Il Post
Come sono andate le cose alla Camera, oggi
— Politica

Come sono andate le cose alla Camera, oggi

La versione di Andrea Sarubbi, deputato del Pd, che ha tenuto i conti

14 ottobre 2011

La discussione intorno al voto di fiducia alla Camera, oggi, impazza più del solito, soprattutto in rete, perché oggi le variabili in ballo sono state maggiori di altri voti sul governo recenti. E perché le opposizioni hanno provato a sfruttare i numeri mancanti alla maggioranza approfittando delle norme sul numero legale. Le conseguenze, e il ruolo dei radicali, sono molto dibattute. Andrea Sarubbi del PD, accurato e alacre protagonista e testimone delle sedute alla Camera, soprattutto col suo account su Twitter, ha fatto questi conti e queste valutazioni sul suo blog.

Le opposizioni, tutte insieme, non superano quota 303. Può darsi che mi sbagli di uno o due, ma la sostanza non cambia: per sfiduciare il governo serve che 6 o 7 deputati della maggioranza gli votino contro, o che una quindicina non si presentino. Poi uno ogni volta può illudersi, guardando le cose da fuori, e aspettarsi chissà quale sorpresa; per noi che stiamo lì dentro, invece, la matematica ha ancora un senso. Il vero dubbio di oggi, facendo due conti, non era che Berlusconi avesse più o meno deputati delle opposizioni; era, semmai, che avesse abbastanza deputati (315) per garantire il numero legale e dunque rendere valido il voto. Se si fosse fermato a 314, per dire, si sarebbe trovato senza fiducia: il che, da un punto di vista regolamentare, avrebbe provocato soltanto una votazione bis, probabilmente lunedì o martedì, ma dal punto di vista politico sarebbe stato oggettivamente imbarazzante, sempre ammesso che l’imbarazzo sia una sensazione a lui conosciuta. Il regolamento della Camera calcola il numero legale non in base alla votazione, ma in base alla presenza in Aula; così, per non essere conteggiati, tutti noi (Pd, Idv, Udc, Fli, Api, minoranze linguistiche, radicali) abbiamo deciso di non entrare nell’emiciclo, neppure durante il dibattito. L’idea comune era quella di aspettare la fine della prima chiama (ce ne sono due, come sapete), ossia il primo giro di deputati, per capire se il Centrodestra fosse o meno in grado di garantire la validità del voto: appena raggiunta quota 315 da parte loro, noi saremmo entrati in Aula ed avremmo votato normalmente. Come è andata lo sapete: a votare la fiducia sono stati in 316, uno dei quali – sedicente frondista, fino a qualche ora fa – è arrivato a cose ormai fatte, per non restare fuori dal buffet. Sarebbero stati 315, a posteriori, ma quando i radicali hanno deciso di entrare in Aula e votare, garantendo comunque il numero legale, nessuno poteva saperlo con certezza: neppure io, che – insieme ad altri 5 o 6 colleghi – ero stato delegato dal gruppo a contare i voti, uno per uno, per tenere il polso della situazione e poter poi decidere se entrare in Aula o no. Marco Beltrandi, quello che fece saltare l’election day, è entrato per 298esimo, a prima chiama ancora in corso; via via tutti gli altri, e a quel punto è saltato il tappo: sono entrate prima le minoranze linguistiche (a numero legale ormai raggiunto, per la verità) e poi, alla seconda chiama, tutti noi. So che alcuni si aspetteranno un mio commento sui radicali. Io credo invece di averne già parlato abbastanza, in queste settimane, e non avrei molto da aggiungere: condivido tutte le loro battaglie – quella sulla Libia lo dimostra – quando sono battaglie di merito; quando invece sono iniziative per la propria visibilità, o quando cercano una sponda politica con il governo per ottenere qualcosa in cambio, non possono trovarmi dalla loro parte. Poi, per carità, uno può nobilitarle come vuole. Ma tra qualche mese vedremo se il fine di quella telefonata di Pannella – che ha costretto tutti i suoi ad entrare, nonostante il dibattito interno fosse piuttosto vivace – sarà stato nobile davvero, come spero, o se anche loro hanno ceduto al fascino dell’happy hour nel bazar di Silvio.

(leggi per intero sul blog di Andrea Sarubbi)

TAG: ,    
  • matteomainardi

    Non so chi abbia scritto questo articolo ma definire Sarubbi “accurato e alacre protagonista e testimone” mi sembra davvero troppo. A questo punto mi fido più dei Radicali!!!

  • http://leo54.splinder.com/ leorotundo

    Fra le tante cose strane di questo paese vi è il rispetto con cui vengono trattati i radicali. Vorrebbero essere alternativi alla classe politica ma da loro sono uscite tutte persone che hanno fatto della politica e del trasformismo una professione a vita da Marco Pannella a Emma Bonino, da Rutelli a Capezzone, da Elio Vito a Marco Taradash. Qual è il prezzo politico che viene pagato ogni volta che cambiano schieramento? Basta non arricchirsi personalmente per essere considerati uomini politici stimabili? Basta occuparsi di diritti civili per saltare impunemente da uno schieramento all’altro?

  • piergiorgio

    guarda leorotundo quello che dici è la perfetta spiegazione di cosa vuol dire la politica per una buona parte degli italiani imbevuti (loro malgrado, certo, ma è un fatto)di partitocrazia: lo schieramento. Vedono solo quello, lo schieramento. Le cose che si fanno non contano (infatti tu lo dici, che importa aver procurato all’Italia cambiamenti reali, epocali, che hanno inciso in maniera profondissima sulla società, il costume, il modo di vivere? nulla rispetto allo “schieramento”).
    La politica è ridotta così: un derby fra la mia squadra e la loro. Quando si vince e non cambia nulla ci si lamenta un pò ma poi al prossimo giro…perchè votare qno che invece coerentemente le cose le fa? sono così pochi, invece la mia squadra è così bella,grande, forte con tutta quella gente ben piazzata nei giornali, nei media, nei sindacati, nelle ASL, nono meglio votare ancora la mia squadra…
    Trasformismo???? i radicali semmai sono intransigentemente coerenti, anche troppo. Ma la volete capire che conta perseguire degli obiettivi sulle cose? Le persone (e i partiti che di quelle son fatti e che, come i radicali, sono davvero liberi e liberali) non “appartengono” a nessuno. Tantomeno ad uno schieramento. I radicali sono l’antitesi del trasformismo poichè han sempre perseguito battaglie politiche chiare, apertamente, e han sempre fatto accordi politici chiari, apertamente.E fino a prova contraria (che nessuno da, ma tutti parlano per sentito dire) non sono mai saltati “impunemente”, violando un patto inviolato da altri.
    Quanto a capezzone o rutelli (che peraltro non metterei sullo stesso piano ma qui il discorso sarebbe lungo) quelli ne sono usciti, cosa c’entra con le posizioni del partito e del gruppo parlamentare (delegazione nel gruppo pd più esattamente) del partito?

  • michelelan

    senza il pdi.. loro non sarebbero in parlamento! quindi loro non possono fare quello che vogliono c’è il rispetto degli elettori e del partito che gli ha permesso di essere eletti! e si sono dimostrati complici di berlusconi.. sono come loro.. hanno votato per l’accanimento terapeutico.. vadano in birmania e iran a gridare amnistia! li ce nè più bisogno!

  • piergiorgio

    ma raccontare le cose con i fatti? ovvero cogli atti ufficiali della camera? NO, meglio Sarubbi, deputato pd ovviamente, ma “alacre” e “che ha tenuto i conti”…complimenti!

  • http://leo54.splinder.com/ leorotundo

    @piergiorgio: sulla logica degli schieramenti sono basate tutte le democrazie liberali basate su un sistema elettorale rappresentativo,le democrazie liberali si reggono sulla corretta dialettica fra maggioranza ed opposizione, i radicali questo lo sanno visto che si definiscono liberali. Come si fa a sostenere che saltare dall’opposizione alla maggioranza proprio il giorno della fiducia ad un governo che non ha più i numeri e non ha più la fiducia dei cittadini sia fare una battaglia politica seria, aperta e chiara? Tutti adesso si stanno chiedendo quale è stata la merce di scambio. Come si fa a non rendersi conto di tutto questo?
    Il partito radicale di Marco Pannella ha svolto un ruolo importante negli anni ’70 con le battaglie sul divorzio e sull’aborto, poi è andato incontro ad un’innegabile involuzione, legata soprattutto alla personalità del suo leader. Troppo spesso le iniziative sembravano pura ricerca di visibilità, una volontà di fare notizia anche a costo di fare scandalo, ti devo ricordare la pensione che paghiamo ad Ilona Staller? O la proposta di disarmo unilaterale in piena guerra fredda sventolando il mito di Gandhi e l’art. 11 della Costituzione? Ti devo ricordare che poi i radicali sono diventati i più convinti fautori dell’intervento militare italiano nel conflitto balcanico ieri ed in Libia oggi in sospetta violazione dell’art.11 della Costituzione? Ogni scelta, anche la più bizzarra, strampalata o contraddittoria, veniva e viene giustificata da una pretesa superiorità morale. Questo è tipico degli integralismi, non è pensiero liberale. Pannella è un personaggio contraddittorio che per motivi opportunistici non ha mai fatto scelte chiare nello schieramento politico ed ha avallato così una deriva neo-qualunquista nel partito. Ti devo ricordare i suoi periodici anatemi contro la partitocrazia con cui poi viene sempre a conveniente patti? C’è da stupirsi se ha attirato ambigue politicamente come lui, ambiziose, desiderose di far politica non importa dove, pronte a fare il salto della quaglia quando sono dentro il partito o dopo quando ne escono?

  • piergiorgio

    @leorotundo certo, sulla dialettica fra una maggioranza e un’opposizione che non vuol dire una classe dirigente etichettata come “destra” e un’altra etichettata come “sinistra”, ma vuol dire dialettica fra un programma politico di maggioranza e un programma politico di opposizione. La differenza con l’Italia, che infatti è una democrazia non troppo compiuta, è che da noi questo non c’è, ci sono solo 2 schieramenti a priori, cioè al di là delle cose da fare, con le due etichette.

    Caro leo come si fa a sostenere piuttosto che siano “saltati” con la magioranza di governo quelli che gli hanno votato contro????? questo si sarebbe difficile da spiegare a chiunque vive in una vera democrazia liberale. Solo in italia si può arrivare a questo livello di disinformazione sovietica: sono riusciti a trasformare chi ha votato contro la fiducia al governo in un sostenitore del governo! complimenti.
    Come? con un arzigogolo che, già piuttosto complesso e discutibile da principio, per di più, man mano che veniva fuori la verità, si è rivelato anche basato su una panzana di fatto (dato che il numero legale non era affatto 315 come qualcuno si ostina a dire o a non correggere). Un triplo carpiato che, tuttavia, ha subito spopolato fra i militanti e i simpatizzanti della “sinistra”. Perchè? perchè anche nei più sinceri l’habitus mentale inveterato ormai è quello che descrivevo sopra. E perchè la frustrazione, la delusione, la rabbia devono essere incanalate contro il capro espiatorio.

    Lascio perdere il resto: non si può parlare di tutto. Ma trovo davvero divertenti certi tic della sinistra. Per esempio quello dell’accusa ai radicali di rivendicare una “superiorità morale” curiosamente è esattamente quello che spesso dicono quelli di destra sugli ex pc. Si vede proprio che parlate per sentito dire e non li ascoltate direttamente. Perchè farlo poi? tanto c’è il partito da stare a sentire…

    Sorvolo su tutto il resto se no non la finiamo più

  • whiteyes

    @Piergiorgio
    Ho capito che sei un sostenitore dei radicali, visti i tuoi commenti presenti in tutti gli articoli riguardanti questa faccenda; ti chiedo, il gesto simbolico, emblema dei radicali, nella seduta di ieri, come in quella di oggi, anche se il fine era concreto, non vale più?

  • heilandstark

    Spero si tratti di un BUG, ma faccio notare che sono due volte che mi cancellate il commento da questo post…
    Potrei avere chiarimenti???
    heilandstark.wordpress.com

  • heilandstark

    Ecco il commento che non è apparso per ben due volte dopo essere stato pubblicato. Sicuramente un bug:
    Cioé loro passano il tempo a contare sul pallottoliere e noi dovremmo anche stare ad ascoltarli?
    BUFFONI, incapaci di svolgere anche il ridicolo ruolo di opposizione.
    E concordo con quanto scritto sopra. Se questa è l’alacre sinistra che ci troviamo allora invecchieremo con il PDL al governo e la sinistra a fare i conti.
    PENOSO.
    heilandstark.wordpress.com

  • http://leo54.splinder.com/ leorotundo

    I radicali sono entrati nell’emiciclo quando, secondo tutti i giornalisti ed i testimoni presenti, era ancora incerto il raggiungimento del numero legale, il gesto politico è stato chiarissimo. Adesso bisogna aspettare e capire cosa è stato dato in cambio. Il resto sono le famose chiacchiere che se le porta il vento.

  • anita81

    Il nonsense del provare a far mancare il numero legale è dimostrato da questa frase di Sarubbi: “dal punto di vista politico sarebbe stato oggettivamente imbarazzante, sempre ammesso che l’imbarazzo sia una sensazione a lui conosciuta.”

    No, care opposizioni, l’imbarazzo NON è una sensazione conosciuta a Berlusconi, e se pure lo provasse, non sarebbe quel tipo di imbarazzo che porta alle dimissioni. In un paese civile, un primo ministro si sarebbe dimesso se solo UNA delle seguenti cose fosse accaduta:
    - ha pagato un giudice per poter soffiare un’azienda dalle mani di un altro;
    - un tizio viene condannato per essere stato corrotto da lui, ma per via dell’immunità non si può processare il corruttore;
    - dichiara il falso per far uscire una sbandata minorenne da una questura;
    - alcune prostitute frequentano casa sua e hanno il suo numero di cellulare privato, e lo usano;
    - si scopre che paga casa – e non solo – ad un manipolo di ventenni;
    - alcune delle pochissime leggi approvate dal suo governo hanno l’unico scopo di proteggerlo dai guai giudiziari;
    - la pessima fama del governo in campo internazionale aggrava la crisi e rende il paese ancora più vulnerabile alle speculazioni.

    Nonostante non uno solo di questi eventi, ma TUTTI quanti siano realmente accaduti, Berlusconi non si è ancora dimesso, e mai lo farà. Non sarà certo la mancanza del numero legale a metterlo in imbarazzo.

    Care opposizioni, lasciate perdere le conte, rimboccatevi le maniche e iniziate a preparare un programma di governo credibile. Il paese è allo sbando, ci sarà da faticare per riportarlo sul binario giusto. Diventate credibili, diventate forti. Berlusconi prima o poi cade, e voi dovete essere pronti a guidare il paese.

  • piergiorgio

    @leorotundo le testimonianze dei giornalisti, se scrivono falsità come è avvenuto perfino qui all’inizio, non significano nulla. I fatti, FATTI, dimostrano che i radicali non sono stati determinanti (315 della maggioranza alla prima chiama) e anche che quando sono entrati era del tutto improbabile, per non dire impossibile, che il numero legale non venisse raggiunto (per quanto matematicamente possibile, ma a livello di pura teoria, di fatto no).
    Ma il punto non è nemmeno questo, questo va detto per amore di verità, perchè bisogna partire dai fatti.
    Il punto vero però è che tu, e tutti gli altri “vendicatori del popolo” disgustati dal comportamento dei radicali, continuate a pensare che il giudizio debba partire, non si sa perchè, dalla decisione “tattica” del PD. Cioè è questa cosa che è ridicola: il metro per giudicare chi sostiene il governo e chi no, per voi è diventato automaticamente l’aver fatto o meno quel che aveva deciso il PD. NOn si giudica secondo “natura”= chi vota si è a favore, chi vota no contro.
    In pratica un semplice misero tatticismo, legittimo per carità, ma di importanza scarsa, è diventato il metro per giudicare l’importanza del “gesto politico” come dici tu!!! assurdo.
    E tutto solo perchè il partito avva deciso di fare quel piccolo tatticismo…e perchè poi una BIndi un pò fuori di testa, e con lei qualche altro dirigente troppo emozionato si sono lasciati andare sull’onda dell’accaloramento momentaneo.
    Ma mi spieghi perchè dovrei giudicare chi o cosa fa stare in piedi il governo da quella cazzatina che volevano fare BIndi & co. ???
    La volete capire che così non si va da nessuna parte?
    Il governo così non sarebbe affatto caduto e non cadrà. Questi sì sono solo chiacchiere.

  • piergiorgio

    @whiteyes se fossi un sostenitore dei radicali certo non lo nasconderei; ma in questo caso non voglio mettere nei post dichiarazioni in merito perchè ne sono i pieni i blog (della serie chi è contro si mette a scrivere “io votavo i radicali ma non li voterò mai più ecc. ecc.”; chi è favore invece dice “io pensavo di votare dmeocratico ma ora non lo farò mai più” ecc.) e questo modo di “pararsi il culo” nei post lo trovo stucchevole. Tanto nessuno può controllare e allora che lo scriviamo a fare?
    IO chiedo solo, anche a te, di giudicare dai miei argomenti. E anche questo fa parte del pensiero liberale caro ai radicali, e spero caro anche a quelli del PD o della sinstra più…a sinistra.
    Non conta nulla il resto.
    Di sicuro in questo caso ho deciso di prendere le loro parti, perchè al primo leggere gli articoli del post ho subito capito che il PD aveva preso una bella cantonata e si stava commettendo un’ ingiustizia sgradevole contro chi era in situazione di obbiettiva minorità (=estrema difficoltà della posizione in questo clima da stadio, impossibilità di far sentire la propria voce con tutti i grandi media schierati contro ecc.ecc. )E io non soppoto le ingiustizie.
    Detto questo però non credo di aver capito bene cosa mi chiedevi, potresti riformulare in modo più esplicito?

  • miao

    Piergiorgio, Io ho ascoltato in diretta le votazioni e i radicali sono entrati quando il numero legale non c’era. Da quel momento gli assenti si sono affrettati ad entrare in aula. I fatti sono questi e sono incontestabili. I radicali sono da sempre dei venduti tant’è che il portavoce del B è uno di loro così come il portavoce di FLI e naturalmemnte la rappresentanza nel PD. Sono da sempre degli approfittatori.

  • miao

    Leorotundo, hai ragione. E’ una cosa incomprensibile il rispetto di cui godono i radicali. Ma ancora più incomprensibile, a me, è che il PD abbia accettato di candidarne 6. Se hanno perso le elezioni sicuramente è anche per quello. E’ impensabile che una persona sana di mente, a meno che non habbia specifici interessi, voti dei santimbanchi simili che hanno come unica filosofia la visibilità.