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Il PD secondo il Wall Street Journal
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Il PD secondo il Wall Street Journal

«Non conta quanto fondate siano le critiche nei confronti delle misure di austerità di Berlusconi, perché il Partito Democratico non ha di meglio da offrire»

19 ottobre 2011

L’attenzione sull’Italia di un grande organo di stampa internazionale per un giorno si è staccata da Silvio Berlusconi e si è dedicata all’opposizione, ma non con maggiori indulgenze. Il Wall Street Journal oggi ha pubblicato un articolo firmato da Alexander Lee su come siamo messi sul fronte economico e politico, soffermandosi a lungo sull’incapacità dell’opposizione di andare oltre le critiche al governo e di offrire valide alternative. L’analisi parte dagli ultimi risultati ottenuti da Silvio Berlusconi in Parlamento con la conferma della fiducia, considerata un test per verificare la sua capacità di resistere alla guida del paese in un forte momento di crisi.

Sulla carta avrebbe dovuto perdere. Con le difficoltà dovute a un debito pubblico enorme pari al 120 per cento del prodotto interno lordo, ha dovuto affrontare sfide molto serie. Da quando Moody’s ha abbassato il rating dell’Italia da Aa2 ad A2 lo scorso 4 ottobre, la fiducia dei mercati nei titoli di stato italiani è scesa ulteriormente, e il governo di Berlusconi ha dovuto affrontare nuovi piani di tagli alla spesa pubblica.

Il Journal ricorda poi le numerose crepe e fratture all’interno della maggioranza, con la recente defezione di un altro parlamentare del PdL, Santo Versace. Il governo deve inoltre affrontare il crescente scontento popolare che ha portato a un forte calo di consensi e a diverse manifestazioni di protesta, culminate nella giornata di sabato scorso a Roma.

Con difficoltà e molti ripensamenti, il governo ha varato provvedimenti tesi a ridurre la spesa pubblica e ad aumentare l’imposizione fiscale. Un piano molto criticato, anche dagli industriali, per gli effetti che potrebbe avere sulla crescita economica in Italia.

Anche se non rappresenta la migliore delle strategie possibili, il piano di Berlusconi è l’unico serio pacchetto di riforme in questo momento. Oltre a chiedere da mesi le dimissioni di Berlusconi, l’opposizione del Partito Democratico ha fallito nell’avanzare proposte realistiche per i conti pubblici. Non conta quanto fondate siano le critiche nei confronti delle misure di austerità di Berlusconi, perché il Partito Democratico non ha di meglio da offrire.

L’articolo spiega le difficoltà del principale partito d’opposizione a mettere insieme le varie anime che lo formano. Per superare le divisioni, il PD ha scelto la strada «di politiche blande e di centro che gli elettori faticano spesso a distinguere da quelle del PdL».

Al momento, le proposte del Partito Democratico rimangono focalizzate sulla creazione di nuovi posti di lavoro e sull’imposizione fiscale progressiva, questioni di cui vorrebbe occuparsi anche Silvio Berlusconi. Ma le continue divisioni hanno impedito al Partito Democratico di spiegare come vorrebbe raggiungere questi obiettivi. In seguito alle prestazioni poco esaltanti del partito nelle elezioni amministrative di maggio, gli elettori hanno poca fiducia e sono preoccupati che il partito si possa dividere una volta al governo. Le stesse preoccupazioni hanno impedito ai sindacati tradizionalmente legati alla sinistra di dare il loro pieno sostegno al Partito Democratico, e hanno portato alcuni parlamentari ad andare dalla parte del presidente del Consiglio nei momenti del bisogno.

La debolezza del Partito Democratico è un vantaggio per Berlusconi, ma – conclude l’articolo – è un altro grande svantaggio per l’Italia. Il paese ha bisogno di un forte cambiamento e di una alternativa solida al governo di Silvio Berlusconi.

Anche a rischio di dividere il partito e di perdere nuovamente alle elezioni, la leadership del Partito Democratico deve farsi carico di elaborare una politica economica chiara ed efficace focalizzata sugli stimoli per la crescita e la stabilizzazione della spesa pubblica. Sarà un percorso duro, ma la vittoria al voto di fiducia di Berlusconi dimostra che il Partito Democratico ha necessità di ripensare la propria strategia economica a partire dalle fondamenta per rimettere in sesto l’Italia.

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  • http://www.facebook.com/surace suro

    Ora, il PD non sarà capace di farsi sentire, o di farsi capire, e può essere un grave problema.
    Ma le proposte ci sono.
    Ci sono le 10 proposte per la finanziaria del Pd: http://beta.partitodemocratico.it/doc/215177/litalia-di-domani—10-proposte-del-pd.htm

    C’è il programma di governo, magari non troppo condiviso con gli alleati, magari poco diffuso tra la gente, che si chiama “L’Italia di domani”: http://beta.partitodemocratico.it/Allegati/brochure_2.pdf (saranno 60 pagine…)

  • tonio

    Il pragmatico WSJ ci sta suggerendo un governo tecnico.

  • http://coglionistan.blogspot.com/ Philip Michael Santore

    @ Suro

    Le proposte che hai linkato sono la ragione per la quale il WSJ dice che il PD non ha di meglio da offrire.

  • uqbal

    P.M. Santore ha pienamente ragione.

    Non è che 10 cavolate messe in fila fanno una proposta.

  • lucagras

    Se quello del governo è “un serio pacchetto di riforme”, c’è qualcosa che non va. O in me o nel WSJ.

  • http://www.facebook.com/surace suro

    Non mi paiono 10 cavolate. Il programma poi è lungo e pieno di idee sensate, lo avete letto?

  • ec84

    l’autore dell’articolo é un giovane studioso di rinascimento italiano a warwick (http://www2.warwick.ac.uk/fac/arts/ren/about_us/people/alexanderlee/) e in lussemburgo (http://wwwen.uni.lu/research/flshase/laboratoire_d_histoire/equipe/alexander_christopher_lee).

    non so che competenze abbia in politica economica. in effetti non mi sembra far altro che riportare un po’ di luoghi comuni italiani a proposito del pd. a volte fondati, spesso ingenerosi.

    ps
    dare un occhio al programma del pd e alle sue iniziative a livello europeo (con psf e spd) val la pena…

  • ec84

    l’autore dell’articolo é un giovane studioso di rinascimento italiano a warwick e in lussemburgo.

    non so che competenze abbia in politica economica. in effetti non mi sembra far altro che riportare un po’ di luoghi comuni italiani a proposito del pd. a volte fondati, spesso ingenerosi.

  • http://nonunacosaseria.blogspot.com/ nonunacosaseria

    abbiate pazienza tutti quanti. però il wsj è un quotidiano assai di destra, come stupirsi se critica il pd? ma le critiche che faceva a prodi ve le siete dimenticate?
    ciò premesso, è un dato di fatto che – proposte o non proposte, anche se di proposte il pd ne ha fatte eccome – quel che emerge dal pd non è sufficientemente credibile all’esterno. questo è il punto sul quale il pd deve lavorare.
    e probabilmente stefano fassina, responsabile economia del partito, deve farsi un bell’esame di coscienza, perché tolto il fisco 20-20-20 di tutte le proposte che ha avanzato non ce n’è una davvero memorabile o davvero coraggiosa/innovativa.

  • borutviola

    ho letto solo quel manifestino con i dieci punti, e partendo dal primo sembra la classica mossa ad effetto. se questo video dice il vero http://www.youtube.com/watch?v=Fmeqf5byeiE questo e’ il classico caso di pura demagogia ma che poi, nei fatti, viene smentito. Non ci vuole molto per capire che QUESTA gente, i vari bindi, veltroni etc lo devono fare loro il passo indietro, come minimo, per primi, se non ritirarsi in pensione, dato che da quanto sembra se la passano bene, no? avanti i vari Civati, Seracchiani etc, prima che mi marciscano o diventino sterili e si…ovviamente…scelte ed azioni oculate, impopolari se servono ma atte a servire il paese, non il partito.

  • tonio

    Mi sembra di ricordare che alle ultime politiche il WSJ fosse, neanche tanto velatamente, simpatizzante di Veltroni e a tal proposito si lanciò in una previsione di quanto male avrebbe fatto Berlusconi nel caso fosse stato rieletto.
    Talvolta essere prevenuti ci allontana dalla realtà e ci impedisce di esprimere giudizi critici soltanto per difendere un’idea di qualcosa che non c’è.

  • pablo72

    PD? Che cosa è il PD?

  • http://sgangheropoli.blogspot.com dalecooper

    Tonio, non mi risulta niente del genere, non e’ che ricordi male? Quello che dici e’ anche molto inverosimile, come dice nonunacosaseria, e come tutti sanno, il WSJ e’ un giornale alquanto di destra.
    .
    La notizia NON ESISTE, il Post pero’ non si e’ lasciato scappare l’opportunita’ di criticare Bersani.

  • fabiokurtz

    Il WSJ dice in maniera chiara quello che dovrebbe essere evidente anche a chi va per strada a manifestare indignato o meno e cioè che l’opposizione oltre agli aventini e giocare a nascondino coi numeri legali non ha proposte serie. Ed i risultati del Molise ed i sondaggi inchiodati con il PDL che non crolla lo dicono molto chiaramente. Speriamo che all’interno del PD qualcuno lo capisca e ci si liberi definitivamente delle Bindi e dei D’Alema che solo fallimenti sanno costruire.

  • pronzolo

    E siamo sempre alle solite.
    Partiamo con due pseudo commenti sul contenuto.
    E poi al terzo già ci nascondiamo dietro la bandiera ideologica Destra/Sinistra. “il wsj è di DESTRA certo che critica il PD” ..

    Ma come facciamo a non capire che queste divisioni DESTRA/SINISTRA/CENTRO centrounpòasinistramaconnostalgiedidestra SONO PARTE DEL NOSTRO PROBLEMA e NON DELLA SOLUZIONE?

    Parliamo di cose SERIE.
    E questo esclude sia la manovra del governo sia le 10 utopie in salsa economica del PD.

  • tonio

    Dalecooper, ci fu una simpatia per Veltroni non certo amore…
    Ad ogni modo ecco il link:
    http://www.festademocratica.it/doc/47721/il-wall-street-journal-benedice-walter-lui-si-batte-per-cambiamenti-drastici.htm

  • lazarus

    Va bene che la colpa morì fanciulla ma possibile che tutte le scuse siano buone perchè nel pd non si faccia mai una seria autocritica e non si pensi mai davvero cambiare una classe dirigente ormai bollita. Se fanno figuracce elettorali è colpa di Beppe Grillo, di Di Pietro, di chi rema contro, di Berlusconi, del destino cinico e baro e di chissà cos’altro.
    Loro fanno le loro belle propostine in dieci punti (eh già che bello stilare lsite che tanto non responsabilizzano nessuno) e non capiscono perchè nessuno gli dà credito. Il WSJ parla male di loro ma tanto sono di destra (quando hanno attacca il governo Berlusconi invece? erano di sinistra) che ci importa anche se ha ragione? Andiamo avanti così con D’Alema e Bersani pieni di grandi idee ci aspetta un luminoso futuro.
    Sempre che Beppe Grillo non si metta a remare contro…

  • http://listn.to/candyda mish

    OT @borutviola
    Scuola Furano legge Il Post!! :O

  • odus

    Anche a rischio di dividere il partito e di perdere nuovamente alle elezioni, la leadership del Partito Democratico deve farsi carico di elaborare una politica economica chiara ed efficace focalizzata sugli stimoli per la crescita e la stabilizzazione della spesa pubblica. Sarà un percorso duro, ma la vittoria al voto di fiducia di Berlusconi dimostra che il Partito Democratico ha necessità di ripensare la propria strategia economica a partire dalle fondamenta per rimettere in sesto l’Italia.
    Quello che, non richiesto dagli italiani, il Wall Street Journal consiglia al PD il PD non può farlo come Obama non potrebbe farlo se il Wall Street Journal desse ad Obam gli stessi consigli che dà al PD.
    Per la semplice ragione che in democrazia i partiti ed i loro leader sono ostaggi degli elettori che pretendono da coloro a cui danno il voto benefici e vantaggi, a partire dagli industriali per finire ai bidelli, anche e soprattutto a spese di un debito statale che, come si chiede in più nazioni, si corre il rischio di non onorare gabbando banche, fondi di investimento e/o pensionistici e privati investitori che a suo tempo quel debito lo hanno comprato fidando nella solvibilità degli Stati (sovrani?) a cominciare dagli Stati Uniti.
    Altrimenti gli elettori il voto non lo danno.