
Guardando questa serie di illustrazioni di qualche decennio fa, che avvertono i bambini di pericoli mortali nascosti a ogni angolo e dietro ogni attività, viene da chiedersi come abbiamo fatto a sopravvivere all’infanzia.
La selezione di immagini del “manuale di sicurezza” per bambini è stata pubblicata dal sito How to be a Retronaut e dipinge scenari catastrofici e fantasiosi che finiscono, spesso, con la morte dei bambini coinvolti.





















Se mi fossi cacciato in una delle situazioni descritte dai disegni ma senza farmi male e lo avessi raccontato a casa, sarebbero stati direttamente i miei genitori a procurarmi traumi guaribili in 30 giorni.
Nelle vignette questa eventualità non è prevista.
Vabbè, ho capito, non andrò mai più in bicicletta…
O grazie. Ora so cosa postare ai soliti nostalgici che ogni volta che si parla di sicurezza dicono “eeeeeh ma quando ero piccolo io tutte queste premure non c’erano e non moriva nesssuno!”.
E tra l’altro morivano comunque.
Si, ok. Ma dirlo prima no? Ora cosa ci faccio con quel mucchio di foglie?
E comunque, ognuna di queste immagini sarebbe una copertina di disco perfetta.
che ansia
Beh! personalmente ricordo benissimo che quando facevo le elementari (anni ’60), a scuola erano appesi in ogni dove manifesti che ci illustravano i vari tipi di ordigni esplosivi (bombe a mano, mine anticarro e simili) e che ci mettevano in guardia dal toccarli e/o cercare di smontarli.
Cmq adesso sappiamo da dove vengono i coniglietti suicidi…
Ricordo anch’io i manifesti scolastici su bombe e mine, erano molto vicini, come stile e terrorismo, a queste tavole.
È peraltro curioso il fatto che oggi ovvi inviti alla prudenza – al di là dello stile terroristico di queste tavole, criticabili più sui modi che sui fini – non siano più praticati, come se fosse diventato impossibile essere investiti da un’auto ecc. Con un’eccezione: non accettare confidenze da adulti sconosciuti. Oggi mi pare che l’isteria di vedere pedofili ovunque di qualche anno fa (Rignano Flaminio & C.) si sia un po’ chetata, ma non mi avrebbe stupito vedere affissa ovunque una versione modernizzata della dodicesima tavola.
@svalbard:
è solo un problema che si pone molto meno perché a bambini e ragazzini è lasciata molta meno autonomia.
In Isvizzera e credo anche in Germania esiste ‘Struwwelpeter’.
indagate!
http://en.wikipedia.org/wiki/Struwwelpeter