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— rassegna

Il rapporto complicato tra élite e politica

Ne scrive Danilo Taino sul Corriere, chiedendosi quanti consensi avrebbe raccolto l'oggi apprezzatissimo Monti se si fosse candidato alle elezioni

21 novembre 2011

Danilo Taino nella pagina delle opinioni del Corriere della Sera di oggi fa una riflessione sul rapporto tra le élite e la politica, tema molto discusso e sviscerato (il peraltro direttore se n’è molto occupato in un libro). Per élite si intendono sinteticamente “i più bravi”, quelli che – in teoria, sarebbe bello – in ragione dei loro talenti e per le loro competenze dovrebbero occuparsi dei compiti sociali più complicati e impegnativi, tra i quali certamente la politica.

Mario Monti e il suo governo raccolgono consensi senza precedenti. Se però si fossero presentati alle elezioni qualche mese fa, probabilmente ne avrebbero ricevuti molti meno. È che, alle elezioni, i tecnici, gli intellettuali, gli esperti riconosciuti a livello internazionale non si sono presentati mai: hanno un rapporto di notevole separazione dalla politica attiva, in Italia più che altrove. Élite riluttanti a «sporcarsi le mani». Ricompensate, spesso, con distacco e disinteresse dagli elettori, meno che nei momenti di emergenza grave. I partiti che, nel dopoguerra, si sono fatti rappresentanti delle «competenze» – il Partito d’azione, il Repubblicano – hanno avuto seguito scarso. E nei partiti di massa gli intellettuali sono sempre stati poco tecnici, marginali e anche considerati «utili idioti». Una storia che non li ha aiutati ad avere una buona relazione con la politica.

(continua a leggere sul sito del Corriere della Sera)

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16 Commenti

  1. pieros

    Questa storia che per avere compentenze di governo occorre necessariamente essere eletti dal popolo è solo un indice di quanto arretrata sia la mentalità politica italiana. Da decenni abbiamo ministri incompetenti nei posti chiave perché l’unico scopo per accaparrarsi quei posti sta nelle opportunità di clientela che offrono. In America il presidente designa ministri che sono sempre, per definizione, tecnici: nessuno di essi è eletto, di regola, mentre gli eletti sono coloro che devono controllarli, deputati e senatori nei comitati parlamentari a cui i ministri sono tenuti a rispondere. Se fossimo un paese civile dovremmo pretendere che sia sempre la competenza tecnica – naturalmente integrata dall’orientamento politico – a prevalere sul fatto di essere stati o meno “eletti dal popolo”. Ma l’analfabetismo istituzionale da noi è la regola coltivata appassionatamente nei nostri caucus d’elezione, che sono i bar sport.

  2. @pieros, c’è di più, rispetto a quel che scrive giustamente tu. una legge quasi ventennale prevede che il sindaco eletto scelga gli assessori a sua discrezione/responsabilità per poter realizzare al meglio il programma elettorale su cui ha avuto la fiducia/mandato dei cittadini. con possibilità quindi di cambiarli lungo la legislatura se, avendo realizzato un obiettivo, vuole realizzarne un altro per il quale occorra specifica competenza tecnico/politica. all’inizio, sulle ali dell’entusiasmo per la bella novità, molti sindaci hanno scelto “tecnici” o “esterni”. poi, sotto la minaccia dei partiti e dei consiglieri (“non ti votiamo il bilancio e finisci a casa tu insieme a noi”) è tornata la solita prassi: si scelgono o i più votati – anche se tecnicamente asini e/o incapaci – o quelli indicati dai partiti… Non è quindi solo analfabetismo istituzionale, ma soprattutto la immarcescibile fame e voracità dei partiti. Così i consiglieri lasciano il consiglio e diventano assessori, i non eletti dai cittadini subentrano come consiglieri, il consiglio risulta in buona parte composto da “non eletti” ma magari continua l’infinito gioco di tenere sotto scacco sindaco e giunta…

  3. pablo72

    Cari miei, con questa storia dei “tecnici” vi hanno davvero fatto il lavaggio del cervello. Quello del tecnico indipendente e’ semplicemente l’ultimo artificio retorico del potere per poter gestire indisturbato i propri interessi mascherandoli con un interesse superiore. E molto piu banalmente vi faccio notare che lo stesso berlusconi ottenne gran parte del consenso proprio facendo leva sul fatto che non fosse un politico di professione. Evidentemente ancora non vi e’ bastato..

  4. ro55ma

    @pieros: le differenze fra il nostro sistema (parlamentare) e quello americano sono tante e molte derivano anche dal tipo di “contenitore-partito” che da queste parti si farebbe fatica persino ad immaginare; ma non credo si tratti di analfabetismo e/o arretratezza della “mentalità italiana”. La rete sociale in cui sguazziamo come cittadini-votanti-consiglieri-ecc. regge perchè fin ora lo scambio ha funzionato: io non controllo se quello che avevi detto (programmi) per farti eleggere l’hai fatto oppure no, ma solo quello che avevi promesso a me (la raccomandazione ha funzionato, la licenza ediliza è arrivata, il prestito in banca me l’hanno dato, ecc.). E vale per tutti i partiti e a tutti i livelli, da qui l’importanza stratosferica (in Italia) dei portaborse e della rete sul territorio (sindacati, associazioni, ecc. ecc.). Da noi nessun giornale o “organismo indipendente” fa le pulci alle promesse elettorali o fa compilare le schede sui vari argomenti da cui si capisce chi dice / cosa (Boeri su LAVOCE, pittosto che altri sono l’eccezione che conferma la regola, anche perchè non sono “indipendenti” e amano fare le pulci migliori sugli avversari…)
    I “tecnici” sono solo dei “competenti” che fanno quello che i politici decidono.

  5. pieros

    @pinosp Concordo pienamente (e inorridisco abbastanza, perché conoscevo questa pratica partitica). Mi riferivo soprattutto al politico che di fronte a qualsiasi obiezione competente intona il mantra del “si faccia eleggere” e all’idea che chi non è eletto, per giunta direttamente, dal “popolo” (comincio a odiare questa parola) non abbia alcuna legittimità. Il guaio è che sono sempre di più – anche a sinistra – a credere a questa fola populista, potenzialmente rovinosa per il futuro politico di questo paese.

  6. pieros

    errata corrige: “perché NON conoscevo”

  7. pieros

    @RO55MA (ma quel 55 è il tuo anno di nascita? cioè nato a Roma nel ’55?) Certo la tua descrizione è giusta, ed è quella di un regime semidemocratico come è il nostro, in cui una nomenclatura molto numerosa e ramificata si è impossessata dello Stato e lo usa per mantenere un sistema pervasivo di clientele e favori. Il problema che a lungo andare, dalle assunzioni ipertrofiche nel settore pubblico alle pensioni concesse con larghezza al lassismo fiscale (per non parlare di tutto il resto di sovvenzioni sprechi corruzione ecc.) il bilancio è divenuto insostenibile e i mercati internazionali cominciano ad accorgersene.

  8. “Il bilancio è divenuto insostenibile e i mercati internazionali se ne sono accorti.
    Fixed.

  9. plato

    il reclutamento politico non seleziona i “più bravi”. piccolo esempio: krugman, allora fresco di nobel, chiese dal suo blog una commissione d’inchiesta sull’operato della precedente amministrazioe politica – quella bush. una richiesta del genere potrebbe mettere in discussione non solo la leggitimità del voto popolare – ricorderete i problemi in florida al primo mandato bush, hanno fatto pure un film con al gore – ma l’operato del sistema politico, i suoi meccanismi di controllo e bilanciamento dei poteri. la richiesta di krugman era troppo radicale per essere accettata dai nuovi governanti, e così finì nel dimenticatoio. morale: “i migliori” non sono sempre adatti alla politica. la politica sceglie le cariche politiche con altri metodi. la storia dei migliori è uno spot brunettiano x me
    -
    “chiuse nel loro sapere, senza una visione generale” dubito che qualcuno abbia una visione generale, una comprensione totale…

  10. pifo

    Concordo con Plato: la politica, anche quella migliore, di altri paesi ancora “vergini” intendo, difficilmente riesce a selezionare i migliori se questi non si dotano di sufficiente personalita’ politica, di carisma e non riescono a suscitare quel minimo di identificazione necessaria in ogni elettore veramente “libero”.
    Il tecnico crea diffidenza se non e’ in grado di stimolare empatia, esattamente come la crea il medico super specialista se non e’ in grado di dimostrare ascolto e partecipazione nei confronti del paziente.
    Guardiamo ai “migliori” di casa PD!
    Un Ignazio Marino, in fondo cooptato nel PD, e’ in grado di partecipare a qualsiasi competizione elettorale con “discrete” possibilita’ mentre dubito fortemente che Ichino, nonostante i suoi passati di militanza PCI, riuscirebbe a confermare adesso il suo seggio al Senato con una legge elettorale diversa. Le competenze nei rispettivi campi sono considerevoli e innegabili ma sono assai diverse, per spessore, le personalita’ dimostrate con la propria militanza.
    Quindi, queste storie sui rapporti tra elite e politica sono per lo piu’ speculazioni teoriche: puoi essere tostissimo quanto vuoi ma se non sei un animale politico non ti vede nessuno. Ed e’ giusto che sia cosi (aggiungo io).
    Saluti.

  11. odus

    Per élite si intendono sinteticamente “i più bravi”, quelli che – in teoria, sarebbe bello – in ragione dei loro talenti e per le loro competenze dovrebbero occuparsi dei compiti sociali più complicati e impegnativi, tra i quali certamente la politica.

    Era un’idea venuta 2500 anni a Platone che ne ha scritto ne “La Repubblica”. Ma le sue sagge idee non si sono realizzate né ai suoi tempi né nei 2500 anni successivi in nessuna parte del pianeta.
    Nei 2500 anni a lui successivi dovunque sulla Terra si sono succeduti governi di imperatori assolutisti compresi gli zar, papati e monarchie assolutiste, dittatori vari, principi e granduchi.
    Malgrado il Parlamento inglese del XVI-XVII secolo e la Rivoluzione Francese (2200-2300 anni dopo Platone) la democrazia sul pianeta si è realizzata in modo imperfetto in America alla fine del XVII secolo e, in molti Stati dell’Europa, in modo ancora più imperfetto nel XX secolo, 100 anni fa ed anche meno, 2400 anni dopo Platone.
    Che per le idee di Platone di 2500 anni fa – la Repubblica dei filosofi – sia la volta buona oggi nella nostra Italietta?
    Per ora accontentiamoci della repubblica dei banchieri controllati più che dai politici eletti (come in America) dal politico nominato che abita il palazzo dei papi.

  12. odus

    Seziono il commento per tentare di capire perché viene messo in attesa di moderazione

    Era un’idea venuta 2500 anni fa a Platone che ne ha scritto ne “La Repubblica”. Ma le sue sagge idee non si sono realizzate né ai suoi tempi né nei 2500 anni successivi in nessuna parte del pianeta.

  13. odus

    Quella di una élite dei “più bravi” è stata un’idea venuta 2500 anni fa a Platone che ne ha scritto ne “La Repubblica”. Ma le sue sagge idee non si sono realizzate né ai suoi tempi né nei 2500 anni successivi in nessuna parte del pianeta.
    Nei 2500 anni a lui successivi dovunque sulla Terra si sono succeduti governi di imperatori assolutisti compresi gli zar, papati e monarchie assolutiste, principi e granduchi.
    Malgrado il Parlamento inglese del XVI-XVII secolo e la Rivoluzione Francese (2200-2300 anni dopo Platone) la democrazia sul pianeta si è realizzata in modo imperfetto in America alla fine del XVII secolo e, in molti Stati dell’Europa, in modo ancora più imperfetto nel XX secolo, 100 anni fa ed anche meno, 2400 anni dopo Platone.
    Che per le idee di Platone di 2500 anni fa – la Repubblica dei filosofi – sia la volta buona oggi nella nostra Italietta?
    Per ora accontentiamoci della repubblica dei banchieri controllati più che dai politici eletti (come in America) dal politico nominato che abita il palazzo dei papi.

  14. sascha

    Uno dei capolavori legislativi del precedente governo è stato la ‘tessera del tifoso’. Poteva anche essere utile – sappiamo bene cosa sono in grado di fare i tifosi quando hanno voglia di divertirsi – ma per qualche motivo questa tessera venne in pratica appaltata alle banche. Quindi è un po’ ridicolo sentirsi dire che questo qui sia il governo dei banchieri mentre quello precedente fosse ‘espressione della volontà popolare’ (pur non ottenendo la maggioranza dei voti, come è noto) e del tutto indipendente dal potere finanziario – questo poi da gente che visibilmente non sa maneggiare granché bene Internet…

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