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  • Lunedì 3 ottobre 2011

Guida alle elezioni in Polonia

Il 9 ottobre si rinnova il Parlamento polacco, si sfidano due destre: quella moderata e liberale del premier Tusk e quella ultraconservatrice di Kaczynski

Supporters of the conservative Law and Justice party hold signs and flags as they attend a party convention at the Palace of Culture in Warsaw, on October 2, 2011. AFP PHOTO / WOJTEK RADWANSKI (Photo credit should read WOJTEK RADWANSKI/AFP/Getty Images)

Supporters of the conservative Law and Justice party hold signs and flags as they attend a party convention at the Palace of Culture in Warsaw, on October 2, 2011. AFP PHOTO / WOJTEK RADWANSKI (Photo credit should read WOJTEK RADWANSKI/AFP/Getty Images)

Trentuno milioni di cittadini voteranno in Polonia il 9 ottobre per Senato e Parlamento (Sejm). Le presidenziali anticipate dello scorso anno avevano portato alla vittoria Bronislaw Komorowski, leader di Piattaforma Civica (PO), contro Jaroslaw Kaczynski. Solo un neo sulla guancia sinistra lo distingueva dal gemello Lech, il presidente morto nel 2010 in un incidente aereo a Smolensk, in Russia, con la moglie e parte dei vertici polacchi. Subito dopo la sconfitta, congratulandosi con il nuovo presidente, Jaroslaw Kacynski si era dichiarato pronto a una dura opposizione in vista delle politiche del 2011.

Ci siamo e la contesa sembra una replica delle presidenziali, con pochi altri protagonisti sulla scena. Secondo i sondaggi, infatti, la Polonia tornerà a scegliere tra due destre: quella liberale, moderata ed europeista di Piattaforma Civica (data al 34 per cento) di cui sono esponenti il presidente e l’attuale primo ministro Donald Tusk, e l’altra ultraconservatrice, euroscettica e nazionalista di Giustizia e Ordine (al 29 per cento) co-fondata nel 2001 dai gemelli Kaczynski e guidata oggi da Jaroslaw.

La storia politica dei gemelli Kaczynski comincia negli anni Ottanta all’interno di Solidarnosc, quando questi riescono ad arrivare nel circolo dei consiglieri più stretti del leader Lech Walesa. Nel 2001 i due fondano Legge e Giustizia (PIS), accusando Walesa di troppa indulgenza verso gli ex comunisti. Nel 2005 vincono le elezioni: Lech diventa presidente (con poteri, in Polonia, di porre il veto sulle leggi e di intervenire direttamente su questioni di politica estera) mentre Jaroslaw, che in un primo momento rinuncia per non condizionare l’elezione del fratello, dopo le dimissioni di Marcinkiewicz viene nominato primo ministro (luglio 2006).

Dall’alto delle due più influenti cariche governative del Paese, i gemelli Kaczynski piegano la Polonia a un marcato conservatorismo. Respingono alcune proposte di legge sull’omosessualità e i diritti civili, cercano di prendere il controllo e influenzare istituzioni indipendenti come la Banca centrale e i media. A marzo 2007 pretendono che 70.000 polacchi tra funzionari pubblici, giornalisti e professori universitari dichiarino, per non venir licenziati, di non avere mai avuto rapporti con il regime comunista (la cosiddetta politica della “lustracija”). Arrivano a voler ritirare il mandato di parlamentare europeo a Bronislaw Geremek, dirigente di Solidarnosc che si rifiuta di firmare.

In politica estera i due scelgono un approccio euroscettico, isolando Varsavia dal resto dell’Europa, avvicinandola agli Stati Uniti di George W.Bush e dimostrando un’accesa ostilità nei confronti di Germania e Russia. Jaroslaw Kaczynski cerca di politicizzare in questo senso anche la morte del fratello Lech. La sua ultima esperienza governativa come primo ministro finisce con l’esito delle elezioni del 21 ottobre 2007. Legge e Giustizia venne sconfitta, lui rassegna le dimissioni e viene sostituito da Donald Tusk il 16 novembre.

Esponente di una destra più liberale e moderata, fin dal suo esordio al Parlamento Tusk lavora per una Polonia che faccia da ponte tra l’Unione europea e i paesi oltre i confini orientali. Durante il suo governo il Paese ha visto aumentare il proprio credito in Europa, dimostrato dall’elezione di Jerzy Buzek alla presidenza del Parlamento Europeo. Se Tusk, per la sua rielezione, continua a puntare su una sempre maggior apertura del Paese all’Europa e su una crescita economica “intelligente” basata su “innovazione e conoscenza”, Kaczynski promette una politica in cui “i frutti dello sviluppo economico siano anche a vantaggio dei cittadini meno abbienti e delle regioni economicamente più deboli”. La sua campagna elettorale racconta un paese dove la famiglia e l’educazione dei figli devono incontrare “il sostegno da parte dello Stato”.

Sono altri tre i partiti che, secondo i sondaggi, dovrebbero il 9 ottobre superare la soglia di sbarramento fissata al 5 per cento. Alleanza democratica di sinistra (SLD), nata dall’ex partito operaio unificato polacco (POUP), è il più grande schieramento di sinistra della Polonia: i sondaggi la danno intorno all’8 per cento. Nel manifesto elettorale del partito, il leader Grzegorz Napieralski scrive: “Dopo sei anni di destra i polacchi si aspettano una nuova visione, idee ed energia. Sappiamo cosa bisogna cambiare per rendere la vita migliore”. Tra gli obiettivi: aumento del salario minimo e abolizione dei simboli religiosi dalle istituzioni pubbliche.

Intorno al 6 per cento è dato il Partito popolare (PSL): centrista, ha la sua base nelle zone rurali del Paese ed è guardato come possibile partner di coalizione da entrambi i partiti di destra (PO e PIS). Nel programma parla di “crescita stabile e sostenibile” (a misura di “individuo”), di “sicurezza sociale e ambientale”.

Poi c’è RP, movimento fondato da Janusz Palikot e nato da una rottura con Piattaforma Civica di Tusk. Nella storia politica del Paese è il primo partito che insiste su posizioni anticlericali, con appelli per porre fine alla politica anti-abortista e introdurre le unioni civili per coppie dello stesso sesso. I sondaggi lo danno intorno al 7 per cento.

In breve, quindi:

Piattaforma civica (Po) – 34 per cento
Leader: Primo Ministro Donald Tusk
Slogan: Il prossimo passo, insieme!
Programma: http://wybory.platforma.org/program/zobacz-program.php

Legge e Giustizia (PiS) – 29 per cento
Leader: Ex primo ministro Jaroslaw Kaczynski
Slogan: Modernità, Solidarietà, Sicurezza
Programma: http://programpis.org.pl/39,cztery-lata-ekipy-po-psl.html

Alleanza democratica di sinistra (SLD) – 8 per cento
Leader: Grzegorz Napieralski
Slogan: Sappiamo cosa cambiare
Programma: http://www.sld.org.pl/program

Partito popolare di Polonia (PSL) – 6 per cento
Leader: Waldemar Pawlak
Slogan: Le persone sono importanti
Programma: http://www.psl.org.pl/

Movimento di Palikot (RP) – 7 per cento
Leader: Janusza Palikota
Slogan: Polonia moderna
Programma: http://www.ruchpalikota.org.pl/materialy/pliki-do-pobrania

Sostenitori di Legge e giustizia a Varsavia.
Foto: WOJTEK RADWANSKI/AFP/Getty Images