A metà ottobre Google annunciò la chiusura di Buzz, il servizio all’interno di Gmail per condividere con i propri contatti messaggi e contenuti, confermando di essere al lavoro per tagliare numerosi altri servizi lanciati negli ultimi anni e che non hanno riscosso il successo sperato. La società ha da poco pubblicato sul proprio blog ufficiale un nuovo elenco di prodotti che a partire dalle prossime settimane non saranno più disponibili, nella lista compaiono alcuni servizi sui quali Google aveva puntato molto come Friend Connect e Knol, una sorta di Wikipedia, ma con controlli diversi sui contenuti pubblicati.
Bookmarks Lists
Era una funzione sperimentale per condividere con i propri contatti le liste dei siti preferiti. A partire dal prossimo 19 dicembre non sarà più possibile usarla e l’alternativa più logica sarà data da Google+, il nuovo social network della società. (Il servizio funzionava solamente sulla versione inglese di Google, quindi non dovrebbe interessare gli utenti delle versioni nelle altre lingue del motore di ricerca.)
Friend Connect
Fu messo a disposizione degli utenti a partire dal maggio 2008 e ricorda molto sistemi analoghi realizzati da Facebook e altri social network. Offre la possibilità di inserire sul proprio sito web un’area nella quale amici e fan si possono iscrivere, creando una piccola community. Friend Connect è stato uno dei primi tentativi di Google per creare un social network “decentralizzato”, ma non ha avuto il successo sperato ed è stato reso meno utile con l’introduzione di Google+. Il servizio sarà ritirato il 12 maggio 2012 e rimarrà in parte disponibile per chi ha un blog su Blogger, per gli altri c’è l’invito a usare Google+.
Google Gears
Il sistema era una estensione per alcuni browser per semplificare la progettazione e l’utilizzo delle applicazioni web. In pratica aiutava i software per navigare online a essere anche qualcos’altro per far funzionare al loro interno altri programmi anche offline. Lo scorso marzo Google annunciò di aver interrotto l’assistenza per l’estensione e ora conferma che entro fine anno non sarà più disponibile per il download. Le versioni di Gmail e Google Calendar che lo usavano smetteranno di funzionare. L’idea è lasciar perdere l’estensione per concentrarsi su HTML5, il nuovo standard per la creazione delle pagine online che offre più possibilità per realizzare applicazioni senza scomodare programmini aggiuntivi.




Tutti questi servizi (alcuni forse più di altri) avevano in comune una cosa: l’entusiasmo acritico con cui la larga maggioranza degli esperti, ‘guru della Rete’ e semplici perdigiorno (il famoso ‘popolo del Web’) li accoglievano prevedendone il successo, certi che ‘avrebbero cambiato tutto’. Ai pochi scettici venivano accusati di essere del ludditi ‘smentiti dalla storia’ oppure dei vigliacchi impauriti dal nuovo… Insomma, dodici anni di esperienza online mi hanno insegnato che il 99% degli esperti non vale una cicca o peggio…
“Search Timeline” è fondamentale! ma cavolo!
Anche Google Health farà la stessa fine a gennaio 2012, era un DB personale per tenere traccia del proprio profilo medico (allergie, interventi ecc). Era localizzato solo in inglese.
Peccato per Wave e Re<C!
Google si comporta come un qualsiasi imprenditore. E’ come il pizzaiolo che prova ad inventare un nuovo tipo di pizza e se non va la toglie dal menù. Niente di speciale, solo che ci si era illusi fosse qualcosa di più di un pizzaiolo. Ma, in effetti, perché dovrebbe esserlo? “business is business” e il motto “don’t be evil” non prevede la beneficenza e nemmeno la deficienza.
Il problema più che altro sono i tecnofili che mangiano qualsiasi pizza (a volte non la mangiano nemmeno, la guardano solamente) e dichiarano che è fantastica – così, sulla fiducia, perchè se una cosa ha successo e tu avevi detto di no sei segnato per sempre mentre se una cosa fallisce e avevi detto di sì fa meno effetto, si perde nella corrente…
Anch’io intuitivamente direi che la perdita di Search Timeline sia la più spiacevole.
Per me (nel senso, per la mia esperienza personale) l’unica innovazione di grande peso di Google degli ultimi anni è stata Gtalk; io non uso i feed, ma ho molti amici che non possono stare senza Google Reader.
Naturalmente la chiusura di alcuni dei servizi elencati cerca anche di indurre un maggiore uso di G+; al tempo stesso rende inevitabile chiedersi quando scoccherà l’ora di G+, dopo che abbiamo visto compiersi “le magnifiche sorti e progressive” di Buzz e di Wave.
Io credo che Google si stia facendo del male. Sicuramente ne sta facendo a me. Io sono uno degli amici che non possono stare senza Google Reader. Già me l’hanno mutilato. Se lo chiudono, muoio!