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Non c'è più @palazzochigi su Twitter
— Italia

Non c’è più @palazzochigi su Twitter

Un finto account Twitter del presidente del Consiglio è stato chiuso, forse a causa di una segnalazione di un deputato del PD alla Polizia Postale

21 novembre 2011

Aggiornamento delle 17:00: è stato aperto un nuovo account, probabilmente dagli stessi autori di @palazzochigi, con lo username @PChigi. Anche questo sembra violare il regolamento di twitter, che riportiamo nell’articolo.

L’account @Palazzochigi su Twitter è stato chiuso nella serata di domenica 20 novembre. Non era ufficiale, era attivo da un paio d’anni e impersonava, con un’ironia abbastanza sottile da poter essere fraintesa, il presidente del Consiglio in carica. Passato abbastanza inosservato durante il governo Berlusconi, ha cominciato ad attirare l’attenzione degli altri utenti nella fase politica che è andata dalle dimissioni di quest’ultimo alla nascita del governo Monti.

Molti ne hanno colto l’intento ironico, ma tantissimi hanno creduto davvero alla possibilità che l’account fosse reale: l’intento satirico non era spiegato nel profilo dell’account, e in diversi tweet non si leggeva alcun tentativo satirico ma solo il tentativo di impersonare il nuovo presidente del Consiglio. Nei giorni scorsi si erano moltiplicati i tweet che prendevano sul serio quanto scritto dall’account, nonché quelli contenenti consigli e domande riguardo il nuovo governo.

Questa ambiguità ha attirato l’attenzione, tra gli altri, di Andrea Sarubbi, il deputato del PD noto per essere stato tra i primi a raccontare sul suo account twitter le sedute della Camera contrassegnandole con l’hashtag #opencamera. Sarubbi, visto da molti come affidabile interlocutore online all’interno delle istituzioni, ha dovuto spiegare a tanti utenti confusi che l’account @palazzochigi era, effettivamente, un fake, un account falso usato a scopi satirici. «Io in realtà non avevo abboccato», ha spiegato ieri notte, sempre tramite Twitter, «però non mi aveva nemmeno fatto ridere». Con l’aumentare delle polemiche tra chi trovava la satira di @palazzochigi palese e divertente, Sarubbi ha pubblicato una spiegazione più articolata di ciò che è successo.

Mi si chiede una presa di posizione sulla chiusura di @palazzochigi. Per amor di trasparenza, ecco la mia versione dei fatti. Che non è un tentativo di convincere nessuno, si capisce; è solo una risposta necessaria, per quanto scomoda, perché quelli che si nascondono non mi sono mai piaciuti.

1. In settimana mi arrivano varie segnalazioni di persone confuse da un account che si chiama @palazzochigi, che ha una foto di Mario Monti e un link alla sua scheda sul sito del Senato. Diversi non hanno capito se si tratti di un account vero o di un fake.

2. Raccolgo le preoccupazioni e a mia volta segnalo il problema alla polizia postale, chiedendo di fare accertamenti. Se sia configurabile come satira o come furto d’identità, lo stabiliranno loro: io mi limito a segnalare il disorientamento di alcuni utenti di twitter, di fronte a un account che gioca molto sull’ambiguità.

3. Dopo la mia segnalazione, si scatena la protesta di diversi utenti. Altri invece mi danno ragione e mi ringraziano. I primi passano per democratici, si capisce, e i secondi per fascisti. (“Fascista” è infatti l’epiteto che mi viene rivolto più frequentemente, perché in un tweet ho scritto di sperare che il giochino finisca presto: non mi interessa che l’account venga chiuso, ma solo che si rendano più netti i confini tra satira e furto di identità). Poi ci sono altri ancora, che avrebbero preferito una via cerchiobottista: hai ragione, il fake non era chiarissimo, la satira non era trasparente, ma dovevi solo segnalarlo a twitter.

4. Stasera apprendo da twitter che l’account è stato chiuso. Non so se sia stata la Polizia postale o se la decisione l’abbia presa Twitter, in seguito ad altre segnalazioni; io avevo solo riportato il disagio di diversi utenti, poi non mi sono più interessato alla cosa.

5. Chiedo scusa sinceramente alle persone che si divertivano con i tweet di @palazzochigi, ma con la stessa sincerità rispedisco al mittente le accuse di fascismo. Divertitevi pure sui miei capelli, su#opencazzola e tutto il resto. Poi, però, un giorno parliamo seriamente della differenza tra la libertà di espressione e l’assenza di regole.

Non è possibile determinare se a far chiudere l’account sia stata la segnalazione di Sarubbi alla Polizia Postale o un intervento dello staff di Twitter su segnalazione degli utenti. Le regole del social network su imitazione e parodia sono molto esplicite e l’account @palazzochigi le violava (i grassetti sono nostri).

Impersonare significa fingersi un’altra persona o entità con lo scopo di ingannare [gli utenti]. L’impersonificazione è una violazione delle regole di Twitter e può determinare la sospensione permanente dell’account.
Agli utenti di Twitter è permesso creare parodie, account di commento o account fan. [...] Account con la chiara intenzione di confondere o sviare possono essere sospesi permanentemente.

Sulla parodia:

Per evitare account che impersonano persone o enti esistenti, le informazioni sul profilo dell’account devono rendere chiaro che il creatore dell’account non è la stessa persona o ente che fa da oggetto della parodia. Ecco alcuni consigli per contrassegnare il tuo account:

Username: lo username non dovrebbe essere esattamente lo stesso dell’oggetto della parodia, commento o fandom; per renderlo più chiaro, dovresti distinguere l’account aggiungendo parole come “not”, “fake” o “fan”.

Nome: il nome del profilo non dovrebbe essere lo stesso dell’oggetto di parodia, e andrebbe distinto con parole come “not”, “fake” o “fan”.

Bio: la bio dovrebbe includere una dicitura che distingua l’account parodico dalla reale identità, come “questa è una parodia”, “questa è una pagina fan”, “account parodico”, “account fan”, “questo account non è affiliato con…”

Comunicazione con altri utenti: l’account non deve, attraverso comunicazioni pubbliche o private con altri utenti, provare a ingannare o sviare gli altri sulla propria identità.

Gioco di ruolo: Twitter permette la creazione di account di gioco di ruolo. Se stai usando un account di gioco di ruolo che potrebbe includere argomenti polemici o controversi, consigliamo di aggiungere alla bio una chiarificazione, come “gioco di ruolo”.

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14 Commenti

  1. rogro

    Sono tra quelli che trovava la parodia divertente e anche abbastanza ovvia. Poi se davvero c’è qualcuno che, persino dopo i primi tweet, ancora non se ne accorge, allora posso anche capire la preoccupazione di Sarubbi. Però allora andava segnalato a Twitter, non alla Polizia Postale: così ha un po’ l’aria di un gesto dovuto all’irritazione per qualcosa che invade il proprio territorio “intoccabile”, il che va contro gli intenti dello stesso Sarubbi (che seguo) e del suo #opencamera.

  2. albertoc

    Si, condivido, all’inizio aveva lasciato un po’ perplesso anche me, poi tempo mezz’ora avevo capito e iniziato a divertirmi. Un po’ eccessiva la segnalazioni alla Polizia Postale, catalogabile sotto la voce “eccesso di zelo”, anche perchè i tweet in fondo non erano di cattivo gusto.

  3. plato

    sarebbe stato falso in qualsiasi caso… almeno l’onorabilità dell’expresdcons è salva

  4. Peccato, a me piaceva.

  5. Nicola

    l’account effettivamente non rispettava il regolamento, ma cmq se vi piaceva tanto, potete sempre riaprirlo rispettando le regole… poteva farlo anche l’utente in questione se avesse voluto..

    D’altra parte l’account di Queen_UK ha appena fatto un libro coi suoi tweets..e anche quello della Merkel e’ divertente… giusto per far capire che, volendo, bastava poco per far divertire tutti..

  6. alessandromeis

    Trovo molto interessante questo post della Lipperini su quanto avvenuto: http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/11/21/f-for-fake-and-fear/

  7. Il problema non è se Sarubbi sia o meno fascista, che non mi pare proprio il punto.

    Il problema è che – lo stesso account – fino a qualche giorno fa riportava la foto e il nome di Silvio Berlusconi, che impersonava come poi ha impersonato Monti, senza che nessuno avesse mai segnalato nulla.

    Il che direbbe di una discreta intolleranza tra i fan di Monti su Twitter o di un marcato doppiopesismo da parte di parecchi.

    Ma son dettagli, principalmente è successo che un sacco di boccaloni se la sono presa tantissimo quando hanno realizzato di aver abboccato e quindi si sono battuti per sostenere che l’account fosse ingannevole e/o ambiguo

    Fosse o no ambiguo era un dilemma che anche l’ultimo degli sprovveduti poteva risolvere da solo scorrendo la timeline di @palazzochigi.

    Questo è quello che si rimprovera anche a Sarubbi, che invece di chiamare la polizia (?) poteva perdere 2 minuti per capire e quindi rassicurare i suoi fan colti da malore e scandalo.

    In fin dei conti Sarubbi passa lunghe ore su twitter e ai parlamentari si chiede anche d’aiutare il proprio elettorato a crescere, non di assecondarne le pulsioni meno mediate o le richieste più strampalate.

    Molti se la sono presa per questo, assistendo a una mobilitazione tanto buffa di indignados per nulla, e molti hanno infierito su quanti invocavano regole e repressione per quello che a qualunque persona minimamente avveduta è apparso fin da subito un innocuo divertissement

    Il secondo tempo è stato quindi caratterizzato dal divertirsi alle spalle di quelli incapaci di divertirsi, di cogliere e godere la leggerezza senza gridare alla censura.

    Persone per le quali probabilmente spettacoli ben più pesanti sono leciti e sacrosanti quando prendono di mira un politico sgradito, tutti libertari con il candidato degli altri.

    Per questo anche le precisazioni di Sarubbi non servono a nulla, come a nulla vale il suo cenno alla differenza tra libertà d’espressione e assenza di regole.

    L’account era una sciocchezza, le reazioni inconsulte di molti sono diventate per altri motivo di riflesione, anche perché i toni da crociata s sono sprecati. Alcuni hanno persino fatto un gruppo su Fb nel quale si sono autonominati “socialeroi”, tanto per dire il livello di adrenalina e i meccanismi che si sono attivati nell’occasione e che non si erano mai attivati prima per il precedente inquilino di @palazzochigi o per i profili ironici di altri suoi colleghi, che da anni stanno su twitter senza che a nessuno venga in mente di chiederne la ancellazione.

    Una tempesta in un bicchier d’acqua, ma utile a sondare umori e dinamiche. In fondo sempre meglio dell’assurda classifica degli scrittori più sopravvalutati che ha impegnato mezzo giornalismo italiano su twitter nelle stesse ore, performance sulla quale quoto a mani basse la drastica censura di Sofri.

  8. Ciò che mi dispiace è che la faccenda non sia stata gestita sobriamente dall’altrimenti austero Sarubbi.

  9. comunque ora @pchigi è redivivo, almeno fino al prossimo attacco dei Socialeroi

  10. wmsaver

    Ciao, volevo rispondere a questo passaggio di MAZZETTA
    “Alcuni hanno persino fatto un gruppo su Fb nel quale si sono autonominati “socialeroi”, tanto per dire il livello di adrenalina e i meccanismi che si sono attivati nell’occasione e che non si erano mai attivati prima per il precedente inquilino di @palazzochigi o per i profili ironici di altri suoi colleghi, che da anni stanno su twitter senza che a nessuno venga in mente di chiederne la cancellazione.”

    E’ del tutto sbagliato. Il nostro gruppo nasce ad Agosto su Twitter e su FB da pochissime settimane e non c’entra nulla con il caso “@palazzochigi”, fino al 16 Novembre non sapevo nemmeno della sua esistenza. In tanti mi hanno segnalato la cosa ed ho detto di cambiare la bio, perché molti utenti ci cascavano come pere cotte. Punto.
    Non ricevendo risposte in merito, anzi dicendo che proprio quello era il bello, abbiamo segnalato la cosa a Twitter che ha deciso di chiuderlo. La politica nel nostro intervento sta a ZERO e in realtà il nostro “fervore” è stato bassissimo, siamo impegnati in un’altra attività che non c’entra NULLA! Se è stato chiuso è perché avrà ricevuto molteplici segnalazioni e non solo le nostre dai… non avrei mai speso tempo a creare un gruppo per questa cosa…. non mi sembra il caso…. se dovessimo farlo per ogni fake poi! Bisogna trovare un colpevole per la chiusura di @palazzochigi? ecco: @Palazzochigi.

    Comunque seguo @Palazzogigi

  11. oneiros

    @mazzetta, ma è così divertente pensare sempre che sia colpa di altri? Ma anche stando a questo gioco, spiegami la logica per cui uno dovrebbe NON dire nulla quando il soggetto era Berlusconi, e intervenire quando invece il soggetto era un altro. Non ha assolutamente logica per un “socialeroe” (e basta co sti nomignoli cretini…).

    Semplicemente la cosa è uscita fuori ora, probabilmente perché la gente si è messa a cercare info sul nuovo governo.

    Tornando all’account: un account che impersona in modo così serio (e non dite che in altri post era ironico, non basta perchè io non posso leggermi tutti i tweet) una carica istituzionale è una fonte di confusione evidente. E quando la carica è così importante fare confusione è dannoso. Oltre ad essere contro le regole stesse di twitter.

  12. Wilson

    Quante parole per nulla: un account che violava l’equilibrato regolamento di un sito è stato chiuso, peccato: altri esempi di successo dimostrano che basta un po’ di buon senso per evitare questi incidenti (e vender libri, nel caso più fortunato).
    Effettivamente era un po’ ambiguo: l’avevo registrato credendolo ufficiale, mi ci sono voluti alcuni messaggi per notare qualcosa di strano, andare a leggere i tweet precedenti e capire che era un falso; alla fine l’ho preso come uno scherzo sciocco che mi ha fatto perdere un po’ di tempo (insomma: spam), non pensavo ne avrei sentito ancora parlare.
    Strano che sia durato così a lungo, probabilmente con l’inquilino precedente il tono era più eccessivo e a nessuno è venuto in mente di prenderlo sul serio (e quindi di segnalare l’abuso).

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