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  • venerdì 25 novembre 2011

Tutto il cibo che si vede nei film


Feast è stato creato due anni fa dal critico e regista Matt Zoller Seitz per il giorno del Ringraziamento.
Seitz ha selezionato “immagini di cibo e di preparazione del cibo” tratte da film a partire da “il Monello” di Charlie Chaplin (1921) fino a “Sapori e dissapori” di Scott Hicks (2007).

Nel comporre il cortometraggio, Seitz ha notato alcune cose: la prima è che “il numero di film costruiti attorno alla preparazione e al consumo di cibo è aumentato nettamente dagli anni ’80” (Seitz non parla soltanto di film che ruotano attorno alla cucina, ma anche di film con altri soggetti che contengono molte scene legate al cibo e all’alimentazione).

Uno dei motivi di questo aumento di interesse per il cibo potrebbe essere, suggerisce Seitz, il passaggio definitivo dal bianco e nero al colore. L’osservazione più interessante però riguarda il rapporto tra gli attori e le scene in cui si prepara qualcosa da mangiare:

L’atto di cucinare, forse più di ogni altro, è quello che permette all’attore di mostrare assoluta padronanza fisica e intellettuale della scena senza farlo sembrare compiaciuto o sopra le righe. Perché? Probabilmente perché mentre l’atto del cucinare ha una certa componente egocentrica e autoreferenziale (quale ottimo cuoco non è fiero della sua abilità?), preparare da mangiare per gli altri resta in ogni caso un gesto d’umiltà. Alla fine se stai cucinando, quello che fai, lo fai per chi si siederà a tavola, non per te.