Asterios Polyp di David Mazzucchelli è il graphic novel dell’anno per la giuria di Lucca Comics and Games, la rassegna italiana dedicata al fumetto che si è conclusa il 1 novembre. Al libro di Mazzucchelli è stato assegnato il premio Gran Guinigi per la miglior storia lunga pubblicata in Italia nel 2011.
Asterios Polyp era uscito nel 2009 negli Stati Uniti ed era stato molto celebrato per la “complessa struttura narrativa, un disegno meticoloso di grande rigore, molte trovate formali e un racconto pieno di idee e riflessioni”. La storia parla di un architetto in crisi di invecchiamento, di identità e di senso, le cui riflessioni sono arricchite da frequenti riferimenti colti e quasi filosofici.
David Mazzucchelli non era a Lucca quando ha saputo del premio ma ha mandato un messaggio di ringraziamento alla giuria e al pubblico del festival.
È un grande onore per me ricevere questo riconoscimento dal prestigioso festival di Lucca, in Toscana, la terra dei miei antenati.
Devo confessare che ho sentimenti in qualche modo ambivalenti riguardo a questo premio. Riconoscimenti di questo tipo sono per loro stessa natura soggettivi: non stiamo parlando di caratteristiche quantificabili come, ad esempio, “il libro più pesante” o “quello con i caratteri tipografici più piccoli”. No: i premi, nel campo degli sforzi creativi, sono questioni più delicate e complesse. In una lunga lista di libri che include tanti diversi stili e generi, come si può decidere che quest’avventura fantasy sia meglio di quel dramma storico, oppure che questo libro di satira per adulti sia meglio di quel racconto umoristico per ragazzi?
Inoltre, non posso dimenticare che nel 1990 l’industria discografica americana assegnò il Premio Grammy per la categoria “Miglior nuovo artista” ai Milli Vanilli.
Forse in tempo reale è difficile stabilire quali opere resisteranno alla prova del tempo. Ma intanto, assegnando questo premio ad Asterios Polyp, la Giuria ha garantito che questo libro sarà letto, esaminato, indagato da persone che potrebbero discutere se l’opera sia meritevole o meno di un tale riconoscimento.
Un libro come questo non si crea nel vuoto: perciò sono grato ai miei predecessori e ai contemporanei per il loro aiuto nel creare un ambiente nel quale Asterios Polyp può esistere. Vorrei anche ringraziare il mio amico Igort e tutti quelli che lavorano alla Coconino Press per la loro pazienza e l’impegno nell’affrontare le sfide e i mal di testa che ho infilato nel progetto di questo libro.
Tantissime grazie a tutti, davvero.
In Italia Asterios Polyp è uscito alla fine di settembre per Coconino Press (ve ne avevamo parlato).
- Luca Sofri su Asterios Polyp (2009)












Questo e’ in lista dopo Habib. Pero’ ha ragione sui Milli Vanilli…magari ci sta dicendo che non l’ha scritto lui???
Ma da quando “graphic novel” è diventata maschile?? A me suona malissimo.
Io ho provato a leggerlo, giuro. È che non ci arrivo, resto affezionato a Nonna Papera.
Io ho avuto la fortuna di leggerlo appena uscito (vivo negli USA). Ho un blog che non starò a pubblicizzare perché ci scrivo solo minchiate, ma al riguardo del libro scrissi un lungo post. Qualche estratto:
” Qualcuno lo ha definito “un perfetto matrimonio di testi e grafica” e potrei liquidarlo così”
” il libro è stato realizzato a fumetti solo perché questo è il primo mezzo espressivo dell’autore (David Mazzucchelli). Ma avrebbe potuto benissimo essere solo testuale, nel qual caso sarebbe stato assimilabile senza sforzo a romanzi di certa scuola newyorkese”
” in un mondo dove ormai “fumetto” significa manga dagli occhi spalancati o supereroi con muscolature ipertrofiche e costumi talmente attillati che, diciamolo, in realtà è bodypainting, è una boccata d’aria fresca vedere qualcuno che ha il coraggio di una grafica semplice e sofisticatissima al tempo stesso, pulita, colta, piena di riferimenti al design e all’architettura moderni e modernisti prima ancora che al fumetto. Grafica che è al completo servizio del raccontare: sottolinea situazioni, esprime le emozioni provate dai personaggi, inquadra la nostra percezione di ciò che la storia ci propone, rimarca differenze, crea affinità.”
E altro, non voglio sfinirvi. Leggete il libro e basta. Come se fosse contemporaneamente un catalogo d’arte e un romanzo d’introspezione.
@donpippo anche a me piacerebbe che si stabilisse una volta per tutte: il graphic novel o la graphic novel?
Io però dico: “novel” vuol dire romanzo, quindi propendo per il maschile. Tradurre novel con “novella” è davvero un erroraccio; evitare il femminile vorrebbe dire evitare anche l’accostamento con una traduzione sbagliata.
Devo ringraziarvi, senza questo articolo me lo sarei perso. Libro magnifico.