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— Politica

La lettera di Berlusconi al Foglio

Per domani Repubblica e Corriere annunciano cataste di trascrizioni dei fatti suoi, e il PresdelCons protesta: «è il mio modo di vivere il mio privato»

16 settembre 2011

Caro direttore,
è vero, come Lei scrive, che il mio comportamento, così come descritto dai giornali in questi giorni, appare scandaloso. Ma il mio comportamento non è stato assolutamente quello che viene descritto ed io Le confermo, come ho già avuto modo di dirLe, che non ho fatto mai nulla di cui io debba vergognarmi. E’ invece, per fare un esempio, del tutto inaccettabile e addirittura criminale che persone che sono solo state presenti a mie cene con numerosi invitati siano marchiate a vita come “escort”. Mi dispiace anche, per fare un altro esempio, dei falsi pettegolezzi che sono stati creati grazie ai soliti brogliacci telefonici sulla signora Arcuri, che è stata invece mia ospite inappuntabile in Sardegna e a Palazzo Grazioli.
Non ho affatto intenzione di respingere una richiesta di testimonianza, che è mio interesse rendere, tanto che ho già inviato una dichiarazione scritta ma che ha, così come congegnata, l’aria di un trappolone politico-mediatico-giudiziario. Pretendo però come ogni cittadino che i magistrati rispettino anche loro la legge. Da tre anni sono sottoposto a un regime di piena e incontrollata sorveglianza il cui evidente scopo è quello di costruirmi addosso l’immagine di ciò che non sono, con deformazioni grottesche delle mie amicizie e del mio modo di vivere il mio privato, che può piacere o non piacere, ma che è personale, riservato e incensurabile. Il problema però è che da tre anni è in atto un mascalzonesco tentativo di trasformare la mia vita privata in un reato.  Ed è questo uno scandalo intollerabile da parte di un circuito mediatico e giudiziario completamente impazzito di cui nessuno sembra preoccuparsi e di cui nessuno si scusa.

(continua a leggere sul sito del Foglio)

 

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13 Commenti

  1. sbobba caustica

    Mamma mia che retorica…

  2. giovannischiano

    Uno dice: l’ha scritta Ferrara. Non può essere, non c’è “lo spirito del ’94″.

  3. propositionjoe

    Per sapere, la lettera l’ha mandata anche al post? E cmq un presidente del consiglio non dovrebbe avere fatti suoi, specie quando qsti sottintendono ricatti nei suoi confronti o l’utilizzo di appalti dello stato come pagamento di escort

  4. lornova

    Eh, ma se non l’ha scritta Ferrara, chi è l’autore?

  5. MaBi

    E’ evidente che la cosa che gli brucia di piu’ e’ che sia uscita questa storia del “rifiuto” della Arcuri, e ci ha tenuto a far sapere che in realta’ se l’e’ fatta, almeno due volte.

  6. Ok, tutto vero è un problema e soprattutto quel fatto là dei vertici della guardia di finanza eccetera.
    Ma che, a margine, la cosa stia un filo sfuggendo di mano un po’ a tutti è un pensiero che ogni tanto ci attraversa, o solo perché quella voce che si ascolta è quella dell’uomo di m allora va tutto bene?

  7. pablo72

    Mi sembra palese che non si tratta più di un problema politico o giudiziario. Ma sia diventato, ormai da troppi anni, un grave problema psichiatrico, che nessuno ha il coraggio di vedere. Si può anche accettare di essere stati governati da un ladro cialtrone, ma nessuno vorrà mai riconoscere di aver affidato il paese ad un malato di mente.

  8. lornova

    @Pablo72: non sono d’accordo. Berlusconi è un vecchio satrapo e per questo non mi piace, ma sono d’accordo con lui: si è fatto un accanimento eccessivo, anzi vergognoso, sulla sua vita privata, per motivi politici. E io credo anche nell’accanimento giudiziario e nelle “toghe rosse”. La mia condanna politica a Berlusconi si basa sull’inazione politica, sulle promesse non mantenute, sui mancati risultati durante la sua lunga permanenza al potere. Un politico incompetente, che deve andare a casa per questo.

  9. Per favore torniamo alla realtà e smettiamola con le fesserie sulle toghe rosse. Nella sua “vita privata” il Presidente del Consiglio ha un giro di prostitute gestito da un faccendiere che prima gli procura ragazze e coca per ottenere favori e appalti pubblici, e poi caduto in disgrazia lo ricatta. Alcune ragazze vengono perfino ricompensate con posti in programmi RAI (mica in Mediaset). Appare più che evidente che l’”inazione politica” è dovuta al farto che non tempo di occuparsi di cose importanti, perchè è interessato ad altro. Se non riusciamo a vergognarci nemmeno di questo, vuol dire che davvero ce lo meritiamo.

  10. arsenio

    Se avessi la possibilità di cambiare questa magistratura e questo premier, comincerei dalla prima.

  11. unespressoprego

    Facendo finta che questa lettera l’abbia scritta B. di suo pugno, due considerazioni:
    1. “Non ho fatto mai nulla di cui io debba vergognarmi”. Infatti. Se B. avesse la capacità di provare vergogna, cioè se avesse la capacità di guardare a se stesso e ai propri limiti in maniera realistica, non sarebbe e non saremmo nella situazione attuale.
    2. “Ho cercato di mettere in campo [...] gente giovane e votata al “fare””. Ma fare proprio tutto.

  12. pablo72

    @Lornova Infatti ho scritto “.. nessuno vorrà mai riconoscere di aver affidato il paese ad un malato di mente”

  13. maragines

    Riprendendo il punto 2 indicato da “Unespressoprego”, aggiungerei che i “giovani” votati al fare, li ha accompagnati anche ad avanzi ammuffiti di vecchie segreterie… Da Tremonti (non è giovane e ha una lunga carriera politica) a Scajola e continuando per tantissimi altri più o meno importanti che pare abbiano non poco condizionato l’azione politica (sempre che ce ne sia mai stata una) del governo.
    *
    D’altra parte invece mi viene in mente che:
    a) Ammette come possibili (udite udite) degli errori, ma non pensa che sia nemmeno concepibile che ne paghi di conseguenza le colpe;
    b) Avendo detto di tutto, recupera una delle tante balle e panzane dette per dirci “Ve l’avevo detto”. Ora si re-inventa come illuminato profeta dell’emergenza della crisi (ma ha anche detto per anni che non esisteva).
    c) Anche io non penso l’abbia scritta Ferrara.
    d) Come Berlusconi anche io ho fiducia nella storiografia e nel giudizio che darà su di lui (così almeno lui asserisce).

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