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Domatori di Berlusconi
— Politica

Domatori di Berlusconi

L'Italia che tratta il proprio PresdelCons come un animale da addomesticare, o un bambino capriccioso da calmare

12 ottobre 2011

Non ci pare che manchino gli elementi che mostrano non solo la drammaticità della crisi politica italiana, ma il suo aver perduto ogni senso del ridicolo e ogni misura di dignità adulta. Un giorno sì e uno sì si rinnovano occasioni di riflessione sul paradosso di un governo che la maggioranza del paese ritiene inadatto a governare e nessuno riesce a far spostare, o sul navigare alla deriva del suddetto governo, o sull’abbrutimento di una classe politica fatta nella sua maggioranza di singoli inetti che trascinano quotidianamente le proprie esistenze indifferenti al proprio ruolo. La gestione politica dell’Italia oggi non è solo un disastro, è un asilo. Come dimostra ancora non tanto la sconfitta di ieri alla Camera della maggioranza – può accadere, è la politica – ma le reazioni infantili successive, con accuse a questa o quell’assenza, conti di pallottoliere, sghignazzi dall’altra parte, pretese che sia stato un caso, eccetera.

La ciliegina sulla torta di questo scenario è la strada prevalente ormai presa dalle considerazioni su come uscirne, quella che di fatto cerca di addomesticare Berlusconi come fosse un animale uscito dalla gabbia o un bambino capriccioso, avendo rinunciato a ogni altro progetto. Un numero crescente di analisti e commentatori orienta ormai le proprie proposte allo psicanalitico: dalle richieste di dimissioni degli editorialisti del Corriere della Sera che spiegano al PresdelCons che la sua uscita sarà onorevole e gli farà fare una bella figura, a Michele Serra che oggi su Repubblica cerca di capire cosa ci sia nella testa di Berlusconi a tenerlo attaccato a una scelta che paghiamo tutti (“gli pare inverosimile che qualcuno non lo ami”), a Giancarlo Loquenzi che in tv qualche giorno fa è arrivato a rivendicare, come se fosse una cosa normale, che “più gli si chiede di dimettersi, più lui non lo farà”.

E non è solo una cosa degli addetti ai lavori. Al Post arrivano con crescente frequenza proposte di lettere aperte o proposte a Berlusconi, da parte di lettori e collaboratori, coi toni più vari: i più decisi critici del PresdelCons sono rosicchiati dal dubbio che l’assurdità della situazione sia così palese che non è possibile che non la veda lui stesso, il PresdelCons. Dovrà capirla, in qualche modo, mormorano in molti: non foss’altro che per il suo interesse (di recente abbiamo sentito qualcuno evocare persino l’offerta di una trattativa per un salvacondotto giudiziario, in un’applicazione della logica dell’emergenza speculare e complementare di quelle che invece suggeriscono l’insurrezione).

E così declina questa crisi politica, e si porta dietro ben altro che il fallimento di oggi: quando Berlusconi sarà finito non tornerà tutto a posto, e la ricostruzione di una maturità generale sarà una specie di dopoguerra senza piano Marshall. Che forse sarebbe il caso di anticipare smettendo di trattare una crisi politica come un caso umano, ancora di più se lo fosse per davvero: per la nostra dignità, per evitare che diventi sessanta milioni di casi umani.

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12 Commenti

  1. Insomma si chiede di togliere il cervello di Berlusconi dall’analisi politica, di smetterla di fare psicanalisi politica. Ogni volta che sento questi discorsi mi viene da obiettare che chi ha creato un’arena politica a forma di imbuto è stato proprio Berlusconi, mettendocisi al centro. Se l’ha fatto ci sarà un motivo, per me è l’assenza di qualsiasi discorso politico. Come si fa a parlare di politica se questa è ai minimi termini?

  2. sombrero

    Questo discorso non farebbe una piega se la questione fosse realmente e squisitamente politica, peccato che la politica normalmente non contempli l’ipotesi di una figura di spicco incarnata in un bambino psicopatico. Quella a cui assistiamo quotidianamente NON è politica e non vedo perché dovrebbe essere trattata come tale.

  3. ellissa

    boh sara’ che lavoro con i vecchietti e mi sembra che un atteggiamento cosi sia normale.
    Assisto a figli sorpresi e spaventati dai comportamenti pericoli dei padri un tempo severi e moralisti, che ora si fanno rubare i soldi da prostitute e si rifiutano di accettare che devono lasciare l’incarico di amministratore di condominio o la gestione di un edicola. Figurarsi poi l’incarico di PresdelCons

  4. francescoform87

    E pensare che fino al giorno prima facevano il braccio di ferro sul condono….purtroppo per il premier nn gli conviene mettersi contro Tremonti, perchè ha gran parte dei leghisti dalla sua parte, visto che ormai stanno a braccetto per il federalismo…Nel frattempo ha anche la grana Scajola cui tener conto, e almeno una ventina di parlamentari che potrebbero lasciare il pdl…Con questi problemi, non oso pensare a quale decreto sviluppo possa uscire fuori; il condono sarebbe il male minore, e la liberalizzazione degli ordini una cosa impensabile, cn l’avvocato LaRussa, il dentista Scilipoti e l’ingegner Castelli che non sono favorevoli!
    http://ilpicchioparlante.wordpress.com/2011/10/12/condono-edilizio-o-fiscale-entrambi/

  5. Secondo me è oggettivamente impossibile che ci sia qualche collegamento fra la situazione attuale e veri o presunti decadimenti psichici di Berlu. Fosse così, sarebbe già fuori da un pezzo.
    Forse l’età ha fatto venir fuori alcuni aspetti esteriori folcloristici, ma non il nocciolo del problema.
    Il nocciolo del problema è che Berlu ha deciso di inglobare lo Stato facendolo diventare parte del sistema di produzione della (sua) ricchezza. Forse nel 1994 voleva solo occupare direttamente quei posti pubblici dove non aveva più interlocutori fidati, ma poi appena ne ha avuto l’occasione, ha fatto il passo successivo ed ha compiuto la fusione con lo Stato. E adesso che siamo diventati tutti, come Stato, un suo ramo d’azienda, o una sua controllata, o una sua collegata, non ha nessuna intenzione di perdere il controllo sul CDA. Tutto qui.

  6. whiteyes

    Concordo con tutti i precedenti ma la domanda resta.
    Perchè se questa sopravvivenza è una strategia suicida (il PredeDelCons dileggiato quotidianamente, il PDL smpre più diviso e, nel migliore dei sondaggi, al palo nei consensi, i malumori della lega, la non soluzione dei problemi dell’Italia), tutto resta uguale?
    L’unica risposta, che azzardo, è che la stragrande maggioranza dei parlamentari nominati (destra, centro, sinistra, responsabili, misto, bombeammano trickettrack), vogliano arrivare a fine legislatura per prendere il vitalizio, perchè deve scadere il 5° anno di mandato parlamentare.
    Ovviamente ci sono le eccezioni, ma sono la minoranza a quanto pare.

  7. >”gli pare inverosimile che qualcuno non lo ami”

    più che altro a lui non interessa, credo sia ben conscio di essere un tipo di persona poco rispettabile, e ne sia tronfio

  8. B. si sta politicamente impiccando ogni giorno sempre di più.
    Ogni giorno chiude sempre più stretto il cappio, La sua ormai certa uscita di scena non è una vittoria, ma una sconfitta in quanto sta uscendo perchè lui si sta strozzando oda solo e non perchè scalzato da una nuova diffusa visione della politica.
    Se mi si passa l’esempio è come una brutta influenza. Non è che perchè ti è passata sarai immune per il futuro a questo tipo di cose.
    B. sta passando perchè lui si è portato in un vortice senza via d’uscita, non perchè gli anticorpi funzionano.
    Se B. Passa, la politica continua a rimanere corrotta come prima, le infiltrazioni mafiose come prima e le logiche di partito e clientelari come prima.
    C’è bisogno di una reazione d’orgoglio da parte di tutti per scalzare via tutto questo, ma non vedo la gente compatta in piazza a chiedere la fine di questo incubo.
    Sta finendo una brutta influenza, ma siamo in attesa di una nuova, forse più leggera o forse, purtroppo, ancora più pesante.

  9. andreab

    A me non sembra che ci sia nulla riguardante vecchiaia o psicologia. La verità pura e semplice è che B. non lascerà l’incarico fino a quando non avrà garantita l’impunità per se stesso. È questa l’unica cosa che gli interessa, l’unico obiettivo chiaro della sua azione politica dal 1994 ad oggi.

    Molta gente se ne è accorta subito (Montanelli), alcuni non ci sono ancora arrivati. Ma, per quanto l’ipotesi di un salvacondotto sia del tutto inaccettabile, credo che la discussione non possa che partire da questi termini.

  10. piti

    Mi viene da dare ragione in modo particolare a Luzmic.

    Però, sarà che mi nutro (anche) di risentimento, e mi chiedo come sarebbe possibile il contrario, chi è che diceva che fischiare Dell’Utri (diomio: fischiare, non sparare, non menare, non bombardare, neanche tirare fialette puzzolenti. Fischiare) non andava bene?
    E adesso cosa cambia rispetto a un anno fa, nella valutazione di questa cricca di malaffare al governo? Quale parola d’ordine è scattata che un anno fa invece si doveva stare nel lettino della interpretazione più anodina della Costituzione, e senza neanche muovere le braccina, che non stava mica bene?

  11. whiteyes

    Non so cosa significhi salvacondotto: se inteso in senso metaforico per indicare un’uscita decorosa di B. dalla fase politica attuale è un conto; se riguarda i suoi processi, penso che le regole di uno stato di diritto non prevedano alcun salvacondotto, se verrà giudicato colpevole di qualche reato.

  12. franco1

    Concordo pienamente con AndreaB, l’unica ragione per cui il sig. Berlusconi Silvio si è dato alla politica è stato evitare il fallimento delle sue aziende e l’eventuale galera per lui e il suo entourage.
    Sul resto mi dispiace ma non riesco a pensare di lasciargliela sfangare.

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