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La Chiesa è responsabile del comportamento dei preti
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La Chiesa è responsabile del comportamento dei preti

Lo ha stabilito l'Alta Corte di Londra durante un processo per un caso di abusi sessuali e potrebbe essere la base per altri procedimenti

8 novembre 2011

L’Alta Corte di Giustizia di Londra ha stabilito che la Chiesa cattolica può essere ritenuta responsabile per i comportamenti illeciti e i reati condotti dai propri preti. La decisione è stata assunta dal giudice Alistair Geoffrey MacDuff, è legata a un processo su un caso di abusi sessuali e potrà essere utilizzata anche in altri procedimenti giudiziari.

Il giudice si è espresso a favore di una donna di 47 anni, la cui identità non è pubblica per ragioni legali, che dice di aver subito violenze sessuali quando era bambina da parte di Wilfred Baldwin, un prete della Diocesi di Portsmouth. Secondo MacDuff, la Chiesa deve essere considerata indirettamente responsabile per il comportamento assunto all’epoca da Baldwin.

Nel corso del processo, l’avvocato della donna che da bambina aveva subito gli abusi ha chiesto che fosse anche determinato dal giudice se la Chiesa potesse essere in qualche modo ritenuta responsabile per quanto accaduto alla sua assistita. La richiesta faceva ipotizzare, per la prima volta dicono i legali, un rapporto tra prete e diocesi assimilabile a quello di un dipendente dalla propria società. E difatti l’avvocato chiese se fosse possibile considerare Baldwin come un impiegato della Diocesi in cui si erano verificate le violenze.

«La prima questione da affrontare intende determinare un principio generale rispetto alle accuse contro la Chiesa cattolica. Ovvero se ogni prete al lavoro per la Chiesa di Roma possa essere considerato nella posizione di impiegato» aveva spiegato l’avvocato della donna. I rappresentanti legali della Diocesi avranno la possibilità di ricorrere in appello e in seguito alla sentenza hanno ribadito che la «Chiesa cattolica prende molto sul serio i casi di abusi sessuali ed è determinata a eliminare alla radice il problema».

foto: J D Mack

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9 Commenti

  1. E quindi la Regina e’ responsabile della castrazione chimica degli omosessuali in UK, in voga fino a solo 50 anni fa? Non nel medioevo, non 1000 anni fa, 50 anni.

  2. amilcare

    La faccenda é spinosa e puó avere implicazioni inimmaginabili.
    Se la cosa é riportata per bene e se capisco bene, un datore di lavoro puó essere ritenuto indirettamente responsabile dei comportamenti illeciti ed eventuali reati (di qualsiasi tipo in qualsiasi momento) compiuti da un suo dipendente.
    Dal punto di vista del datore di lavoro diventa un incubo. Da eventuale parte lesa passa direttamente a co-responsabile.
    Potenzialmente apre la strada ad un’intrusione nelle ns vite senza precedenti.

  3. Beh un momento amilcare, le LORO vite, quelle degli inglesi e non le nostre.
    Ritieni possibile una cosa simile in italia? Maddai….

  4. plato

    “assimilabile a quello di un dipendente dalla propria società”
    per fare i criminali bisogna essere disoccupati…

  5. emmeallaseconda

    Ma no, state tranquilli. Varrà solo per la Chiesa brutta cattiva.

  6. stranger

    A dire il vero anche in “Itaglia” esiste una legge per cui se un dipendente commette un reato (durante la sua attività o con mezzi messi a disposizione del datore di lavoro), c’è l’oggettiva responsabilità anche dell’azienda.

    A causa di tutto questo la facilita con cui alcuni studi legali possono sguazzare nel facile “terrorismo” ed in lussuose consulenze è discretamente alta, ma soprattutto si apre il capitolo controllo sin quasi al paradosso delle attività dei propri dipendenti.

  7. mezzatazza

    La Chiesa è brutta e cattiva.

  8. Giordano

    Il punto non è se un datore di lavoro sia responsabile del comportamento dei propri dipendenti. Il punto è se un datore di lavoro abbia l’obbligo di denunciare eventuali reati commessi dal dipendente nell’esercizio delle sue funzioni, e quali siano le sanzioni se invece di denunciare tenti di insabbiare la cosa privilegiando gli interessi dell’azienda invece che quelli del danneggiato.
    Si aggiunga che, in funzione della particolare tipologia di “azienda” c’è l’aggravante di aver commesso i reati partendo da una posizione di fiducia (e approfittando della stessa) nei confronti delle vittime.
    è abbastanza formale?

  9. ormazad

    Non riesco a capire : Se Tizio viene a sapere che Caio ha commesso un reato e non lo denuncia commette (credo) a sua volta un reato . Non vedo il nesso con un eventuale rapporto di lavoro fra Tizio e Caio e cosa c’entri la Tizio spa .

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