Le previsioni meteo annunciano che le piogge continueranno su Piemonte e Liguria fino a martedì 8 novembre, con una massima intensità prevista tra oggi e le 24 di domani. Il rischio alluvionale è stato esteso a tutte le aree regionali. Ha già ripreso a piovere con una certa intensità nello spezzino, nella Lunigiana e nelle altre zone colpite dall’alluvione di una settimana fa, dove ancora oggi si contano tre dispersi. A Massa si prevede la caduta di 200-300 millimetri di acqua in 72 ore: la stessa quantità di pioggia caduta lo scorso anno nella zona provocò le due grandi frane che colpirono le frazioni di Mirteto e Lavacchio e la morte di tre persone.
Due frazioni dello spezzino, Stagnedo e Boccapignone, dove piove a dirotto, sono state evacuate pochi minuti fa per il rischio di frane. Anche nel savonese c’è la massima allerta, dopo gli allagamenti e le mareggiate della scorsa notte. A Cairo Montenotte, in Valbormida, e a Quiliano sono già state evacuate una decina di persone. Ad Alassio le onde, altissime, hanno raggiunto le vetrine dei locali della passeggiata mentre ad Albenga, alla foce del Centa, il mare ha raggiunto forza 7.
Anche in Piemonte, dove continuano ininterrottamente le piogge, è scattato l’allarme: si teme il peggio soprattutto nell’alessandrino, dove già ci sono frane e allagamenti nella zona di Ovada. Una decina di famiglie che abitano in cascine alla periferia di Alessandria sono state fatte evacuarea causa dell’esondazione del fiume Bormida. Il livello degli altri fiumi è in crescita in tutta la regione. In particolare nel sud Piemonte è in transito la piena dello Scrivia nella zona di Guazzora (Alessandria). Oltre il livello di guardia anche il Tanaro e l’Erro.
Ci sono ancora molte critiche contro il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, che ieri ha preferito lasciare aperte le scuole. “E meno male che erano aperte”, ha dichiarato Vincenzi, “altrimenti avremmo aggiunto caos al caos. Tenere aperte le scuole ha significato dare una possibilità in più alle famiglie. E nelle scuole aperte si è rifugiata anche tanta gente che non aveva trovato riparo alternativo”. Il sindaco ha poi aggiunto di non sentirsi responsabile del disastro che ha colpito Genova, nonostante le accuse di negligenza da parte di alcuni cittadini: “Il disastro è avvenuto attorno al Fereggiano, un fiume che abbiamo messo in sicurezza. C’era un muro d’acqua, pauroso, incredibile. Mai vista una cosa così in tutta la vita. Uno tsunami. Non mi sento responsabile se uno tsunami colpisce la mia città”.




Ma porca paletta: possibile che la parola “tsunami” debba essere usata per tutto quello che abbia l´acqua come protagonista? Lo “tsunami”, che io sappia, è una cosa un po´ più seria, conseguenza di un violento terremoto. Detto questo: una volta le scuole erano le prime a restare chiuse in caso di situazione grave con il maltempo, soprattutto le nevicate (nelle zone dove queste non sono così frequenti, in Alto Adige é un altro discorso). Questo per un paio di motivi di semplice buonsenso:
1. non si costringono gli scolari a spostarsi in condizioni difficili se non pericolose di traffico. 2. si tolgono dal traffico stesso tutti quei mezzi (scuolabus, auto dei genitori ecc.). 3. si rendono le scuole disponibili per altri usi di emergenza. Tutto qui. Lo so io che non faccio il sindaco (di Genova, poi).
….il Feraggiano sembrava un bosco!!….non molto dissimile dalla maggior parte dei rii, fossi e torrenti liguri e non solo liguri
Ogni piena trasporta detriti ed alza il letto dei corsi d’acqua
NON SI FA MANUTENZIONE….NON SI PULISCONO E NON SI DRAGANO GLI ALVEI….
Sono omissioni che i responsabili non pagano mai!!
E’ UNA VERGONA!!!