La giunta comunale di Milano ha approvato ieri una nuova regolamentazione per l’accesso delle auto all’area interna ai Bastioni della città, che entrerà in vigore dal 16 gennaio 2012. Gianni Santucci spiega sul Corriere della Sera gli aspetti principali del provvedimento e le sue conseguenze sul traffico. Sono previste esenzioni per le auto elettriche, e la tariffa sarà di 5 euro per tutti (2 per i residenti). Altri dettagli si trovano sulla pagina Facebook di Giuliano Pisapia.
La portata della “rivoluzione” si può misurare soltanto sui numeri. Anno 2011, ultimi mesi di Ecopass. In media, ogni giorno, entrano nei Bastioni quasi 65 mila macchine. Con questa proporzione: meno di 7 mila pagano, 58 mila passano gratis (perché appartengono alle categorie meno inquinanti). Anno 2012, prossimo futuro in cui l’Ecopass morattiano diventerà “Area C”: il numero di auto paganti salirà sopra i 56 mila, le macchine a ingresso libero (le “super pulite” elettriche, ibride e gpl) saranno poco più di 5 mila, al resto (circa 3 mila) sarà completamente vietato il passaggio. È solo una sintesi. Ma restituisce la proporzione del rovesciamento: tra tutte le auto che entrano nei Bastioni, quelle che saranno sottoposte al ticket (o vietate) passeranno dal 12 al 92 per cento del totale.
(continua a leggere nella rassegna stampa di Eco dalle Città)




Ecco, tieni il mio Ecopass: un giorno scoprirai il suo valore.
Secondo me Pisapia c’è andato molto pesante. Condivido gli obiettivi, ma con questo schema il costo per chi con l’auto ci lavora e non può farne a meno (e sono in tanti a Milano – che magari si sono equipaggiati con una Euro 4 o 5) rischia di essere alto, intorno ai mille Euro l’anno. Sembra tanto una tassa per fare cassa. Spero che vengano pensate delle formule serie per chi lavora, e non si faccia della bassa eco-demagogia.
Per una volta che c`è un sindaco serio che prende una decisione dura, impopolare ma seria, invece di andare in giro a fare la soubrette televisiva, vi lamentate?
l’uomo che lavora con la macchina dovrebbe avere un minimo di sale in zucca e farsi due conti. Da quant’è che si parla di inquinare meno con auto che consumano meno?
E se uno lavora con la macchina la cambia in media molto più spesso di uno che la macchina la usa saltuariamente.
Poi in centro a Milano sono pochi i lavoratori che devo per forza usare l’auto per spostarsi.
Per favore non diciamo panzane. Leggete cosa propone Pisapia: pagano tutti 5 Euro al giorno, anche quelli che hanno auto che consumano e inquinano poco (Euro 4 e 5). Non tutti passano la giornata a scaldare una sedia e aspettare di timbrare il cartellino. Ci sono molti lavori (per esempio nelle libere professioni) per cui bisogna muoversi su è giù per la città continuamente durante il giorno. A queste persone cosa diciamo? Cambiate lavoro? Per molti di loro lavorare con l’auto non è una scelta. Il Comune ha appena messo una tassa di mille euro l’anno su chi lavora in città.
Lowresolution, se devi muoverti molto durante il giorno all’intero dei Bastioni, dove si concentrano un buon numero di fermate della metropolitana, l’automobile non è esattamente il mezzo più veloce. Per non parlare dell’impossibilità di trovare parcheggio (magari risparmi 5 minuti rispetto ad andare in metro ma ne perdi 10 a cercare parcheggio). Ciò detto, la gente che deve spostarsi molto non dovrà cambiare lavoro, dovrà cambiare abitudini (me compreso) o pagare, ovviamente. Approvo completamente l’approccio di Pisapia, anche perchè avere messo in piedi tutto il sistema ecopass per limitare gli accessi di solo il 12% delle auto era davvero insensato.
Auto che consumano meno=le “super pulite” elettriche, ibride e gpl. Euro 4 e 5 sono “di passaggio”.
Comunque se dovessero esentare tutti quelli che lavorano con l’auto di giorno potrebbero lasciar l’ecopass inutile com’è ora…
Altro che città vivibile e pulita.
@Lowresolution
“Il Comune ha appena messo una tassa di mille euro l’anno su chi lavora in città.”
Direi proprio di no, e per una serie di semplici motivi.
Il primo è relativa all’area interessate, che è centralissima ed estremamente limitata: un’area nella quale la stragrande maggioranza delle persone che lavorano a Milano già oggi non entrano, e la ragione – oltre all’assenza di parcheggi – è il motivo numero due.
Motivo due: l’area oggetto di Ecopass è stra-servita da ogni tipo di mezzo pubblico: metropolitana, bus, tram.
Il sottoscritto frequenta Milano centro da 15 anni quotidianamente e non ha mai avuto la necessità di entrare in auto nella zona soggetta a Ecopass.
Anzi, a voler guardare, da questo punto di vista, la soluzione è persino morbida: la vera svolta avverrà se e quando l’area Ecopass verrà estesa alla circonvallazione esterna.
Dire a chi lavora in città che deve muoversi con i mezzi pubblici è una sciocchezza sesquipedale e dimostra che non si capisce cosa vuol dire lavorare. Ci sono tanti lavori e professioni per cui la libertà di movimento è fondamentale: usare l’auto non è una scelta o un capriccio, è semplicemente necessario. Primo perché non ci si muove solo nella cerchia dei bastioni e vicino a una fermata della metro, secondo perché ci si deve portare dietro materiale di lavoro, terzo perché il tempo conta e i mezzi pubblici non sono un’opzione. Una cosa è obbligare costoro ad avere un mezzo poco inquinante (cosa su cui sono d’accordo), una cosa è mettergli una tassa e anche pesante sul lavoro in città. Perché questo è.
@lowresolution
Tira il fiato e datti una bella calmata, tanto per cominciare…
Sciocchezza sesquipedale è mettere le esigenze di una più che sparuta minoranza (in una città dove il terziario – leggasi tutti in ufficio davanti al pc – la fa da padrone, qual è la % di quelli che devono scorrazzare in auto con un sacco di materiale dentro e fuori dalla cerchia dei bastioni?) di fronte a quelli della stragrande maggioranza.
Sei passato dallo scrivere ““Il Comune ha appena messo una tassa di mille euro l’anno su chi lavora in città”, sottintendendo “tutti quelli che lavorano”, a prendere la parti di coloro i quali “devono” (?) girare in auto… quanti sono? Molto pochi.
Direi che a “sciocchezze sesquipedali” vinci a mani basse…
Barazzetta, che lavoro fai? Sento il tono di chi rimprovera agli altri con sufficienza il capriccio di scorrazzare liberi per la città con l’auto. Mi spiace ma non ci siamo. Spero non ti serva una lista dei lavori per cui serve muoversi con indipendenza e velocità. Non sono affatto pochi e non sono una sparuta minoranza. Un’economia di servizi moderna come Milano vive di migliaia freelance e professionisti che si muovono in continuazione da un ufficio all’altro, dentro e fuori città. Per non parlare di tutti quelli che lavorano nell’edilizia, dagli idraulici agli ingegneri. E per tutti questi come per molti altri un mezzo privato è necessario per ragioni logistiche e di ottimizzazione del proprio tempo.
Come ho scritto, concordo con gli obiettivi, ma così congegnata questa è solo una tassa pesante su chi deve lavorare in città e ha bisogno di un mezzo privato. Inoltre è punitiva perfino per chi ci abita dentro la cerchia, che ha solo 40 passaggi all’anno. Questo non era scritto nel referendum. Sento puzza di ideologia e poca attenzione alle cose reali.