Paolo Boccacci sulla sezione Inchieste del sito di Repubblica racconta una faccenda che da qui a qualche mese potrebbe diventare molto grossa e rilevante (e probabilmente lo è già). La storica discarica di Malagrotta, che da trent’anni accoglie le tonnellate di rifiuti prodotte ogni giorno da Roma, chiuderà definitivamente il 31 dicembre del 2011. E le alternative per ora sono in alto mare.
Trentuno dicembre del 2011. A mezzanotte, insieme con i botti di Capodanno, il cancello di Malagrotta, la storica discarica che per trent’anni ha ricevuto milioni di tonnellate di rifiuti di Roma, tra le colline su cui volano stormi di gabbiani, ha chiuso definitivamente i battenti. Intanto nei pratoni della valle di Pizzo del Prete, vicino Fiumicino, ancora sono in partenza i lavori per la costruzione del nuovo invaso e di un quinto impianto di lavorazione meccanica, dove ogni giorno dovrebbero arrivare ed essere triturate almeno mille tonnellate di mondezza.
E così all’alba del 2012 Roma potrebbe diventare come Napoli, con migliaia e migliaia di sacchi di spazzatura che seppellirebbero i cassonetti nelle strade, dal cuore del centro alle periferie.Rifiuti, per la Capitale è cominciato il conto alla rovescia dell’emergenza. Dopo molte procedure di infrazione dell’Unione europea, che per legge vieta che quelli indifferenziati dei cassonetti verdi vengano gettati così come sono, “tal quale”, la discarica di Malagrotta, la salvezza e l’orrore ambientale della città, è diventata fuorilegge. L’ultima incredibile proroga la governatrice Renata Polverini l’ha concessa, sfidando la Ue, fino al 31 dicembre di quest’anno.
Mentre è già scoppiata la guerra tra le stanze dei partiti, dei comitati di quartiere della periferia a Ovest, di Valle Galeria e delle zone dove potrebbe sorgere il nuovo invaso, e poi del commissario straordinario ai rifiuti, il prefetto Giuseppe Pecoraro, nominato in fretta e furia dal governo con poteri speciali il 7 settembre, a poco più di tre mesi dalla chiusura del cancello di Malagrotta, ma anche dell’ufficio di Manlio Cerroni, l’avvocato, il “re della mondezza”, l’imprenditore dell’unica discarica romana, che da più di trent’anni detta legge in regime di monopolio sullo smaltimento dell’oro nero dei cassonetti.




TUTTI abbiamo un problema coi rifiuti.
E’ vergognoso continuare a produrre imballaggi perché finiscano nelle discarica.
E’ vergognoso continuare a costruire discariche.
E’ vergognoso che tutti i media ignorino la questione tranne quando ci sono rifiuti per strada o il tasso di tumori è superiore a quello di Chernobyl in alcune zone (entroterra casertano/napoletano).
Finiamola una buona volta di scrivere ste bufale.
Non esiste problema di rifiuti ma di produzione d’imballaggi inutili, di codardia difronte alla scelta che avrebbe dovuto essere fatta d’imposizione FORZATA ED IMMEDIATA del VUOTO A RENDERE per tutti i tipi di bevande comprate al supermercato e vendute nei bar.
Ma questo è troppo difficile da scrivere tutti i giorni vero?
Troppo noioso occuparsene perché non c’è la magica i davanti.
Che ne dite vi piace: iRifiuti?
HS
Quello degli imballaggi è un problema grande, ma non certo l’unico. Però è vero, si potrebbe almeno cominciare dal vuoto a rendere e dal “divieto” di sovra-imballare le merci
Il problema degli imballaggi è grande, ma non l’unico. Però è vero, si potrebbe almeno cominciare dal vuoto a rendere e dal divieto di !sovra-imballare’ le merci…
Io lavoro nei supermercati e vedo quanto grande questo problemaè. MANCA UNA IMPOSTAZIONE STATALE DEL PROBLEMA A LIVELLO DI PRODUZIONE! nn è giusto che si producano materiali nn riciclabili smaltiti a spese del comune, nn è giusto che per bere mezzo litro di acqua (che a roma è buonissima) si debba inquinare con le bottigliette.
Sono d’accordissimo con HEILandSTARK è un problema che va affrontato a monte! basta con il tetrapack che dovrebbe essere raccolto da chi lo produce! basta con i contenitori multimateriale! raccolta porta a porta e multe per chi non ricicla! il problema è facile da risolvere, basta la volontà!
@cecchettobello: il tetrapak e altri poliaccoppiati che contengono carta a Torino sono riciclati con la carta. Mi chiedo quanto il vuoto a rendere sia più ecologico. Certo non lo è il riuso delle bottiglie che vanno lavate dal consumatore (il lavaggio inquina sapete?)