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di Emanuele Menietti

La storia e le foto di Steve Jobs, che si è saputo aggiungere al pantheon che creò

6 ottobre 2011

Due anni dopo nel corso di una delle sue famose presentazioni apparve molto dimagrito e debole. Circolarono domande e indiscrezioni sulla sua salute, che sconfinarono notevolmente nella sfera del privato e a volte del cattivo gusto. Qualcosa di simile accadde nel 2008 quando a un’altra presentazione apparve ulteriormente dimagrito e indebolito. Fu anche pubblicato per errore un articolo sulla sua morte, cui Jobs rispose con una vecchia citazione: «Le notizie sulla mia morte sono decisamente esagerate».

Nei primi giorni del 2009, Jobs annunciò che le sue condizioni di salute erano peggiorate, tanto da rendere necessari sei mesi di pausa dai propri incarichi di CEO di Apple. Nell’aprile dello stesso anno fu operato per un trapianto di fegato, che ebbe esito positivo. Tornò alla guida della società, ma dopo un anno e mezzo fu nuovamente obbligato a lasciare sempre per motivi di salute. Lo scorso giugno tenne la sua ultima presentazione e a fine agosto annunciò le dimissioni da amministratore delegato, segno che le condizioni di salute erano ulteriormente peggiorate.

Steve Jobs è morto oggi, all’età di 56 anni, assistito dai suoi familiari. Lascia tre figli, avuti dalla moglie Laurene con cui è stato sposato per vent’anni, e una quarta figlia avuta da una precedente relazione. Lascia anche una delle aziende informatiche più grandi e conosciute al mondo, che avrà ora il difficile compito di portare avanti lo spirito e l’intuizione del suo cofondatore.

Il 12 giugno del 2005, Steve Jobs tenne forse il suo discorso più celebre durante la consegna dei diplomi alla Stanford University di Palo Alto. In quell’occasione raccomandò ai neolaureati di non rinunciare ai loro desideri e di essere folli. Senza perdere tempo prezioso.

Negli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni qualvolta la risposta è no per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato. […] Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.

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8 Commenti

  1. oivluf

    lo spot del 1984 era evidentemente legato al libro 1984 (e lo dice chiaramente col gioco di parole finale) non al grande fratello che sembra diventato il prezzemolo da infilarre obbligatoriamente in ogni minestra sulla “comunicazione”

  2. henrygale

    Il “Grande Fratello” è un “personaggio“ inventato da Orwell, nel libro “1984”…

  3. ulissenea

    un gran bel articolo..una sintesi perfetta per descrivere un uomo come Jobs

  4. propositionjoe

    E’ forse morto steve jobs?

  5. emig

    Consiglio a chi fosse interessato ad una bella storia personale su Steve Jobs la lettura di questo post di Brian Lam, vice direttore di Gizmodo ai tempi del caso del prototipo dell’iPhone 4:

    http://thewirecutter.com/2011/10/steve-jobs-was-always-kind-to-me-or-regrets-of-an-asshole/

  6. aiace96

    ma nell’harware scese anche a compromessi, abbandonando la progettazione in house dei chip e “cedendo” all’architettura Intel, scelta sicuramente strategica ed economica ma criticabile. La scatola esterna è bellissima, ma il motore è comune a tutti gli altri PC… marketing software e un po’ di design: geniale.

  7. torinoerotica

    Diciamo pure che era partita buona come idea, ma mano mano si è persa..

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