Google Street View permette di girare il mondo stando fermi nella propria stanza, attraversare strade della nostra città di cui non conoscevamo l’esistenza e assistere a scene, immortalate per caso, di pura assurdità.
A differenza del progetto curato da Jon Rafman, che aveva selezionato immagini che potessero raccontare una storia e immortalare attimi di vita, la raccolta di Aaron Hobson che presentiamo qui assomiglia più a una serie di cartoline, immagini suggestive, quasi quadri. Hobson è un regista impegnato in una costante ricerca visiva, e Google Street Views è il suo ultimo progetto.
- Le cose strane che vede Google Street View
- Cartoline da Google Street View




















Ma non è più google street view. Le foto sono selezionate, editate, corretti i colori, le socature, i tagli, vignettate, c’è una precisa scelta stilista, di un uomo, che ha trasformato queste immagini. Immagino che gli originali di street non siano così evocativi.
@CHIP
tutto vero, ma sta di fatto che la base è un’immagine scattata di default. La postproduzione non sarebbe efficace se la base già non suggerisse qualcosa in modo evidente
Sono parzialmente d’accordo. Oggi grazie alla post produzione è possibile ottenere immagini decisamente emozionali, magari che non raccontano molto di un luogo o di una persona o di una certa situazione ma che hanno una atmosfera (creata artificiosamente) che ci colpisce e che fa diventare quell’immagine esteticamente interessante e densa di significati. Intendo dire che oggi grazie alla post-produzione (e quindi al lavoro di un “professionista”) anche immagini banali possono diventare affascinanti. Non è una critica, ma una constatazione (personale, ovvio!)
Non c’è l’arte in sé, ma ciò che viene proposto come tale.
Pertanto non c’è nulla di involontario.
…penso di essermi perso su quella strada di ponsworthy…o cmq era una simile nel dartmoor national park…