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I film del weekend
— Cultura

I film del weekend

Il Re Leone torna al cinema e straccia tutti i film che non abbiamo ancora visto

11 novembre 2011

Il Re Leone è tornato al cinema in versione restaurata e in 3D già due giorni fa, ed è probabilmente l’uscita più interessante di questa settimana. Tantissimi, ancora, i film italiani: tra gli altri il nuovo di Pupi Avati (ambientato negli anni Trenta, con Cesare Cremonini), il sequel di Lezioni di Cioccolato, per chi sapeva che ce n’è stato un primo, e il film di un regista sardo esordiente. Poi One Day, che è diretto dalla stessa regista del bellissimo An Education ma ha lasciato la critica piuttosto fredda, e Immortals 3D, il filmone a tema mitologico visivamente molto bello ma dalla pessima sceneggiatura.

Il re Leone
Regia: Roger Allers, Rob Minkoff

One Day
Regia: Lone Scherfig
Attori: Anne Hathaway, Jim Sturgess, Patricia Clarkson, Ken Stott, Rafe Spall

Il cuore grande delle ragazze
Regia: Pupi Avati
Attori: Cesare Cremonini, Micaela Ramazzotti, Gianni Cavina, Andrea Roncato, Erika Blanc.

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11 Commenti

  1. Un giorno qualcuno mi dovrà spiegare cos’abbia di speciale Il Re Leone per essere considerato un capolavoro.

    Ad ogni modo vi segnalo un piccolo refuso “ma ha lasciato la critica piuttosto fretta”

  2. Massimo Lauria

    Ora sappiamo che tutta la menata sul certificato di nascita di Obama era un sofisticatissimo setup per il rilancio del Re Leone in 3D. Che tempi, che tempi…

  3. @PKNET
    E’ il fascino discreto dell’aristocrazia trasposto nel mondo animale ma immutato nel messaggio e nei valori: ognuno al proprio posto e sottomessi ad uno ed un solo re.
    L’inutile aggiunta della 3D in questo caso non sarebbe nemmeno stata necessaria: ognuno sogna d’esser re, fin da bambino. Io mi ricordo Simba che più aristocratico di un leone bianco non si puo’.
    A me invece qualcuno deve dire quanti film IDENTICI a ONE DAY sono stati già fatti. 10? 20 o 50?
    HS

  4. brucekduke

    tanto per cominciare, gassmann che doppia mufasa. tipo.

  5. Gassman sttuagenario e con la dentiera che sibila che doppia Mufasa, il leone dominante re della savana nel pieno delle sue forze… forse il restauro migliore sarebbe stato proprio cambiare quel doppiaggio (con tutto il rispetto, ma non è detto che chiunque possa fare qualsiasi cosa)

  6. mike

    “Stasera ho proprio voglia di andarmi a vedere un bel film di denuncia. Guarda un po’ se ci sono film di denuncia in giro. No? Peccato, dovrò andare a vedere un film per divertirmi e basta. Uffa!”

    A me il Re Leone è sempre piaciuto, per quello che può contare. Ma immagino che fossi troppo piccolo nel 1994 e non abbastanza sofisticato per cogliere il fascino discreto dell’aristocrazia e la sibilante dentiera di Gassman.

  7. riccardov

    Ma il trailer di One Day ci fa vedere come va a finire il film.

  8. brucekduke

    @MIKE: i know that feel bro

  9. A me sentire Mufasa che parla come un vecchio rovina un po’ il film. Ma magari è divertente. Magari sarebbe divertente anche se la sirenetta parlasse con la voce di Sandra Milo. E ci pensi se Setta McQueen parlasse con la voce di Roberto Murolo? Che spasso! Mi resterebbe bel cuore per sempre! E adesso, Jeeves, per piacere passami il mio Bourbon. Ah, Jeeves, magari fossi più giovane e conoscessi parole più ganze di “settuagenario” (anzi, sttuagenario)!

  10. Saetta. Non Setta. Setta è quella dei massoni da cui vado a discutere dei doppiaggi inadeguati.

  11. robz

    Si tratta di una fiaba, come tale ha una sua dose di bellezza a prescindere (se non si amano le fiabe… beh… problema di chi non le ama. Eppoi:
    1) L’aristocrazia conta ben poco nel re leone (pure l’antagonista è un nobile…). Il centro del racconto non è l’ordine costituito o il fatto che il protagonista sia un re. Tutto è centrato sul dover essere, sulla scelta e la responsabilità del protagonista stesso. Il re leone ripropone motivi e schemi dell’Amleto, il fatto che lo faccia in una confezione accessibile lo rende estremamente pregevole.
    2) Dal punto di vista grafico rimane stupefacente a distanza di anni.
    Ora, non per fare il troll e fare polemica solo per farla, ma sarebbe il caso di guardare l’animazione, anche quella Disney, con meno spocchia (magari evitando la sociologia spiccia).

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