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I nuovi vitalizi dei parlamentari
— Politica

I nuovi vitalizi dei parlamentari

Potrebbe essere la volta buona: Fini e Schifani hanno deciso che le pensioni di deputati e senatori dal 2012 saranno calcolate in base ai contributi versati

30 novembre 2011

Per ora è solo una decisione presa e comunicata, e le norme devono ancora essere definite e attuate: ma i presidenti di Camera e Senato hanno convenuto ieri assieme al ministro del Welfare Fornero gli interventi sul sistema pensionistico privilegiato dei parlamentari che genera cospicui costi per lo Stato ed è stato sempre più criticato dagli elettori negli ultimi anni. I dettagli del progetto sono questi.

1. il nuovo sistema entrerà in vigore dal 1 gennaio 2012, a differenza di quanto era stato annunciato nei giorni scorsi, e riguarderà anche i parlamentari attualmente in carica, “pro rata”, ovvero in proporzione al tempo su cui si attua, misto tra contributivo e retributivo.

2. il sistema di calcolo delle pensioni sarà contributivo, come per la generalità degli altri lavoratori. Finora era “retributivo”, ovvero basato su una percentuale variabile dell’indennità ricevuta e non sulla quota di contributi versati.

3. le nuove pensioni verranno ricevute dai deputati solo dopo il compimento dei 60 anni, e dei 65 se sono stati in carica per una sola legislatura. Queste soglie sono in realtà già in vigore dal 1997, ma non si applicavano sulle legislature precedenti a quella data e prevedevano la possibilità di essere anticipate in base al numero di legislature fatte (possibilità che ora sembrerebbe abolita, ma non è detto esplicitamente). Ci sarebbero almeno 200 ex parlamentari – scrive il Corriere della Sera – che ora dovrebbero aspettare quindi dieci anni in più del previsto (sempre il Corriere segnala il caso di Giovanna Melandri, che compirà 50 anni il 28 gennaio 2012, un mese dopo la decorrenza del nuovo sistema, e quello di Irene Pivetti, che li compirà nel 2013).

4. le norme saranno definite da un Consiglio di presidenza congiunto di Camera e Senato nelle prossime settimane.

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8 Commenti

  1. una goccia nel mare.
    ma pur sempre una goccia.
    HS

  2. riccardor

    Macché! E’ stato fatto? No, è stato annunciato.
    Se si dovesse dare retta agli annunci, in Italia ci dovrebbe essere il 5% di tasse, 35 tra deputati e senatori, neanche un evasore, neanche un mafioso, il PIL in crescita del 315% l’anno, famiglie con 15 figli, Ferrari per tutti (anche quello demi-sec), il fossato con coccodrilli tra Padania, Etruria, Sud.

  3. nifula

    Gutta cavat lapidem

  4. nifula

    Di chi è la borsa di Chanel da 2500 euro?

  5. kikodue

    A parer mio non dovrebbero esserci né vitalizio né, tantomeno, pensione: i denari di cui dispongono (e che sempre ci dimentichiamo di sottolineare) sono denari dei cittadini lavoratori, versati per far star bene la nazione…
    Se non sbaglio, a chi è deputato ad amministrare la cosa pubblica viene mantenuto il posto di lavoro da cui proviene, se è un lavoratore dipendente…
    Ma se credono di aver diritto alla pensione dovrebbero ammettere di essere dei lavoratori dipendenti a tutti gli effetti…
    Ah, già… il popolo sovrano… Dopo tutti, comanda lui…

    Comunque, devo ancora vedere un’ azienda che assume tramite elezioni…

    Urca, dimenticavo che è “l’azienda Italia”…

  6. @kikodue
    non ci sono solo liberi professionisti [avvocati, dentisti ecc.] in Parlamento, ma anche lavoratori dipendenti. Saranno pochi, ma quelli stanno 5 anni senza lavorare, anni che devono essere calcolati a fini previdenziali.
    Senza contare che pure i liberi professionisti dovrebbero andare ‘in aspettativa’ anziché continuare a lavorare, come invece fanno i vari Ghedini, Pecorella, Bongiorno ecc.

  7. kikodue

    @ilsensocritico
    È giusto quello che dici ma…
    Res Publica non è solo il parlamento ma ogni comune, provincia (finché restano) e regione perché lì gli amministratori sono eletti. Carica elettiva e pensione è una contraddizione in termini.
    Un cittadino eletto ad una carica parlamentare dovrebbe non poter svolgere alcuna attività “lavorativa” se non quella per la quale sia stato eletto. E se proprio volesse mantenere il piede in due staffe beh, niente compensi, serve gratis lo stato.
    Questa sera ho sentito pure che qualche ex parlamentare campa con il vitalizio.

    Mi vien da pensare che il famoso “senso dello Stato” sia andato a fare una lunga, ma veramente lunga ricreazione…

  8. dubbioso

    Non rallegriamoci troppo. Anche queste norme nascondono un “trucco” per rimpinguare le tasche dei “poltronisti” a danno di chi lavora e paga le tasse.
    La quota di stipendio accantonata per la futura “pensione” (comunque d’oro) dei nostri poltronisti passa dall’ 8% al 30%. Qualcuno potrebbe pensare : ma che bello, si riducono un po’ lo stipendio per accantonare la pensione. E invece no. Il loro stipendio rimane uguale. Il restante 22% e’ IN PIU’, pagato dallo stato, ovvero da noi.
    Siamo uno dei pochi paesi al mondo dove i cittadini eleggono non i loro rappresentanti a governare, ma i loro aguzzini.

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