile e sono convinto che molte altre cose seguiranno a breve.
@Ro55Ma: perdona la mia ignoranza, mi spieghi meglio il tuo passaggio. Sei stato un po’ troppo tecnico :)
@Giagalle: no, è un elemento pressoché irrilevante (anzi, fuorviante): ai fini della sostenibilità importa solo che (per la media di speranza di vita) quanto versato in capo a ogni lavoratore sia pari (rivalutato) a quanto questo percepisce, chi faccia il versamento non cambia il totale (e se paghi un terzo in meno i soldi disponibili per te sono un terzo in meno, se non prendi effettivamente un terzo in meno hai un privilegio che paga qualcun altro).
Inoltre il pagamento da parte del datore di lavoro è assolutamente illusorio (quindi fuorviante): sia la quota in capo al lavoratore che quella in capo al datore di lavoro fanno parte della differenza tra lo stipendio netto e il costo totale del lavoratore e alla fine si riduce semplicemente in stipendi più bassi, più o meno con lo stesso meccanismo con cui le tasse sulle banche e i petrolieri sono state subito riversate sui consumatori.
@ Ro55ma: la non indicizzazione, anche se con l’inflazione dell’era euro vale cifre piccole, è un provvedimento iniquo (a differenza di ogni altro nella manovra): si abbassano le pensioni già in essere linearmente, senza motivi, salvo la mancanza di un gettito sufficiente l’anno prossimo per pagarle tutte.
Anche se probabilmente (i dati precisi sul gettito non li conosco di prima mano) è inevitabile (e sopportabile, quantitativamente), mi pare normale che sia il punto più difficile da digerire.
@wilson: “..se non prendi effettivamente un terzo in meno hai un privilegio che paga qualcun altro”. Appunto quello che succede all’incidenza delle prestazioni sui contributi versati dagli autonomi: 120,2% contro l’85,7% del fondo dei lavoratori dipendenti o il 216,6 dell’INPDAI (tutto al netto della gestione degli interventi assistenziali e di sostegno GIAS)
Perchè quando il PD ha proposto di ritassare i soldi lavati dallo scudo fiscale tutti a prenderlo per il culo dicendo che tecnicamente non si poteva fare, mentre ora si può?
Mi sembra un’ottima manovra, non la migliore in senso assoluto perché sono diverse le mancanze [questione frequenze radio-televisive; appioppare un'aggravio superiore del 1,5% all'aliquota sui capitali scudati; tagli alla casta maggiori ecc.], ma la migliore che potesse fare un governo in carica da soli 18 giorni e che si è dovuto scontrare con l’opposizione dei partiti a molte delle misure preannunciate [come fai a prevedere una patrimoniale se il partito più grande che ti sostiene, il PDL, la boccia in modo categorico? Se l'avesse fatto, ovviamente parleremmo di dittatura tecnocratica, per la serie: qualsiasi cosa fai è sbagliata per partito preso].
Insomma, come primo atto concreto mi sembra ottimo, i sacrifici ci sono ma sono secondo me tollerabili.
“Queste manovre nulla prevedono di buono x la crescita della piccola e media impresa italiana, che da sempre regge le sorti del paese.”
leggere un commento simile dà l’idea dello squallido dibattito qualunquista vigente in Italia, in cui chiunque, senza leggere una manovra, la critica a prescindere inventandosi pure le cose.
La Deducibilità dell’IRAP sul costo del lavoro, il taglio delle imposte alle imprese che rendono trasparenti i loro bilanci [qui non riportata] e il rafforzamento dei fondi di garanzia per i prestiti a piccole e medie imprese mi sembrano misure che vanno proprio nella direzione opposta a quella indicata nel commento che ho citato. Insomma, prima leggere e poi commentare, grazie.
Capisco che l’emergenza imponeva entrate certe e immediate e non supposte come quelle che può dare la lotta all’evasione fiscale. Inoltre Monti merita sicuramente un credito di fiducia quando dice che il lavoro del suo governo non è finito qui, visto la serietà e i modi con cui si è presentato e per come sta lavorando.
Però di certo non si può negare che la manovra, per quanto spalmata su varie categorie eterogenee, di fatto risparmia ancora una volta i disonesti. Troppo blande le misure antievasione. La tracciabilità del contante portata a 1.000€ è ovviamente un miglioramento, ma è ancora poco meno di un “tana liberi tutti”. Se è vero che non si poteva far conto sulla lotta all’evasione per far cassa in questa manovra, è altrettanto vero che non c’erano comunque motivi per non cominciare da subito a mettere alle strette gli evasori con norme ben più drastiche. Che poco mi ha convinto l’argomentazione della possibile fuga dei patrimoni. Se possono scappare ora non si capisce perché non possano scappare tra 6 mesi o 1 anno. Anzi, se annunci che stai preparando norme rigorose per il futuro gli concedi tutto il tempo per fuggire con calma.
Sono d’accordo con Wilson sull’indicizzazione delle pensioni legata all’inflazione. Però penso che sia un sacrificio di piccola entità, tollerabile perché non è per quei 15/20 euro che un pensionato che prende 1000 euro al mese faticherà ad arrivare a fine mese. Per altro è, per fortuna, una misura temporanea. Per me è brutta ma digeribile.
Al momento do la sufficienza a questo provvedimento, considerando anche il poco tempo che il governo ha avuto a disposizione. Vedremo i prossimi.
Mi pare ci sia troppo conformismo, nessuno che trovi questa manovra non equa, ma a me pare che al solito si siano colpiti sempre gli stessi a iniziare da lav dipendenti e pensionati.
C’è chi dice che la mancata indicizzazione delle pensioni non inciderà, ma a parte che conta anche il segnale politico (che in questo caso è pessimo) un’affermazione del genere vorrei sentirmela fare da un pensionato non da chi non ha i suoi problemi. Da quel che so per loro anche poche decine di euro sono importanti.
Aumenta l’addizionale regionale, anche qui solo per chi le tasse le paga e le ha sempre pagate, per gli altri non cambia nulla. Ma Bruto dice che la manovra è equa e Bruto è uomo d’onore.
E l’aumento serve a intervenire sull’enorme buco nero della sanità, bene, ma chi l’ha creato il buoco nero? il lav dipendenti? i cittadini comuni? i pensionati? perchè non si vanno a toccare gli emolumenti sovradimensionati dei dirigenti e gli enormi sprechi clientelari della sanità? Ma Bruto dice che la manovra è equa e Bruto è uomo d’onore
E poi, costi della politica non si sono toccati (quella delle province è solo un palliativo), la casta è rimasta casta con tutti i suoi privilegi. Compreso quello della pensione. Insomma secondo me Bruto stavolta si sbaglia, e di grosso.
Scusa @BAKARA ma il nostro presidelconsiglio ha proprio detto così: non facciamo nessun annuncio/promessa e nessun condono ma assicuriamo gli italiani che il lavoro è appena iniziato (vedi la trasparenza fiscale per le micro imprese) ed è tutt’altro che finito.
Oltre a non fare cassa immediatamente, la (vera) lotta all’evasione farà sanguinare un sacco di famiglie e non solo degli evasori (i loro dipendenti, l’indotto che hanno creato intorno a sè, ecc.) e quando ci arriveremo non sarà una passeggiata per nessuno.
Qualcuno puo’ ricordarmi quante manovre finanziarie ha visto il 2011? Siamo alla quinta o sbaglio?
Oggi Monti presenterà la manovra al Parlamento, prima alla Camera poi al Senato, per ottenerne l’approvazione.
Il nominato da un nominato attende sostegno nella sua azione di governo dal votificio dei nominati.
@ sensocritico: la mia posizione è che sia una misura qualitativamente ingiusta, ma quantitativamente piccola.
Il Governo sostiene che fosse inevitabile (al punto che il ministro Fornero ha reagito come sappiamo nell’annunciare che non si è potuto evitarla), qualcuno sostiene (ma senza portare dati) che non sia così.
Io mi guardo bene dal criticare (non avendo dati) e pretendo da chi volesse farlo una proposta alternativa precisa e con cifre verificabili da fonti ufficiali.
@wilson
Anche a me disturba la mancata indicizzazione delle pensioni dai 960 euro in su, dicevo semplicemente che è un sacrificio tollerabile: non ho dati precisi e sarebbe utile che il Post trovasse un modo per darceli, ma con un conto molto grossolano credo che si tratti di un 25/30 euro mensili di aumenti che vengono cancellati per i prossimi due anni, che su 1000 euro non rappresentano ‘macelleria sociale’, almeno secondo me.
Il gettito che ne deriverà non saprei quantificarlo.
Poi sul resto [tagli alla Casta, frequenze radio-televisive ecc.] attendo i prossimi provvedimenti.
Un grave errore la mancata indicizzazione dai 960 euro in su, per il resto mi sembra colpisca sempre il ceto medio con le misura sulla casta molto deboli
La lotta all’evasione si potrà giudicare quando e se ci sarà, per ora è solo un bel annuncio, cosa che hanno fatto quasi tutti i governi prima d’ora (chi mai ha annunciato: noi non lotteremo mai contro l’evasione). Date le premesse (e la composizione) di questo governo credo che all’annuncio non seguiranno i fatti, ma vedremo.
@surronded: il governo dice che non si sarebbe potuto fare diversamente (il che significa che il gettito dell’INPS per il 2012 non basterebbe a pagare tutte le pensioni): ritieni che menta (e quindi potresti fornirci i dati che te lo fanno pensare) o che avrebbero dovuto prendere i soldi da un’altra parte (e allora dovresti dire quanti, da dove e come)?
ps: in un commento questo è pretendere troppo, ma se hai fatto tua l’opinione di un politico o giornalista ti chiedo: chi lo ha detto ha risposto alla mia domanda? ritieni serio parlare di “grave errore” altrimenti, in quel contesto?