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La lettera di Renzi al Corriere della Sera

5 novembre 2011

Matteo Renzi ha inviato oggi una lettera al Corriere della Sera in cui critica l’ostinazione del governo a rimanere in carica e dice che la crisi è una grande opportunità per cambiare, ma aggiunge anche che il centrosinistra deve dire chiaramente “che cosa ha in testa” per migliorare la situazione del paese (da parte sua, Renzi elenca diverse proposte): “uno schieramento di centrosinistra non può essere progressista nel nome e conservatore nelle scelte”.

Caro direttore,
in tutta Europa i governi corresponsabili della crisi hanno pagato il costo dei propri errori. In Irlanda il governo del Fianna Fail come in Portogallo l’esecutivo socialista di Socrates sono stati costretti a elezioni anticipate. In Spagna, Zapatero si è dimesso, fissando le elezioni e annunciando di non ricandidarsi. Ovunque insomma la politica fa i conti con la crisi. In Italia, no. Il governo resiste a oltranza, asserragliato nelle proprie paure. E come se non bastasse il primo ministro non è nelle condizioni di consenso popolare né di autorevolezza personale per realizzare finalmente gli obiettivi che da vent’anni annuncia nelle sue campagne elettorali.
La crisi è ovviamente un problema. Ma per come siamo abituati in Italia, la crisi costituisce la più grande chance che abbiamo di fare pulito, rimettere a posto regole e conti, tornando a crescere. L’insipienza del governo e il conservatorismo di un centrodestra liberale solo a parole ci stanno facendo sciupare la più grande opportunità, quella di sfruttare la crisi. Non ce lo meritiamo. Avessimo preso il toro per le corna a luglio, realizzando le riforme davvero necessarie, ci saremmo potuti salvare da soli. Oggi non più. Oggi abbiamo bisogno dell’Europa e dell’aiuto della comunità internazionale. Ma per ottenerlo dobbiamo dimostrare di essere credibili, dobbiamo meritarlo. Non siamo più nelle condizioni di salvarci da soli, ma se la nostra classe dirigente s’impegna ancora un po’, possiamo affondare da soli. Non è un problema di formula, dal governo tecnico alla responsabilità nazionale: la vera sfida oggi è parlare il linguaggio della verità.

(continua a leggere sul sito di Matteo Renzi)

- Le 100 proposte di Matteo Renzi
- Tutti gli articoli del Post sull’iniziativa della Leopolda

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22 Commenti

  1. dagda

    @akiro ecco, mettiamo che sia come dici tu (ma mi sa che anche per te vale quanto scritto da Fulvio), tutto questo affrancamento dal passato a sinistra non e’ che si veda tanto, almeno a giudicare dai forum. E il tipo di autocritica che ne consegue e’ tutto da dimostrare che sia meglio che nessuna autocritica. Io intanto mi ricordo il mio primo voto (referendario: 1978, legge Reale e finanziamento pubblico ai partiti): a distanza di piu’ di trent’anni il flusso di denaro alla politica e’ cresciuto ingiustificatamente a dismisura, e uno di quelli coi quali il PD di Bersani si appresta a fare l’alleanza reclama nuovamente la legge Reale. Forse una qualche domanda su come si e’ esercitata l’autocritica a sinistra in questi decenni ce la si potrebbe anche fare. Senza cancellare le cose buone, ma anche senza autoaffibbiarsi medaglie un po’ abusive.

  2. sascha

    Anche ammettendo i limiti dell’autocritica a sinistra la questione rimane: meglio non abbastanza oppure per nulla? Nelle ultime settimane qualche voce critica a destra s’è pure sentita ma solo perchè ormai B. sta perdendo, il governo annaspa e la situazione del paese è critica. Anche solo pochi mesi fa tutti contenti ed entusiasti e soddisfatti di sè stessi: ‘con questa sinistra governeremo altri cent’anni’ e giù battute e barzellette e pure affibiarsi medaglie di cartone per aver ‘salvato l’Italia’… (a questo punto, anzi, si potrebbe cominciare a dire che al posto dell’autocritica a destra si assiste alla fuga dei topi dalla nave, spettacolo non simpaticissimo anche se forse inevitabile – di certo pessima base per sentirsi così superiori…)

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